Immagina di entrare in una tomba egizia e trovare, accanto ai gioielli e ai vasi canopi, un blocco di pietra levigata a forma di mezzaluna. Non è un oggetto rituale, non è un altare in miniatura. È un cuscino. E su quel cuscino, per tutta la vita, un egizio ha appoggiato la testa per dormire.
L’idea sembra scomoda solo a chi non ha mai provato niente di simile. Per gli egizi, invece, quel supporto rigido chiamato wrs (o werset, a seconda delle trascrizioni) era normalità quotidiana, non un capriccio archeologico da museo.

Un oggetto che si trova ovunque, dai palazzi alle tombe povere
I poggiatesta in pietra, legno o avorio compaiono in Egitto già a partire dall’Antico Regno, quindi da qualche migliaio di anni prima della nostra epoca. Non erano appannaggio esclusivo dei faraoni: ne sono stati trovati esemplari semplici, quasi grezzi, accanto a corredi funerari modesti, e versioni raffinate, decorate con intagli e geroglifici, nelle tombe di dignitari e sovrani. Tutankhamon ne aveva diversi nel suo corredo, alcuni in avorio, altri addirittura placcati in oro.
La forma è quasi sempre la stessa: una base, una colonna centrale e una parte superiore curva, pensata per accogliere la nuca e non la guancia come farebbe un cuscino morbido. Chi lo usa dorme quindi su un fianco, con il collo sollevato e la testa che poggia sull’incavo.
Il clima, prima di tutto
La ragione più concreta ha a che fare con il caldo. Nell’Egitto antico le temperature notturne restavano spesso alte, e un cuscino di tessuto o piume avrebbe trattenuto calore e umidità vicino al viso, favorendo sudore e fastidio. La pietra e il legno, al contrario, restano freschi al tatto per ore, soprattutto in ambienti con pareti spesse di mattoni di fango, che di notte rilasciano lentamente il fresco accumulato durante il giorno.
C’è poi un aspetto meno raccontato ma altrettanto pratico: mantenere la testa sollevata dal suolo teneva lontani insetti, scorpioni e piccoli parassiti che in un clima come quello nilotico erano un problema reale, non un dettaglio da film d’avventura.
Non solo comodità: la parte che cambia la prospettiva
Qui arriva il punto meno scontato, quello che trasforma un semplice oggetto d’arredo in qualcosa di più stratificato. Molti di questi poggiatesta, soprattutto quelli funerari, riportano incisioni che rimandano al dio Shu, la divinità dell’aria che nella mitologia egizia separa il cielo dalla terra sollevandolo con le proprie mani.
Il collegamento non è casuale: dormire con la testa “sollevata” da un supporto che richiama Shu significava, simbolicamente, restare protetti durante la notte, il momento in cui il corpo era considerato più vulnerabile agli spiriti e ai pericoli invisibili. Alcuni esemplari destinati alle sepolture riportano piccole formule di protezione, pensate per accompagnare il defunto nel sonno eterno, non in quello di tutte le notti.
Quindi il wrs non era solo un accessorio per dormire meglio in un clima caldo: era anche un piccolo scudo simbolico, un oggetto che stava a metà tra funzione pratica e credenza religiosa, come capita spesso nella cultura materiale egizia, dove raramente le due cose restano separate.
Un’abitudine che è sopravvissuta più di quanto si pensi
Quello che colpisce, oggi, è che l’uso del poggiatesta rigido non è affatto un’esclusiva egizia né un capitolo chiuso della storia. In diverse regioni dell’Africa orientale e in alcune comunità dell’Asia, supporti simili in legno sono rimasti in uso fino a tempi recenti, spesso per motivi identici: proteggere acconciature elaborate, evitare il contatto diretto con insetti, mantenere la testa fresca.
Il cuscino morbido come lo conosciamo, imbottito e comodo, è in realtà una comodità relativamente recente su scala storica, diffusasi in modo capillare solo con l’industrializzazione tessile.
Guardato così, quel blocco di pietra ritrovato in una tomba non racconta solo un’abitudine scomoda di un popolo lontano. Racconta un adattamento intelligente al proprio ambiente, mescolato a una visione del mondo in cui anche il sonno aveva bisogno di una forma di protezione.
Scarica la nostra app e ricevi notizie, curiosità, misteri, scoperte e tecnologia direttamente sul tuo smartphone.
Scarica per AndroidMi occupo di fornire agli utenti delle news sempre aggiornate, dal gossip al mondo tech, passando per la cronaca e le notizie di salute. I contenuti sono, in alcuni casi, scritti da più autori contemporaneamente vengono pubblicati su Veb.it a firma della redazione.







