Oggi usiamo la parola “momento” per indicare una frazione di tempo vaga e brevissima, ma nel Medioevo non era affatto così. Un momento era una misura di tempo precisa e corrispondeva esattamente a 90 secondi. Questa unità di misura faceva parte di un sistema di calcolo basato sui movimenti astronomici e sulla meridiana, utilizzato dai dotti medievali per dividere le ore prima dell’invenzione dei moderni orologi meccanici.

In sintesi
- Durata esatta: Nel Medioevo, un momento durava precisamente 90 secondi (un minuto e mezzo).
- Origine del calcolo: Deriva dal sistema del computo del tempo di Beda il Venerabile nel VIII secolo.
- Frazione dell’ora: Un’ora solare medievale era divisa in 40 momenti.
- Variabilità: Poiché si basava sulle ore solari, la durata reale di un momento poteva cambiare a seconda della stagione.
- Evoluzione: Con l’arrivo degli orologi meccanici nel XIV secolo, il momento è diventato un concetto astratto e vago.
La risposta breve: 90 secondi di precisione medievale
Se potessimo viaggiare nel tempo fino al XII secolo e chiedessimo a un monaco amanuense di aspettarci “un momento”, saprebbe esattamente quanto tempo impiegheremo: un minuto e mezzo.
Nel sistema di calcolo medievale, l’ora non era divisa in 60 minuti come la intendiamo oggi. Al contrario, l’ora solare veniva frammentata in quattro parti principali (puncti), dieci minuta, e 40 momenti. Di conseguenza, dividendo un’ora standard di 60 minuti per 40, si ottiene la cifra esatta di 1,5 minuti, ovvero 90 secondi.
Perché succede: come funzionava il tempo nel Medioevo
Per capire come si sia arrivati a questa misurazione, dobbiamo dimenticare gli orologi da polso e guardare il cielo. Il sistema del computo medievale (la scienza che calcolava le date delle festività e il passare del tempo) si basava sul movimento del Sole e della Luna.
Il principale teorico di questo sistema fu il monaco inglese Beda il Venerabile, vissuto nell’VIII secolo. Nella sua opera De Temporum Ratione (“La divisione del tempo”), Beda descrisse la suddivisione dell’ora in questo modo:
- 1 Ora = 4 Punti (Puncti)
- 1 Ora = 10 Minuti (Minuta)
- 1 Ora = 15 Particole (Particulae)
- 1 Ora = 40 Momenti (Momenta)
- 1 Ora = 60 Ostenti (Ostenta)
Gli ostenti erano l’equivalente dei nostri odierni secondi (60 in un’ora solare), mentre il momento rappresentava un sottomultiplo perfetto per determinati calcoli astronomici e matematici legati al calendario lunare e solare.
Il dettaglio curioso: la clessidra e la meridiana stagionale
C’è un dettaglio affascinante che rende il momento medievale diverso dai nostri 90 secondi fissi: il tempo non aveva sempre la stessa durata.
Il Medioevo utilizzava le cosiddette “ore planetarie” o “ore temporali”. Il giorno (inteso come periodo di luce) veniva diviso sempre in 12 ore, sia in estate che in inverno. Di conseguenza:
- In estate, le ore di luce erano più lunghe, quindi anche l’ora medievale estiva durava di più (poteva superare i 70 minuti moderni). Di riflesso, anche il singolo “momento” estivo si allungava.
- In inverno, con meno ore di luce, le ore si accorciavano, e un momento poteva scendere sotto la soglia dei 90 secondi convenzionali.
La precisione matematica dei 90 secondi spaccati si applicava perfettamente solo durante gli equinozi d’autunno e di primavera, quando il giorno e la notte avevano esattamente la stessa durata.
Cosa spesso viene frainteso sul tempo antico
Molti pensano al Medioevo come a un’epoca buia, priva di rigore scientifico, dove il tempo era scandito solo in modo approssimativo dal sorgere del sole o dal suono delle campane della chiesa.
Questo è un errore di valutazione storica. Anche se il cittadino comune o il contadino non avevano bisogno di spaccare il secondo per arare i campi, la classe intellettuale dell’epoca (composta quasi interamente da monaci e astronomi) accademica esigeva una precisione matematica assoluta. Calcolare la data esatta della Pasqua o prevedere le eclissi richiedeva calcoli complessi, ed è proprio in questo contesto scientifico che è nata la necessità di definire un “momento” come la quarantesima parte di un’ora.
Il contesto: la fine del momento e la nascita dell’orologio
Il momento ha mantenuto la sua identità matematica per diversi secoli. La situazione è cambiata radicalmente a cavallo tra il XIII e il XIV secolo con l’invenzione dell’orologio meccanico a scappamento.
I nuovi orologi pubblici, installati sulle torri delle città europee, iniziarono a dividere la giornata in 24 ore uguali e costanti, indipendentemente dalle stagioni. Il sistema sessagesimale di origine babilonese (l’ora divisa in 60 minuti e il minuto in 60 secondi) si rivelò molto più pratico per gli ingranaggi meccanici rispetto alla divisione in 40 parti.
Da quel momento in poi, la parola “momento” ha perso il suo valore numerico fisso nel linguaggio comune, trasformandosi nel sinonimo di un istante breve, indefinito e soggettivo che usiamo ancora oggi.
FAQ
Chi ha inventato il calcolo del “momento” medievale?
Il sistema è stato documentato e standardizzato principalmente da Beda il Venerabile, un monaco e storico inglese, nel suo trattato dell’VIII secolo De Temporum Ratione.
Esistevano misure ancora più piccole del momento nel Medioevo?
Sì, l’unità più piccola nel sistema di Beda era l’ostento (ostentum). In un’ora solare c’erano 60 ostenti, il che li rende l’antenato concettuale del nostro minuto moderno, anche se nella misurazione standard corrispondevano a 60 secondi attuali.
Come facevano i medievali a misurare 90 secondi senza orologio?
Nelle abbazie e nei centri di studio si utilizzavano meridiane molto precise per le ore diurne, clessidre ad acqua o a sabbia tarate su frazioni specifiche, e persino la recitazione di preghiere o salmi a ritmo costante per calcolare i brevissimi lassi di tempo durante la notte.
Scarica la nostra app e ricevi notizie, curiosità, misteri, scoperte e tecnologia direttamente sul tuo smartphone.
Scarica per AndroidCuriosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!







