Zum Inhalt springen
veb.it

veb.it

  • Misteri e insolito
  • Curiosità
  • Mente e Salute
  • Tecnologia
  • Chi Siamo
  • Redazione
  • Contatti
  • Start
  • Quel pulsante rosso non cancella nulla (o quasi): il viaggio segreto dei dati eliminati
  • Tecnologia

Quel pulsante rosso non cancella nulla (o quasi): il viaggio segreto dei dati eliminati

VEB Ago 17, 2026

C’è un piccolo momento di soddisfazione quando si clicca su «Elimina definitivamente questo account». Lo schermo mostra una rotellina che gira, compare un messaggio rassicurante e la sessione si chiude. Tutto sparito, o almeno così sembra mentre si ripone lo smartphone in tasca.

La realtà dentro i server è parecchio diversa da quella frazione di secondo sullo schermo.

Il trucco dell’invisibilità: soft delete

Quando un utente preme il pulsante di cancellazione, la maggior parte dei database non distrugge immediatamente i byte sul disco rigido. Sarebbe troppo rischioso per i programmatori: un clic accidentale o un bug improvviso cancellerebbero per sempre anni di foto o conversazioni senza possibilità di recupero.

I database usano invece un meccanismo chiamato soft delete. Una colonna invisibile nella tabella dei dati passa semplicemente dal valore «0» a «1», oppure viene compilato un campo con la data esatta della richiesta.

Per l’interfaccia grafica sei sparito: se provi ad accedere, il sistema legge quel flag e ti blocca l’ingresso. I tuoi amici non vedono più il tuo profilo e le vecchie menzioni diventano etichette generiche come “Utente eliminato”. Ma nel database centrale la riga con nome, cognome, cronologia acquisti e vecchi messaggi è ancora intatta, posizionata esattamente dove si trovava cinque minuti prima del clic.

🔥 Potrebbe interessarti anche

Perché il tuo smartphone potrebbe già essere stato violato senza che tu lo sappiaStai parlando di un paio di scarpe e due ore dopo appare l’annuncio? Ecco cosa succede davvero

I 30 giorni di «limbo» e le copie di sicurezza

Molte piattaforme mantengono questa condizione per 30 o 90 giorni. Ufficialmente è un periodo di tolleranza per consentire a chi si è pentito di rientrare; tecnicamente è una misura di sicurezza per le aziende.

Durante questa finestra temporale, i dati entrano nei sistemi di backup periodici. Se ogni notte alle 03:00 un server fotografa l’intero stato della piattaforma e ne crea una copia compressa su un nastro magnetico o su uno spazio cloud secondario, i tuoi dati appena “eliminati” finiscono dritti in quell’archivio.

I backup aziendali sono sovrascritti a rotazione: possono restare attivi per settimane, mesi o anni. Questo significa che anche nel momento in cui il server primario cancella la riga originale con un hard delete (la distruzione vera e propria), stralci di quel profilo continuano a galleggiare indisturbati dentro nastri di sicurezza conservati in data center a centinaia di chilometri di distanza.

La svolta: dove finiscono le impronte quando il profilo scompare

A questo punto si potrebbe pensare che basti attendere la scadenza dei backup per azzerare ogni traccia. È qui che il meccanismo digitale riserva la sorpresa più interessante.

I dati grezzi — la foto profilo, l’email, il numero di telefono — alla fine vengono rimossi dai database operativi, anche perché normative severe come il GDPR impongono sanzioni pesanti se i file non spariscono entro tempi certi. Tuttavia, ciò che un utente ha prodotto durante la sua permanenza non è fatto solo di file statici.

Durante gli anni di utilizzo, l’algoritmo ha estratto schemi: a che ora aprivi l’app, quanti secondi ti soffermavi su un video di cucina, quali colori preferivi nelle inserzioni pubblicitarie. Questi dati comportamentali vengono aggregati e “anonimizzati”.

Non c’è più il tuo nome associato a quell’informazione, ma il tuo comportamento è diventato parte del modello statistico generale che la piattaforma usa per profilare tutti gli altri. Il profilo muore, ma l’impronta statistica resta incastonata nell’intelligenza del sistema.

I registri legali che la legge vieta di distruggere

C’è poi una categoria di dati che i server non possono eliminare nemmeno se lo volessero: i log delle transazioni e gli obblighi legali.

Se su una piattaforma è avvenuto un acquisto, una fattura deve restare nei registri contabili per almeno dieci anni. Se c’è stato uno scambio di messaggi legato a un profilo segnalato per frode, gli indirizzi IP e i timestamp di connessione vengono congelati per essere messi a disposizione delle autorità giudiziarie in caso di indagine.

La cancellazione di un account digitale non è una gomma da cancellare che ripristina la pagina bianca. Assomiglia più a un trasloco: la persona se ne va, l’appartamento si svuota, ma i registri del catasto, le foto d’archivio e l’usura lasciata sul pavimento restano lì a testimoniare che qualcuno, per un certo tempo, ha vissuto in quella stanza.

📱 Resta aggiornato ogni giorno

Scarica la nostra app e ricevi notizie, curiosità, misteri, scoperte e tecnologia direttamente sul tuo smartphone.

Scarica per Android
logo veb

VEB

skolor@hotmail.it •  More PostsBio ⮌

Mi occupo di fornire agli utenti delle news sempre aggiornate, dal gossip al mondo tech, passando per la cronaca e le notizie di salute. I contenuti sono, in alcuni casi, scritti da più autori contemporaneamente vengono pubblicati su Veb.it a firma della redazione.

  • VEB
    Emicrania senza aura: cosa resta nel cervello quando ansia, depressione e sonno non c’entrano
  • VEB
    Patate sulla fronte per la febbre: il rimedio della nonna, spiegato bene
  • VEB
    Come non ricevere più chiamate spam: la guida pratica
  • VEB
    Il cardio brucia i muscoli? Ecco cosa succede davvero

Tags: dati online privacy

Beitragsnavigation

Zurück La scatola nera dell’auto sa esattamente cosa fai al volante (e ti conviene davvero?)
Weiter Comprare casa nel 2026 costa meno che affittarla: il paradosso dei canoni invisibili

Sezioni

  • Misteri e insolito
  • Curiosità
  • Mente e Salute
  • Tecnologia
  • Chi Siamo
  • Redazione
  • Contatti

Ultime pubblicazioni

  • Emicrania senza aura: cosa resta nel cervello quando ansia, depressione e sonno non c’entrano
  • Patate sulla fronte per la febbre: il rimedio della nonna, spiegato bene
  • Come non ricevere più chiamate spam: la guida pratica
  • Il cardio brucia i muscoli? Ecco cosa succede davvero
  • Cosa controllare quando si compra un’auto usata

Leggi anche

Emicrania senza aura: cosa resta nel cervello quando ansia, depressione e sonno non c’entrano
  • Mente e Salute

Emicrania senza aura: cosa resta nel cervello quando ansia, depressione e sonno non c’entrano

Set 7, 2026
Patate sulla fronte per la febbre: il rimedio della nonna, spiegato bene
  • Mente e Salute

Patate sulla fronte per la febbre: il rimedio della nonna, spiegato bene

Set 7, 2026
Come non ricevere più chiamate spam: la guida pratica
  • Tecnologia

Come non ricevere più chiamate spam: la guida pratica

Set 7, 2026
Il cardio brucia i muscoli? Ecco cosa succede davvero
  • Mente e Salute

Il cardio brucia i muscoli? Ecco cosa succede davvero

Set 7, 2026
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
  • mappa del sito
Copyright © 2010 - Veb.it - All rights reserved. | DarkNews von AF themes.