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Lettori ottici al collasso: perché i dischi rischiano davvero di sparire

VEB Ago 28, 2026

A luglio 2026 negli Stati Uniti i giochi fisici hanno fruttato appena 85 milioni di dollari: il dato mensile più basso dal 1995, anno in cui il PC di casa aveva ancora il modem a 56k [FONTE: Circana, riportato da Multiplayer.it]. Nello stesso periodo, lo stabilimento austriaco che per Sony ha stampato oltre 26 miliardi di dischi sta montando linee per produrre microlenti fotografiche. Due fatti scollegati all’apparenza, ma sono la stessa storia.

Sì, il problema è reale: secondo il giornalista Jez Corden di Windows Central, l’intera catena di fornitura dei componenti per i lettori ottici starebbe collassando, mentre gli utenti scelgono sempre più il digitale. Non finisce il disco come oggetto, ma la componentistica che lo fa leggere — per console e player il risultato pratico è lo stesso.

Cosa ha detto davvero Jez Corden (e perché ha fatto rumore)

La frase che ha acceso la discussione è questa, tradotta dall’originale su Windows Central: “l’intera catena di approvvigionamento dei componenti necessari per la produzione di lettori di dischi ottici sta collassando, con le linee di assemblaggio che si allontanano dalla tecnologia mentre gli utenti optano attivamente per il solo digitale” (Insider Gaming). Corden cita fonti interne all’hardware Xbox, non un documento pubblico o un report ufficiale di settore — un dettaglio che non va dimenticato prima di trattare l’affermazione come un fatto assodato.

Quello che rende la cosa credibile, però, è il contesto in cui arriva. Asha Sharma, CEO di Xbox, interpellata sul tema non ha voluto sbilanciarsi sulla presenza di un lettore ottico nella prossima generazione di console (quella che i rumor chiamano internamente Xbox Helix), limitandosi a dire di sapere “quanto i giocatori amino i supporti fisici” (Windows Central). Una risposta che non conferma né smentisce, e che nella pratica del settore hardware si legge quasi sempre come “stiamo ancora decidendo, e la decisione non dipende solo da noi”.

Il caso Sony: dalla fabbrica di dischi PlayStation alle microlenti

Il caso più concreto, e quello con più numeri dietro, riguarda lo stabilimento Sony DADC di Thalgau, in Austria. Qui si producono ancora oggi circa 600.000 dischi al giorno, metà dei quali destinati a PlayStation, ma secondo il presidente della divisione Dietmar Tanzer quel volume scenderà al 10% del livello attuale entro il 2028 (Tuttotech). Sony ha già investito 30 milioni di euro per riconvertire l’impianto alla produzione di microlenti ottiche — fino a 60 su un solo substrato di disco — e nessuno dei 300 dipendenti perderà il lavoro: verranno riqualificati sulla nuova linea.

Una cifra che in molte cronache passa in secondo piano: quello stabilimento ha prodotto oltre 26,4 miliardi di dischi nella sua storia. Non è una fabbrica minore che chiude per motivi contingenti, è uno degli impianti che ha materialmente costruito l’era del disco ottico, e ora smonta pezzo per pezzo la stessa linea. Il fatto che l’85% dei giochi PS5 e PS4 venga già acquistato in digitale rende la riconversione più una constatazione contabile che una scommessa.

I numeri del crollo (e quelli che raccontano un’altra storia)

Sul fronte vendite, i dati di Circana per il mercato USA disegnano un quadro netto: dei giochi fisici nuovi venduti nel 2026, il 63% è su piattaforme Nintendo, il 32% su PlayStation e poco più del 4% su Xbox (Absolutegamer). A luglio l’hardware ha perso il 29% su base annua, con le unità vendute giù del 39% e il prezzo medio salito del 16% — il classico segnale di un mercato che si restringe attorno ai clienti più fedeli, disposti a pagare di più per volumi sempre minori.

Qui però bisogna essere onesti su un punto che spesso si tralascia: questi sono dati USA, e il mercato americano non è il mercato globale. In Europa e soprattutto in Giappone la fotografia cambia — non di poco, in alcuni segmenti. È il caso di Panasonic, che in Giappone fatica letteralmente a stare dietro agli ordini dei suoi lettori Blu-ray proprio mentre il resto del settore abbandona il formato (Hardware Upgrade). Un caso limite, certo, legato a un mercato di nicchia con abitudini di consumo diverse — ma è il tipo di anomalia che chi segue il settore da anni impara a non liquidare come rumore statistico: spesso anticipa dove finirà la domanda residua quando il mainstream si sarà spostato del tutto.

Non solo videogiochi: il resto dei supporti ottici

Il fenomeno non è isolato al gaming, ed è un errore comune pensarlo come tale. Sony aveva già annunciato lo stop alla produzione di Blu-ray registrabili, MiniDisc e cassette MiniDV per carenza di domanda, decisione entrata in vigore da tempo (Multiplayer.it); più di recente ha fissato a febbraio 2026 la fine delle spedizioni dei suoi registratori Blu-ray in Giappone, chiudendo di fatto un’intera linea di prodotto (Hardware Upgrade).

Sul fronte musica il quadro è per certi versi ancora più netto: secondo i dati RIAA le vendite di CD negli Stati Uniti sono calate del 22,3% nel primo semestre 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, mentre il vinile ha perso solo l’1% e ormai vende quasi il doppio delle unità del CD, con oltre quattro volte i ricavi (Complete Music Update). Un dettaglio che molti sottovalutano: il CD sta collassando più in fretta del vinile non perché suoni peggio o costi di più, ma perché non ha mai avuto una componente da collezionismo/oggetto paragonabile — quando il valore pratico (l’ascolto comodo) sparisce, del CD non resta granché a giustificarne l’acquisto, mentre il vinile ha costruito attorno a sé un mercato che vive anche di altro.

