Un picco insolito di sordità colpisce oggi la generazione dei sessantenni, e la causa non è l’invecchiamento, ma un’epidemia storica dimenticata: quella di rosolia (o German Measles) degli anni ’60. Prima dell’introduzione del vaccino, il virus colpì milioni di donne incinte, causando la nascita di migliaia di bambini con la Sindrome da Rosolia Congenita (CRS), la cui conseguenza principale è proprio la perdita dell’udito. Oggi, il calo delle vaccinazioni fa temere agli esperti il ritorno di questo fenomeno.

In sintesi
- Il legame storico: L’epidemia di rosolia tra il 1964 e il 1965 ha causato un picco di nascite di bambini sordi o ipoacusici, oggi sulla sessantina.
- La Sindrome da Rosolia Congenita (CRS): Se contratta in gravidanza, la rosolia attacca il feto, danneggiando gravemente lo sviluppo del sistema uditivo e neurologico.
- L’impatto culturale: Questa specifica ondata ha rivoluzionato la cultura Deaf e la diffusione della lingua dei segni.
- Il rischio attuale: Gli esperti avvertono che l’esitazione vaccinale potrebbe esporre le nuove generazioni allo stesso identico rischio.
La risposta breve
Esiste una correlazione diretta e documentata tra l’alto numero di persone sorde nate a metà degli anni ’60 e la devastante epidemia di rosolia che colpì il mondo occidentale (in particolare gli Stati Uniti e l’Europa) tra il 1963 e il 1965. In quel periodo, il vaccino non era ancora disponibile. Il virus della rosolia, relativamente innocuo per gli adulti, ha un effetto devastante sui feti se contratto dalle madri durante i primi mesi di gravidanza, portando alla perdita dell’udito come sintomo più comune.
Perché succede e come funziona il virus
La rosolia è un’infezione virale acuta. Quando una donna in gravidanza contrae il virus, questo attraversa la placenta e infetta il feto. Questo fenomeno prende il nome di Sindrome da Rosolia Congenita (CRS).
Il virus agisce arrestando la divisione cellulare e distruggendo i tessuti in crescita. L’organo di Corti, situato nell’orecchio interno e responsabile della traduzione delle onde sonore in segnali nervosi, è una delle strutture più vulnerabili all’azione del virus. Il danno che ne consegue è di tipo neurosensoriale e permanente. Più l’infezione della madre avviene precocemente nei primi tre mesi di gestazione, maggiore è la probabilità (fino all’85%) che il bambino nasca con gravi disabilità, tra cui la sordità profonda.
Il dettaglio curioso: il “Baby Boom” della lingua dei segni
L’epidemia degli anni ’60 ha involontariamente ridisegnato la storia e la cultura delle comunità sorde. L’improvviso arrivo di migliaia di bambini sordi contemporaneamente ha messo a dura prova il sistema scolastico ed educativo dell’epoca.
Negli Stati Uniti e in diversi paesi europei, le scuole speciali si ritrovarono sovraffollate da una stessa “classe d’età”. Questo concentrato demografico senza precedenti ha permesso a un’intera generazione di sviluppare, standardizzare e diffondere la lingua dei segni (come la ASL in America) con una rapidità mai vista prima. Molti dei progressi legislativi sui diritti civili delle persone sorde ottenuti tra gli anni ’80 e ’90 sono stati guidati proprio da quella generazione nata durante l’epidemia di rosolia.
Cosa spesso viene frainteso
Molti pensano che la sordità legata alla rosolia sia una conseguenza della malattia contratta da bambini. Questo è un errore. La rosolia presa nell’infanzia causa febbre leggera ed esantema, ma raramente porta a complicazioni gravi come la perdita dell’udito.
Il vero pericolo è esclusivamente l’infezione intrauterina. Il fraintendimento porta alcune persone a sottovalutare l’importanza del vaccino MPR (Morbillo-Parotite-Rosolia), pensando: “La rosolia è una malattia da bambini innocua, perché dovrei vaccinare mio figlio?”. La vaccinazione pediatrica di massa non serve solo a proteggere il singolo bambino, ma a creare un muro di immunità di gregge per impedire al virus di circolare e raggiungere le donne incinte.
Il contesto attuale e i rischi del futuro
Oggi il vaccino contro la rosolia ha quasi eradicato la CRS nei paesi sviluppati. Tuttavia, il calo delle coperture vaccinali registrato negli ultimi anni rischia di invertire questa tendenza. Se una percentuale significativa della popolazione rifiuta la vaccinazione, il virus può tornare a circolare.
La preoccupazione sollevata dalla community medica e dai portavoce delle associazioni per sordi è concreta: senza una protezione immunitaria diffusa, potremmo assistere a una nuova ondata di nascite con sindrome da rosolia congenita. Imparare la lingua dei segni (come l’LIS in Italia o l’ASL negli USA) è uno strumento straordinario di inclusione, ma gli esperti sottolineano che la prevenzione medica resta il canale fondamentale per evitare disabilità neurologiche e sensoriali gravi legate al virus.
FAQ
Cos’è la Sindrome da Rosolia Congenita (CRS)?
È l’insieme di malformazioni e deficit che un neonato può presentare se la madre contrae la rosolia durante la gravidanza. Oltre alla sordità, può causare cataratte, difetti cardiaci e ritardi nello sviluppo.
Perché il picco riguarda proprio chi ha circa 60 anni?
Perché tra il 1963 e il 1965 si è verificata l’ultima grande epidemia globale di rosolia prima dell’introduzione e della diffusione su larga scala del vaccino, avvenuta nei primi anni ’70.
Il vaccino contro la rosolia è sicuro in gravidanza?
No, il vaccino contro la rosolia contiene un virus vivo attenuato e non deve essere somministrato durante la gravidanza. Per questo è fondamentale che le donne si vaccinino prima di pianificare una gravidanza o che la popolazione circostante sia vaccinata per proteggerle.
La rosolia causa solo la sordità?
No, la sordità è il sintomo più comune (presente in circa l’80% dei casi di CRS), ma l’infezione fetale può colpire anche la vista, il cuore e il sistema nervoso centrale.
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