Una gatta può passare dall’accoppiamento alla nascita dei suoi cuccioli in poco più di due mesi. Eppure, nelle prime settimane, chi vive con lei potrebbe non accorgersi di nulla. Il ventre non è ancora arrotondato, il comportamento può rimanere praticamente identico e i cambiamenti più evidenti arrivano quando il parto comincia ad avvicinarsi.
La gravidanza di una gatta dura mediamente 63-65 giorni, circa nove settimane. Il parto può però avvenire qualche giorno prima o dopo: secondo VCA Animal Hospitals, la gestazione si colloca generalmente tra 60 e 67 giorni. Non esiste quindi una data valida per tutte le gatte, e conoscere il giorno dell’accoppiamento non permette sempre di prevedere con precisione la nascita.

La parte interessante è che alcuni segnali possono comparire molto prima che la pancia diventi evidente. Altri, invece, indicano che i gattini potrebbero nascere a breve.
Perché non tutte le gatte partoriscono dopo gli stessi giorni?
I 63-65 giorni rappresentano una media, non una scadenza esatta. La durata della gestazione può variare in relazione a diversi fattori, comprese le caratteristiche individuali della gatta, la razza e il numero di cuccioli.
Anche stabilire da quando iniziare a contare può essere complicato.
Le gatte sono animali a ovulazione indotta: l’ovulazione viene normalmente stimolata dall’accoppiamento. Una femmina può accoppiarsi più volte durante il periodo fertile, perciò la data del primo incontro con un maschio non coincide necessariamente con quella della fecondazione.
Questo spiega perché una previsione fatta contando semplicemente 65 giorni dall’accoppiamento possa risultare imprecisa.
La letteratura veterinaria documenta anche gestazioni al di fuori dell’intervallo abituale, ma ciò non significa che qualsiasi ritardo sia innocuo. Se si sospetta che la gravidanza stia superando i 70 giorni, è opportuno contattare il veterinario, soprattutto quando la data dell’accoppiamento è conosciuta con buona precisione.
Come capire se una gatta è incinta nelle prime settimane?
Una gatta non diventa necessariamente più tranquilla o affettuosa subito dopo essere rimasta incinta. Alcune modificano il comportamento, altre continuano le proprie abitudini senza cambiamenti riconoscibili.
Uno dei primi segnali osservabili riguarda i capezzoli, che possono diventare più rosei e pronunciati già dopo circa due o tre settimane. Questo fenomeno viene chiamato pinking up.
Con il progredire della gestazione possono comparire altri cambiamenti:
- Aumento del peso: diventa progressivamente più evidente con lo sviluppo dei feti.
- Addome arrotondato: generalmente più riconoscibile nella seconda metà della gravidanza.
- Capezzoli e mammelle più sviluppati: soprattutto nelle ultime settimane.
- Maggiore attenzione alla pulizia: alcune gatte si leccano più spesso l’addome e la zona genitale.
- Ricerca di un luogo appartato: può comparire quando si avvicina il parto.
Nessuno di questi segnali, considerato isolatamente, conferma una gravidanza.
Un ventre gonfio, per esempio, può dipendere anche da condizioni mediche che non hanno nulla a che vedere con la presenza di gattini. Non bisogna tentare di individuare i cuccioli premendo sull’addome: una manipolazione impropria può essere rischiosa.
Quando il veterinario può confermare la gravidanza?
L’ecografia permette generalmente di identificare una gravidanza intorno alla terza-quarta settimana, anche se la possibilità di rilevarla dipende dallo stadio della gestazione e dalle condizioni dell’esame.
La visita veterinaria serve anche a distinguere una gravidanza da altre cause di aumento del volume addominale.
Nelle fasi più avanzate può essere utile una radiografia per valutare il numero dei cuccioli. Secondo VCA Animal Hospitals, gli scheletri fetali possono diventare visibili radiograficamente intorno al 45° giorno.
Sapere quanti gattini sono attesi può aiutare a capire se il parto si è effettivamente concluso.
Cosa succede durante le nove settimane di gravidanza?
La gestazione procede rapidamente, ma i cambiamenti non sono distribuiti in maniera uniforme.
Nelle prime tre settimane, gli embrioni iniziano il loro sviluppo e si impiantano nell’utero. All’esterno, la gravidanza può essere quasi impossibile da riconoscere.
Tra la quarta e la sesta settimana, l’aumento di peso e le modificazioni dell’addome diventano progressivamente più visibili. È anche il periodo in cui una visita veterinaria può fornire indicazioni più precise sullo stato della gestazione.
Dalla settima alla nona settimana, i gattini continuano a crescere e la pancia può assumere dimensioni considerevoli. Nelle ultime due o tre settimane, talvolta è possibile osservare i loro movimenti attraverso la parete addominale.
Verso la fine della gravidanza la gatta può iniziare a cercare un luogo protetto in cui partorire. Non sempre sceglie la cuccia preparata dal proprietario: un armadio aperto, una scatola o un angolo tranquillo possono sembrarle più adatti.
Come capire quando una gatta sta per partorire?