La exit strategy delle aziende: Disc to Digital e dintorni

Non è un caso che proprio in questi giorni Microsoft abbia ufficializzato Disc to Digital, il programma che dal 31 agosto 2026 permetterà agli Xbox Insider selezionati di convertire i giochi fisici già posseduti in licenze digitali, con migliaia di titoli supportati al lancio (Pure Xbox). Nella pratica funziona così: si registra il disco, il sistema verifica il gioco, e al posto della custodia fisica resta la licenza nella libreria digitale.

È difficile non leggerlo come un modo per accompagnare gli utenti fuori dal fisico prima che il problema — la disponibilità stessa dei lettori — diventi ingestibile lato produzione. Sony, dal canto suo, ha gestito la comunicazione in modo più ondivago, tra annunci sulla progressiva riduzione dei giochi su disco e precisazioni successive per placare le reazioni dei giocatori più affezionati al fisico. Il pattern che si vede spesso in questi passaggi tecnologici è proprio questo: prima si smonta la produzione, poi si comunica la scelta come “risposta alla domanda dei consumatori”, quando in realtà le due cose si alimentano a vicenda.

È davvero la fine, o solo un ridimensionamento?

Qui le fonti non sono unanime, ed è giusto dirlo chiaramente invece di forzare una conclusione netta. Corden parla di collasso della supply chain, ma non ci sono numeri pubblici verificabili su quanti impianti di componentistica ottica abbiano davvero chiuso o quanto sia realmente ridotta la capacità produttiva mondiale — l’affermazione resta, allo stato attuale, una ricostruzione giornalistica basata su fonti interne, per quanto informate. Quello che i dati confermano con certezza sono le conseguenze a valle: vendite fisiche ai minimi storici, uno degli impianti-simbolo della produzione dischi che si riconverte, e le aziende che costruiscono percorsi di uscita per gli utenti ancora legati al fisico.

Nella pratica, chi lavora a contatto con questi prodotti da anni vede lo schema ripetersi: non sparisce tutto insieme, sparisce prima la produzione di massa a basso margine, poi resta un mercato residuale — più caro, più di nicchia — che si spegne lentamente nell’arco di un decennio, non di una stagione. È già successo al floppy disk, è successo al DVD-Video come formato dominante, sta succedendo ora ai lettori ottici per console. Il fisico non muore di colpo: smette semplicemente di essere conveniente da produrre su scala.

Domande frequenti

I lettori Blu-ray spariranno del tutto nei prossimi anni? Non del tutto, ma diventeranno prodotti di nicchia più costosi. In mercati come il Giappone la domanda residua regge ancora bene, mentre negli USA il crollo delle vendite fisiche è già molto marcato.

Posso ancora comprare un lettore DVD o Blu-ray nuovo nel 2026? Sì, alcuni produttori come Panasonic li vendono ancora, in certi mercati con difficoltà a soddisfare gli ordini. La produzione però si sta concentrando su pochi modelli e pochi marchi.

Perché le aziende non investono più nella componentistica ottica? Perché i volumi non giustificano più gli investimenti in nuove linee produttive: la domanda cala, i margini si assottigliano, e la componentistica alternativa (memoria flash, storage cloud) assorbe risorse e priorità.

Cosa succede ai giochi fisici che possiedo già? Restano leggibili finché possiedi una console con lettore ottico funzionante. Programmi come Disc to Digital di Xbox permettono di convertirli in licenze digitali, ma è una scelta facoltativa, non un obbligo.

Anche i CD musicali stanno sparendo allo stesso ritmo dei dischi dei videogiochi? Il calo è addirittura più marcato: -22,3% nelle vendite USA nel primo semestre 2025 secondo RIAA, contro un vinile che tiene quasi stabile. Sono due mercati fisici con dinamiche diverse, non paragonabili uno a uno.

Chi ha investito tempo e soldi in una collezione fisica, di dischi o di videogiochi, farebbe bene a informarsi sulle policy ufficiali di conversione digitale e di supporto a lungo termine direttamente presso i produttori, prima di fare scelte che non si possono annullare.

Un pensiero in più

La parte più interessante di questa storia non è che i dischi finiranno — prima o poi era scontato — ma quanto poco ci sia voluto perché il ribaltamento diventasse irreversibile: bastano pochi anni di preferenza dei consumatori per il digitale perché smonti convenienza a un’intera filiera industriale costruita in trent’anni. La prossima volta che qualcuno dice che una tecnologia “non sparirà mai perché la gente la ama”, pensate a quella fabbrica austriaca che oggi stampa microlenti.

Sources:

  • Insider Gaming – XBOX Disc Drive Supply Chain Is ‘Collapsing’
  • Windows Central – Asha Sharma su Helix e i dischi
  • Tuttotech – Sony DADC Thalgau
  • Absolutegamer – quote mercato fisico USA
  • Multiplayer.it – vendite fisiche luglio 2026
  • Hardware Upgrade – Panasonic Blu-ray Giappone
  • Hardware Upgrade – Sony fine registratori Blu-ray
  • Complete Music Update – calo vendite CD RIAA
  • Pure Xbox – Disc to Digital
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Tags: disco cd lettore ottico

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