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Jimmy Carter e i segreti sugli UFO: perché il Presidente non mantenne la promessa

Angela Gemito Giu 9, 2026

Durante la campagna elettorale del 1976, Jimmy Carter promise solennemente che, se fosse diventato Presidente degli Stati Uniti, avrebbe reso pubblici tutti i documenti governativi riservati sugli UFO. Una volta entrato alla Casa Bianca, tuttavia, Carter tornò sui suoi passi, rifiutando di rilasciare i file sensibili per ragioni di sicurezza nazionale e per il rischio di esporre segreti tecnologici e militari del Paese.

In sintesi

  • La promessa: Nel 1976 Jimmy Carter promise totale trasparenza governativa sugli UFO, spinto anche da un suo avvistamento personale avvenuto nel 1969.
  • Il dietrofront: Dopo l’elezione, la CIA e i vertici della difesa lo convinsero che la desecretazione avrebbe compromesso la sicurezza nazionale.
  • La sicurezza prima di tutto: Più che l’esistenza degli alieni, i documenti protetti riguardavano tecnologie militari segrete e sistemi di sorveglianza radar della Guerra Fredda.
  • Il compromesso: Nonostante il blocco dei file più sensibili, l’amministrazione Carter favorì comunque una parziale apertura attraverso il Freedom of Information Act (FOIA).

La promessa elettorale e l’avvistamento di Jimmy Carter

La storia che lega Jimmy Carter agli oggetti volanti non identificati non nasce da un semplice calcolo politico, ma da un’esperienza vissuta in prima persona. Nel ottobre del 1969, prima di diventare governatore della Georgia, Carter si trovava a Leary per un discorso pubblico quando, insieme ad altre venti persone, notò un oggetto strano nel cielo serale.

L’oggetto appariva luminoso, cambiava colore dal blu al rosso e poi al bianco, e sembrava avvicinarsi e allontanarsi prima di sparire. Nel 1973, Carter formalizzò l’accaduto compilando un rapporto ufficiale per il National Investigations Committee on Aerial Phenomena (NICAP).

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Forte di questa esperienza, durante la campagna presidenziale del 1976 dichiarò alla stampa: “Se diventerò presidente, metterò a disposizione del pubblico e degli scienziati ogni singola informazione su ogni avvistamento UFO mai avvenuto in questo Paese”. Una promessa che accese le speranze di milioni di appassionati e ufologi in tutto il mondo.

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Perché il Presidente decise di non pubblicare i file

Una volta insediatosi nello Studio Ovale nel gennaio del 1977, Carter si scontrò rapidamente con la complessa macchina burocratica e militare di Washington. Quando il Presidente chiese formalmente alla CIA e al Dipartimento della Difesa di accedere ai dossier sugli UFO per valutarne la pubblicazione, incontrò una forte resistenza.

L’allora direttore della CIA, George H.W. Bush (futuro presidente), spiegò a Carter che la divulgazione indiscriminata di quel materiale avrebbe comportato gravi rischi. Il motivo principale non era la presunta prova di vita extraterrestre, bensì la sicurezza nazionale.

I rapporti sugli avvistamenti UFO raccolti dal governo americano durante la Guerra Fredda erano intrinsecamente legati a:

  • Tecnologie radar e di sorveglianza: Rivelare come e dove erano stati tracciati gli UFO avrebbe mostrato ai servizi segreti sovietici i limiti e le capacità dei sistemi di difesa USA.
  • Velivoli militari sperimentali: Molti avvistamenti di “oggetti non identificati” erano in realtà test di aerei spia allora top-secret, come l’U-2 o l’SR-71 Blackbird.
  • Fonti e metodi di intelligence: I file contenevano dettagli sui canali informativi utilizzati dagli Stati Uniti per monitorare lo spazio aereo globale.

Di fronte alla concretezza di queste minacce geopolitiche, Carter fu costretto a fare un passo indietro, dichiarando che la pubblicazione di determinati dati avrebbe causato un danno inaccettabile alla difesa del Paese.

Il dettaglio curioso: la richiesta formale alla NASA

Non potendo agire direttamente sui file militari della CIA, Carter cercò una strada alternativa. Nel 1977, la sua amministrazione chiese ufficialmente alla NASA di istituire un comitato di ricerca speciale per indagare scientificamente sul fenomeno UFO.

La risposta dell’agenzia spaziale fu un cortese ma fermo rifiuto. La NASA spiegò che non esistevano prove tangibili o residui fisici da analizzare in laboratorio e che investire fondi pubblici in una ricerca basata quasi esclusivamente su testimonianze oculari non sarebbe stato scientificamente produttivo. Questo rifiuto istituzionale chiuse definitivamente il tentativo di Carter di istituzionalizzare la ricerca ufologica.

Cosa spesso viene frainteso su questa vicenda

Attorno al “dietrofront” di Carter sono nate numerose teorie del complotto, ma la realtà storica offre una prospettiva molto più pragmatica.

  • Il mito del “Cover-up” alieno: Molti credono che Carter abbia scoperto la “verità sugli alieni” e che sia stato zittito dai servizi segreti. In realtà, i documenti storici dimostrano che il blocco era di natura puramente tecnica e strategico-militare.
  • L’avvistamento non era un UFO alieno: Gli scettici e gli astronomi che hanno analizzato l’avvistamento di Carter del 1969 ritengono che il futuro presidente avesse visto, con ogni probabilità, il pianeta Venere, che in quella precisa sera e in quella posizione geografica presentava una luminosità eccezionale, spesso distorta dalle condizioni atmosferiche locali. Carter stesso, anni dopo, ammise di non aver mai pensato che si trattasse di una navicella aliena, ma semplicemente di un fenomeno luminoso che non riusciva a spiegarsi.

Il contesto: l’eredità dell’amministrazione Carter

Sebbene non sia riuscito a mantenere la promessa di una totale “open-door policy” sugli UFO, l’operato di Carter non fu un fallimento completo sul fronte della trasparenza.

Sotto la sua presidenza, l’applicazione del Freedom of Information Act (FOIA) venne fortemente potenziata. Grazie a questo, alla fine degli anni ’70, diverse associazioni di ricercatori riuscirono a ottenere la declassificazione di migliaia di pagine di documenti governativi legati agli UFO, in particolare i file relativi al famoso Progetto Blue Book (chiuso ufficialmente nel 1969) e a vari incidenti radar della CIA. Carter non aprì i lucchetti dei segreti militari più profondi, ma permise comunque una diffusione di dati senza precedenti per l’epoca.

FAQ – Domande Frequenti

Cosa ha visto davvero Jimmy Carter nel 1969?

Jimmy Carter vide un oggetto luminoso colorato nel cielo della Georgia. Gli studi successivi condotti da esperti e scettici suggeriscono che si trattasse del pianeta Venere, la cui luce era amplificata e distorta da particolari condizioni atmosferiche.

Perché la CIA si oppose alla pubblicazione dei documenti?

La CIA, guidata allora da George H.W. Bush, spiegò che i file sugli UFO contenevano dettagli sensibili sui sistemi radar americani, sulle rotte dei velivoli spia sperimentali e sulle metodologie di spionaggio della Guerra Fredda. Rivelarli avrebbe aiutato l’Unione Sovietica.

Jimmy Carter ha mai ammesso di credere agli alieni?

No. Carter ha sempre mantenuto un approccio prudente. Ha dichiarato di aver visto un oggetto volante non identificato (nel senso letterale del termine), ma ha specificato di non aver mai creduto che si trattasse di una navicella extraterrestre.

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Angela Gemito
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Tags: Jimmy Carter Ufo

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