Quando pensiamo a Steve Jobs, la nostra mente vola immediatamente all’iPhone, al Mac e al logo della mela morsicata. Eppure, dal punto di vista puramente finanziario, la stragrande maggioranza del miliardario patrimonio che Jobs ha lasciato alla sua famiglia non proveniva da Apple, bensì da una mossa strategica legata a The Walt Disney Company. Al momento della sua scomparsa nel 2011, la quota di Jobs in Disney valeva circa 4,47 miliardi di dollari, mentre le sue azioni Apple si fermavano a circa 2,1 miliardi di dollari.

Il motivo? Jobs era il principale azionista singolo di Disney, un traguardo raggiunto grazie alla clamorosa vendita di Pixar nel 2006.
In sintesi
- Il paradosso finanziario: Al momento della sua morte, la ricchezza di Steve Jobs derivava per oltre la metà dalle sue azioni Disney.
- Il ruolo di Pixar: Jobs acquistò la divisione della Lucasfilm (poi diventata Pixar) per soli 10 milioni di dollari, rivendendola a Disney vent’anni dopo per 7,4 miliardi.
- Il “taglio” con Apple: Dopo essere stato cacciato da Apple nel 1985, Jobs vendette quasi tutte le sue azioni dell’azienda, perdendo una futura fortuna astronomica.
- Il ritorno a Cupertino: Quando tornò in Apple nel 1997, scelse di ricevere uno stipendio simbolico di 1 dollaro all’anno, accumulando azioni in modo molto più limitato rispetto al passato.
La risposta breve: i numeri del patrimonio di Steve Jobs
Per capire come sia stato possibile questo sorpasso finanziario, basta guardare i dati registrati al momento della morte del co-fondatore di Apple, avvenuta nell’ottobre del 2011. Il patrimonio complessivo di Jobs era stimato intorno agli 8,3 miliardi di dollari.
Di questa enorme fortuna, ben 138 milioni di azioni erano quote di Disney, equivalenti a circa il 7,7% dell’intera multinazionale dell’intrattenimento, per un controvalore di quasi 4,5 miliardi di dollari. In Apple, invece, Jobs possedeva “solo” 5,5 milioni di azioni. Sebbene Apple stesse già vivendo una crescita esponenziale grazie al successo planetario dell’iPhone, la quantità di titoli in suo possesso non riusciva a competere con il colossale pacchetto azionario ottenuto a Hollywood.
Perché succede: la clamorosa scalata con Pixar
La storia dietro questo squilibrio finanziario è uno dei capitoli più affascinanti della tecnologia e del cinema pop. Tutto ha inizio nel 1985, l’anno in cui Steve Jobs venne estromesso da Apple dopo una dura lotta di potere con il consiglio di amministrazione e l’allora CEO John Sculley.
Ferito nell’orgoglio, Jobs decise di compiere un gesto drastico: vendette tutte le sue azioni Apple, tranne una singola quota (che gli permetteva di continuare a ricevere i report aziendali e partecipare alle assemblee). Con la liquidità ottenuta, decise di diversificare i suoi investimenti:
- Fondò NeXT, una nuova compagnia di computer avanzati.
- Acquistò per 10 milioni di dollari la Graphics Group, una divisione di computer grafica della Lucasfilm di George Lucas, rinominandola Pixar.
All’inizio Pixar focalizzò le sue attività sull’hardware, ma l’intuizione di Jobs e il talento di geni dell’animazione come John Lasseter trasformarono l’azienda in uno studio cinematografico. Nel 1995, con l’uscita di Toy Story (il primo lungometraggio interamente sviluppato in computer grafica), la Pixar divenne una miniera d’oro. Quando nel 2006 la Disney decise di acquisire la Pixar per la cifra astronomica di 7,4 miliardi di dollari, l’accordo non venne saldato in contanti, ma in azioni. Jobs, che possedeva la maggioranza assoluta di Pixar, si ritrovò così a essere il più grande azionista individuale di Disney.
Il dettaglio curioso: lo stipendio da 1 dollaro
Quando Jobs tornò trionfalmente in Apple nel 1997 (dopo che Cupertino ebbe acquistato la sua NeXT), l’azienda era a un passo dal fallimento. Per dimostrare la sua totale dedizione alla causa e scommettere sul rilancio della sua “creatura”, Jobs rifiutò un compenso di mercato e accettò un salario annuale simbolico di esattamente 1 dollaro.
Questo significa che per oltre un decennio non ha accumulato ricchezza attraverso stipendi o bonus tradizionali, ma solo attraverso l’apprezzamento delle stock option (le opzioni sulle azioni) che il consiglio di amministrazione gli concedeva di tanto in tanto come premio per i risultati straordinari ottenuti con l’iPod, l’iMac e l’iPhone.
Cosa spesso viene frainteso: l’errore del 1985
L’opinione pubblica tende a pensare che Jobs sia diventato l’uomo più ricco di Apple semplicemente possedendo l’azienda fin dall’inizio. In realtà, se Jobs non avesse venduto il suo iniziale 11% di Apple nel 1985, oggi quel pacchetto azionario avrebbe un valore stimato in centinaia di miliardi di dollari, rendendolo potenzialmente l’uomo più ricco del pianeta.
La sua ricchezza reale, tuttavia, è stata una conseguenza diretta del suo “esilio”. Senza il fallimento e la cacciata da Apple, Jobs non avrebbe mai acquistato Pixar e non sarebbe mai diventato il magnate di Disney che ha ridefinito il cinema d’animazione moderno.
Il contesto: l’eredità finanziaria oggi
Dopo la sua morte, le azioni Disney e Apple sono passate al Laurene Powell Jobs Trust, il fondo gestito dalla vedova Laurene Powell Jobs. Negli anni successivi, il fondo ha progressivamente dimezzato e diversificato la sua quota in Disney, ma la scelta di Steve Jobs di non legare tutti i suoi asset a una sola azienda ha garantito alla sua famiglia una stabilità economica senza precedenti, dimostrando che il papà dell’iPhone era, oltre che un visionario del design, anche un astuto stratega della finanza.
FAQ – Domande frequenti
Quante azioni Disney aveva Steve Jobs?
Steve Jobs possedeva circa 138 milioni di azioni della Walt Disney Company, che rappresentavano circa il 7,7% della società, rendendolo il più grande azionista individuale del colosso dell’intrattenimento.
Perché Steve Jobs aveva così tante azioni Disney?
Le ha ottenute nel 2006, quando la Disney ha acquistato la Pixar (di cui Jobs era il proprietario di maggioranza) per 7,4 miliardi di dollari. Il pagamento è avvenuto tramite uno scambio di azioni.
È vero che Steve Jobs guadagnava solo 1 dollaro all’anno in Apple?
Sì, dal suo ritorno in Apple nel 1997 fino alla sua morte nel 2011, Jobs ha percepito uno stipendio annuale simbolico di 1 dollaro. I suoi guadagni reali derivavano dalle stock option e dal rendimento dei suoi investimenti.
Quanto valeva Pixar quando Jobs l’ha comprata?
Jobs acquistò la divisione che sarebbe diventata Pixar da George Lucas nel 1986 per soli 10 milioni di dollari (di cui 5 investiti direttamente nella compagnia).
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