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Perché gli astronauti della NASA devono imparare il russo per forza

Angela Gemito Giu 8, 2026

Se c’è una lingua che non ti aspetti di dover masticare per volare nello spazio, è il cirillico. Eppure, tutti gli astronauti della NASA hanno l’obbligo assoluto di imparare il russo durante il loro addestramento. Questa regola non è una semplice cortesia diplomatica, ma un requisito di sicurezza fondamentale: in caso di emergenza, ogni astronauta deve essere in grado di gestire la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) utilizzando manuali tecnici scritti interamente in lingua russa.

In sintesi

  • Obbligo formale: Dal 1993, con la nascita del programma ISS, il russo è la seconda lingua ufficiale dello spazio.
  • Questione di sicurezza: In caso di blackout dei sistemi, i comandi del segmento russo della stazione devono essere compresi all’istante.
  • Addestramento duro: Gli astronauti della NASA passano mesi a Star City, vicino a Mosca, per un’immersione linguistica totale.
  • Livello richiesto: Non basta un’infarinatura; serve una certificazione linguistica di livello intermedio-alto con focus su termini ingegneristici.

La risposta breve: lo spazio parla due lingue

Per quale motivo un pilota americano della NASA dovrebbe passare ore a memorizzare l’alfabeto cirillico e la complessa grammatica russa? La risposta si nasconde nell’architettura stessa della Stazione Spaziale Internazionale.

La ISS non è un unico blocco, ma è divisa in due macro-aree principali: il Segmento Orbitale Americano (USOS) e il Segmento Orbitale Russo (ROS). Mentre nella parte occidentale si parla e si scrive in inglese, nel settore russo la lingua ufficiale e unica è il russo. Tutti i software di bordo, le etichette sui pannelli fisici, le levette di emergenza e i manuali procedurali di quella sezione sono in cirillico. Di conseguenza, per garantire l’interoperabilità e la sicurezza dell’intero equipaggio, saper comunicare in russo non è un’opzione, ma un prerequisito vitale prima di salire sulla rampa di lancio.

Perché succede e come funziona l’addestramento

L’accordo che ha unito le forze della NASA e di Roscosmos (l’agenzia spaziale russa) risale agli anni ’90. Da quel momento, il percorso per diventare astronauta ha incluso una delle sfide cognitive più difficili: il bilinguismo tecnico.

L’addestramento linguistico si svolge principalmente in due luoghi: al Johnson Space Center di Houston e al Centro di addestramento cosmonauti Jurij Gagarin a Star City (Zvezdnyj Gorodok), una cittadina chiusa a breve distanza da Mosca. Qui gli astronauti americani non si limitano a studiare sui libri, ma vivono immersi nella cultura locale, alloggiando presso famiglie russe per accelerare l’apprendimento.

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Il programma prevede:

  • Corsi intensivi di grammatica e fonetica: per comprendere le sfumature della lingua parlata.
  • Lessico tecnico aerospaziale: lo studio dei nomi di valvole, vettori, software di navigazione e acronimi militari.
  • Simulazioni di emergenza: test in cui l’astronauta deve reagire a un guasto simulato comunicando via radio solo in russo con il centro di controllo di Korolëv.

Per essere dichiarati idonei al volo, gli astronauti devono superare un esame formale basato sui criteri dell’OPI (Oral Proficiency Interview), raggiungendo un punteggio che attesti la loro capacità di gestire conversazioni tecniche complesse sotto stress.

Il dettaglio curioso: la lingua “Gagarin” e il fattore Soyuz

C’è un motivo ancora più concreto che ha reso il russo una competenza di vita o di morte per quasi un decennio. Tra il 2011 (anno del pensionamento dello Space Shuttle americano) e il 2020 (anno del primo volo operativo della Crew Dragon di SpaceX), le navicelle russe Soyuz sono state l’unico mezzo di trasporto disponibile al mondo per portare gli umani sulla ISS.

