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Troppi galli nel pollaio… della Chiesa: sapevi che una volta abbiamo avuto tre Papi contemporaneamente?

Angela Gemito Lug 6, 2026

Immagina la scena: stai organizzando una cena di famiglia e, per un malinteso sulle chat di gruppo, ti ritrovi in cucina con tre persone diverse che sostengono tutte di essere lo “chef ufficiale” della serata. Ognuno ha la sua ricetta, ognuno reclama il controllo esclusivo dei fornelli e, soprattutto, nessuno ha intenzione di fare un passo indietro. Una situazione caotica, imbarazzante e decisamente affollata.

Ora, prendi questo incubo logistico e trasferiscilo al vertice della più grande istituzione spirituale del mondo occidentale. Se pensi che la coesistenza tra Papa Francesco e il Papa Emerito Benedetto XVI qualche anno fa fosse un’anomalia storica bizzarra, sappi che la storia della Chiesa ha toccato vette di puro surrealismo. C’è stato un momento in cui i fedeli non dovevano fare i conti con uno, e nemmeno con due pontefici. I Papi erano addirittura tre: un Papa, un Antipapa e… un Contro-Antipapa.

Lo scisma d’Occidente: quando la geografia divide la fede

Per capire come siamo finiti in questo ingorgo ecclesiastico dobbiamo fare un salto indietro nel tempo fino al 1378. Per circa settant’anni, la sede papale era stata spostata ad Avignone, in Francia. Quando finalmente il Papa decise di riportare la cattedra a Roma, le cose non andarono esattamente come previsto.

Alla morte del pontefice, i cardinali romani, sotto la pressione di una folla inferocita che esigeva un Papa italiano, elessero Urbano VI. Ma il suo carattere non proprio accomodante spinse un gruppo di cardinali francesi a fare marcia indietro: dichiararono nulla l’elezione, si riunirono a Fondi ed elessero un “loro” Papa, Clemente VII, che se ne tornò prontamente ad Avignone.

Ecco servito il primo grande cortocircuito: un Papa a Roma e un Antipapa ad Avignone. L’Europa si spaccò letteralmente in due, con i vari sovrani che sceglievano a quale pontefice giurare fedeltà a seconda delle proprie convenienze politiche.

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Cosa c’entra il nostro comportamento: il bisogno tutto umano di avere ragione

Ma come si è passati da due a tre? La risposta risiede in un meccanismo psicologico e sociale che applichiamo ancora oggi nella nostra quotidianità. Quando due fazioni litigano accanitamente senza trovare un punto d’incontro, la reazione più comune del “pubblico” è quella di cercare una terza via, un compromesso che metta d’accordo tutti. Il problema è che, spesso, il terzo incomodo finisce solo per complicare le cose.

Nel 1409, stanchi di una situazione che durava da trent’anni, i cardinali di entrambe le fazioni decisero di prendere in mano la situazione. Si riunirono nel Concilio di Pisa con un piano apparentemente perfetto: dichiarare deposti sia il Papa di Roma che quello di Avignone ed eleggerne uno nuovo, Alessandro V, che avrebbe dovuto riunificare la Chiesa.

Peccato che avessero fatto i conti senza l’oste. I due Papi originari si rifiutarono categoricamente di dimettersi, accusando il Concilio di non avere l’autorità per cacciarli. Risultato? Quello che doveva essere il Papa della pace si ritrovò a essere il terzo contendente. La Chiesa si trovò con un Papa (Roma), un Antipapa (Avignone) e un Contro-Antipapa (Pisa).

Il dettaglio che pochi notano: la “linea di successione” cancellata

La parte più ironica e affascinante di questo caos dinastico riguarda il modo in cui la storia ha successivamente gestito questi tre “Capi di Stato” spirituali. Per anni, i fedeli e i re non sapevano letteralmente a chi votarsi, e i sacramenti amministrati da un Papa venivano considerati nulli dall’altro.

Il dettaglio che spesso sfugge è che il Papa “pisano” (il Contro-Antipapa) godeva inizialmente di un grandissimo consenso, tanto che il suo successore prese il nome di Giovanni XXIII. Quando lo scisma fu finalmente ricomposto nel 1417 con l’elezione di un unico vero Papa (Martino V), l’intera linea di Pisa venne declassata e considerata illegittima.

Questo ha creato un bug storico memorabile: nel 1958, quando il cardinale Angelo Roncalli fu eletto pontefice, scelse di chiamarsi proprio Giovanni XXIII. Con quel gesto, la Chiesa ha ufficialmente “sovrascritto” il passato, confermando che il Giovanni XXIII del Quattrocento non era mai stato un vero Papa, ma solo un abusivo in una lunghissima crisi di identità collettiva.

Cosa ci dice questa curiosità

Questa incredibile rivalità a tre ci ricorda che persino le istituzioni che consideriamo più sacre, monolitiche e immutabili sono fatte di uomini, ambizioni e testardaggine. Quando l’orgoglio supera la diplomazia, le soluzioni che sulla carta sembrano ideali possono trasformarsi in un pasticcio epico.

La prossima volta che ti trovi nel mezzo di una discussione in cui troppe persone vogliono decidere e nessuno vuole cedere il passo, consolati: non state inventando nulla. Avete solo creato il vostro piccolo, personale Scisma d’Occidente quotidiano.

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Tags: antipapa Papa storia della chiesa

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