Quando mancano pochi giorni alla nascita, il comportamento della futura madre può cambiare sensibilmente.
Una gatta normalmente socievole potrebbe isolarsi. Un’altra, al contrario, potrebbe cercare più spesso la presenza del proprietario. Non esiste un comportamento identico per tutte.
I segnali da osservare comprendono una maggiore irrequietezza, la ricerca insistente di un nido, il leccamento della zona genitale e una possibile riduzione dell’appetito.
Nella prima fase del travaglio possono comparire vocalizzazioni, tremori o respirazione più rapida. Le contrazioni uterine iniziali non sono necessariamente visibili dall’esterno.
La fase preparatoria del parto può durare dalle 12 alle 24 ore, secondo il Merck Veterinary Manual. Questo non significa che la gatta debba spingere attivamente per tutto quel tempo: le spinte addominali evidenti appartengono alla fase successiva, quando avviene l’espulsione dei cuccioli.
Quanto tempo passa tra la nascita di un gattino e l’altro?
I gattini non nascono necessariamente uno dopo l’altro a pochi minuti di distanza.
Durante un parto normale possono esserci pause nelle quali la madre riposa, pulisce i piccoli già nati e li lascia attaccare alle mammelle.
Gli intervalli sono variabili, spesso inferiori a una o due ore. Per questo bisogna osservare non soltanto l’orologio, ma soprattutto le condizioni della madre e la presenza di contrazioni efficaci.
Una gatta tranquilla che accudisce i cuccioli già nati presenta una situazione diversa da una gatta che continua a spingere intensamente senza riuscire a partorire.
Quando il parto è in ritardo o qualcosa non va?
Aspettare qualche giorno oltre la data presunta non indica automaticamente un problema, soprattutto quando non si conosce il momento esatto della fecondazione.
Esistono però segnali che non dovrebbero essere interpretati come un semplice ritardo.
Secondo le indicazioni di Cats Protection sul parto delle gatte, è necessario contattare tempestivamente il veterinario quando:
- La gatta spinge intensamente per oltre 30 minuti senza partorire alcun gattino.
- La prima fase del travaglio supera le 24 ore senza progredire.
- Compare una perdita abbondante di sangue o una secrezione verdastra prima della nascita di un cucciolo.
- La madre appare improvvisamente molto debole, sofferente o in evidente difficoltà.
- Un gattino rimane bloccato durante l’espulsione.
- Trascorre più di un’ora dalla nascita dell’ultimo gattino e si sospetta che ne debbano nascere altri.
In quest’ultima situazione il veterinario valuterà se si tratta di una pausa fisiologica oppure di un problema. Se la madre è in difficoltà, non bisogna aspettare il superamento di un intervallo prestabilito.
Non somministrare farmaci per stimolare le contrazioni e non tentare manovre per estrarre un gattino senza indicazioni veterinarie. In presenza di un’ostruzione, interventi improvvisati possono peggiorare la situazione.
Come preparare la casa prima della nascita dei gattini
Nelle ultime settimane di gravidanza è utile predisporre uno spazio caldo, tranquillo e riparato, lontano dal passaggio continuo di persone e da altri animali.
Può bastare una scatola sufficientemente ampia, con bordi che permettano alla madre di entrare e uscire, rivestita con teli puliti e facilmente sostituibili.
La gatta deve poter raggiungere senza difficoltà acqua, cibo e lettiera. Nella parte finale della gestazione è preferibile tenerla in casa, così da poterla controllare e ridurre il rischio che partorisca in un luogo esterno difficile da raggiungere.
Anche l’alimentazione richiede qualche attenzione. Durante la gravidanza e l’allattamento il fabbisogno energetico aumenta, e generalmente viene consigliato un alimento completo formulato per la crescita dei gattini o per la riproduzione.
La scelta della dieta, delle quantità e degli eventuali trattamenti antiparassitari va concordata con il veterinario. Integratori di calcio, vitamine o altri prodotti non devono essere somministrati automaticamente, perché non sempre sono necessari e possono creare squilibri.
L’obiettivo non è sorvegliare continuamente la gatta, ma metterla nelle condizioni di affrontare il parto con tranquillità, mantenendo la possibilità di intervenire se qualcosa non procede normalmente.
Una gatta può rimanere incinta già a quattro mesi?
Sì. È un dettaglio che può sorprendere chi considera una gatta di pochi mesi ancora troppo giovane per riprodursi.
Secondo Cats Protection, alcune femmine possono raggiungere la maturità sessuale già intorno ai quattro mesi di età.
Questo significa che una gatta apparentemente ancora cucciola potrebbe andare incontro a una gravidanza se entra in contatto con un maschio fertile.
Per evitare cucciolate indesiderate è opportuno discutere precocemente con il veterinario il momento più adatto alla sterilizzazione, senza aspettare necessariamente il primo calore.
La gravidanza felina è breve, ma non va considerata un evento da lasciare completamente al caso. Quando si conosce la data probabile del parto, la preparazione più utile è semplice: predisporre un ambiente sicuro, osservare i cambiamenti della madre e avere già un riferimento veterinario da contattare in caso di difficoltà.
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