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Stai parlando di un paio di scarpe e due ore dopo appare l’annuncio? Ecco cosa succede davvero

Angela Gemito Lug 31, 2026

Capita a tutti, ed è una di quelle esperienze che lasciano un filo di inquietudine. Sei a cena con amici, parli di quella marca di zaini da montagna mai cercata prima, e prima di andare a dormire lo stesso identico zaino ti compare tra le storie di Instagram. La prima reazione è quasi d’istinto: il telefono mi sta ascoltando.

La tentazione di credere alla spia microfonica nascosta nello smartphone è forte, anche perché rende l’idea di una tecnologia quasi magica (o spaventosa). La realtà, però, è persino più affascinante. E per certi versi, ancora più sottile.

La teoria del microfono sempre acceso

L’idea che i nostri telefoni registrino continuamente le conversazioni per venderci prodotti viene ciclicamente smentita dai tecnici, ma rifiuta di morire. E il motivo è semplice: i tempi di coincidenza sono spesso perfetti.

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Se le app di social network tenessero il microfono aperto $24$ ore su $24$ per registrare l’audio ambientale di miliardi di persone, la quantità di dati trasmessa prosciugherebbe le batterie dei telefoni nel giro di un paio d’ore e prosciugherebbe i gigabyte dei piani telefonici prima di metà mese. Senza contare la mole di server necessaria per processare miliardi di ore di rumore di fondo, voci sovrapposte e TV accese per estrarre parole chiave utili.

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La spiegazione non sta in quello che diciamo. Sta in quello che facciamo senza farci caso.

La rete invisibile dei comportamenti

Gli algoritmi pubblicitari non hanno bisogno di ascoltare la tua voce perché sanno già dove sei, con chi sei e cosa stanno facendo le persone attorno a te.

Ipotizziamo una scena tipica. Sei al bar con un tuo amico. Lui ha passato il pomeriggio precedente a cercare sul web una specifica marca di macchine per il caffè espresso. Quando vi sedete allo stesso tavolo, i vostri smartphone comunicano silenziosamente con la cella telefonica, si agganciano alla stessa rete Wi-Fi o semplicemente registrano una posizione GPS identica per più di venti minuti.

Per la piattaforma pubblicitaria, voi due siete momentaneamente collegati. Se il tuo amico ha un forte interesse per le macchine da caffè, l’algoritmo calcola che c’è un’alta probabilità che ne abbiate parlato, o che tu possa condividere lo stesso interesse. L’annuncio della macchina da caffè compare sul tuo schermo. Tu non l’hai mai cercata, ma il tuo amico sì.

La tua posizione + La ricerca del tuo amico + Tempo trascorso insieme = Annuncio mirato sul tuo profilo

Il momento in cui il sistema anticipa i tuoi desideri

C’è poi un fattore legato alla psicologia umana. Tendiamo a dimenticare le centinaia di annunci pubblicitari che incrociamo ogni giorno e che ignoriamo perché irrilevanti. Ma quando uno di questi intercetta un pensiero recente, scatta il cosiddetto fenomeno della frequenza: ci sembra che quell’oggetto sia improvvisamente ovunque.

Ma c’è di più. I modelli predittivi tracciano schemi di acquisto su milioni di utenti. Se migliaia di persone che hanno la tua età, vivono nella tua zona, frequentano certi locali e guardano determinati video decidono di acquistare un tipo di giacca in un preciso momento dell’anno, l’algoritmo proporrà quella giacca anche a te prima ancora che tu decida di parlarne.

Non è la tecnologia che legge nel pensiero. È la tecnologia che ha imparato a prevedere come reagisce una mente umana inserita in un determinato contesto.

Guarda le tue routine con altri occhi

I micro-spostamenti quotidiani, gli orari in cui sblocchi lo schermo, le pagine su cui ti soffermi anche solo per tre secondi in più rispetto al solito: sono tutti tasselli di un mosaico preciso. Quando l’algoritmo mette insieme i pezzi, il risultato sembra divinazione.

Il telefono non ha bisogno di ascoltare cosa dici mentre prendi un caffè. Gli basta sapere che ti sei fermato in quel posto, a quell’ora, con quelle persone. Il resto lo calcola da solo.

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Angela Gemito
Angela Gemito
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, racconto notizie, tecnologia e curiosità per scoprire il mondo con occhi sempre nuovi, un articolo alla volta.
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Tags: privacy smartphone

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