All’interno della Soyuz, lo spazio è ridottissimo e ogni singolo comando, schermo e manuale d’istruzioni è in russo. Durante le delicate fasi di lancio, docking (aggancio alla stazione) e rientro atmosferico, l’astronauta della NASA siede sul sedile di sinistra, fungendo da co-pilota del comandante russo. Se il comandante dovesse svenire o avere un malore, l’americano deve prendere il controllo manuale della navetta. In quel momento, sbagliare a tradurre una parola sul computer di bordo potrebbe costare la vita all’intero equipaggio.

Oggi, anche se gli astronauti americani volano spesso su capsule statunitensi, la dipendenza dal russo resta intatta per la gestione dei moduli di servizio della ISS, come lo Zvezda, che controlla i sistemi vitali di propulsione dell’intera stazione.

Cosa spesso viene frainteso su questo obbligo

Attorno a questo requisito della NASA orbitano diversi falsi miti che è bene chiarire per comprendere il vero spirito della cooperazione spaziale:

  • Non è una sottomissione politica: Alcuni pensano che sia un retaggio della Guerra Fredda o una concessione geopolitica. Al contrario, si tratta di un accordo paritario. Anche i cosmonauti russi devono imparare l’inglese per poter operare nel segmento americano.
  • Non serve diventare poeti: Alla NASA non interessa che un astronauta sappia recitare Puškin a memoria. L’attenzione è focalizzata sulla precisione tecnica. La fluidità nel linguaggio quotidiano è utile per la convivenza a bordo, ma la priorità resta la “sopravvivenza tecnica”.
  • Il “Runglish” nello spazio: In orbita non si parla un russo purissimo. Gli equipaggi misti hanno sviluppato nel tempo un vero e proprio gergo ibrido chiamato Runglish (un mix di russo e inglese). Gli astronauti usano la lingua in cui viene più naturale esprimere un determinato concetto in quel secondo, creando un codice linguistico unico nel suo genere.

Il contesto: l’unione fa la forza (anche linguistica)

La necessità di parlare la lingua dell’altro mostra quanto l’esplorazione spaziale sia un acceleratore di integrazione culturale. Quando ci si trova a 400 chilometri di altezza, dentro un guscio di metallo che sfreccia a 28.000 km/h nel vuoto cosmico, le barriere nazionali crollano.

Saper leggere i manuali di emergenza russi in caso di incendio, depressurizzazione o contaminazione dell’aria significa poter salvare la stazione senza attendere le traduzioni da terra. La prontezza di riflessi in orbita si misura anche nella velocità con cui il cervello elabora una lingua straniera.

FAQ – Domande Frequenti

Gli astronauti italiani ed europei dell’ESA devono imparare il russo?

Sì. Tutti gli astronauti internazionali (europei, giapponesi, canadesi) che si addestrano per missioni a lungo termine sulla ISS devono seguire lo stesso programma della NASA, che include lo studio obbligatorio del russo e dell’inglese.

Quanto tempo ci vuole per imparare il russo della NASA?

In media, un astronauta dedica dalle 400 alle 600 ore di lezione frontale solo allo studio della lingua russa, spalmate su un periodo di circa due anni di addestramento generale, a cui si aggiungono i periodi di immersione totale a Star City.

Cosa succede se un astronauta non supera l’esame di lingua?

Il superamento dei test linguistici è un requisito vincolante per l’assegnazione a una missione. Se un candidato mostra gravi difficoltà, viene sottoposto a ore extra di tutoraggio e non riceve il via libera formale al volo finché non garantisce gli standard di sicurezza richiesti.

I manuali della ISS non sono tradotti in inglese?

I manuali del segmento americano sono in inglese, mentre quelli del segmento russo sono in russo. Esistono traduzioni di riferimento per lo studio a terra, ma i manuali operativi fisici e digitali presenti a bordo dei moduli russi restano nella lingua nativa dei costruttori per evitare pericolosi errori di interpretazione o bug nei software.

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Tags: astronauti Nasa russia

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