Da quando ho aperto decine di alimentatori bruciati e visto troppi telefoni scaldarsi a sproposito sul tavolo di lavoro, la mia regola è ferma. Se un caricabatterie non supporta il PPS, non ricarica i miei dispositivi principali.
Il PPS (Programmable Power Supply) è un protocollo di ricarica avanzato integrato nello standard USB Power Delivery che regola in tempo reale e con incrementi millimetrici la tensione e la corrente erogate al telefono. Questo scambio continuo riduce drasticamente la dispersione di energia sotto forma di calore, evitando lo stress termico che degrada precocemente le celle al litio e garantendo una gestione energetica ottimizzata rispetto ai vecchi alimentatori a tensione fissa.

Come funziona davvero il PPS e cosa cambia rispetto al passato
Chi ha iniziato a bazzicare la tecnologia con i vecchi caricatori da 5W ricorda le attese interminabili. Oggi arriviamo tranquillamente a 45W, 65W o persino 120W, ma la fisica dei materiali non è cambiata: il nemico numero uno delle batterie è il calore.
Negli anni passati, i caricatori a ricarica rapida standard lavoravano a scatti rigidi di tensione, tipo 9V o 15V fissi. Se il circuito interno del telefono doveva abbassare la tensione in ingresso per non fondere tutto, l’energia in eccesso si trasformava immediatamente in calore puro. La circuiteria interna doveva fare una specie di lavoro di forza bruta.
Con il protocollo PPS (Programmable Power Supply), le cose cambiano radicalmente. La comunicazione tra il mattoncino a muro e il chip di ricarica dello smartphone avviene decine di volte al secondo. Il caricatore non spinge un voltaggio fisso, ma si adatta millimetricamente alle richieste del telefono, scendendo o salendo anche di soli 20 millivolt alla volta. Nella pratica quotidiana significa che lo smartphone resta appena tiepido anche durante una ricarica spinta dal 20 all’80 percento.
Il problema dei vecchi alimentatori multi-porta
Un errore che vedo fare continuamente è comprare un blocco di ricarica potentissimo con tre o quattro uscite, spendere cifre importanti e poi scoprire che la ricarica rapida del proprio Samsung o Pixel non si attiva mai al massimo. Il motivo è semplice: molti di quei caricatori erogano il PPS solo sulla prima porta USB-C, oppure lo disattivano completamente se colleghi un secondo cavo. Leggere le specifiche scritte in piccolo sulla plastica del caricatore fa spesso la differenza tra una spesa azzeccata e un rimpianto.
Domande frequenti
Come faccio a sapere se il mio caricabatterie ha il PPS?
Devi leggere l’etichetta tecnica stampata in piccolo sul corpo del caricatore. Cerca la dicitura USB PD 3.0 con PPS oppure una riga dedicata alla voce “PPS” seguita da un range di tensione variabile, ad esempio da 3.3V a 11V o da 3.3V a 21V. Se trovi solo voltaggi fissi come 5V/3A, 9V/2A, il PPS non c’è.
I vecchi cavi USB-C funzionano con il PPS?
Non sempre. Per sfruttare appieno il protocollo PPS ad alto wattaggio, serve un cavo certificato che supporti almeno 3A o 5A e che integra l’apposito chip E-Marker. Con un cavo economico di vecchia generazione, la ricarica potrebbe comunque avviarsi ma limitare la potenza massima erogata per motivi di sicurezza.
Quali marche di smartphone sfruttano di più il PPS?
Samsung è l’esempio più lampante: la serie Galaxy S e molti modelli della gamma A richiedono espressamente il protocollo PPS per attivare la ricarica rapida definita “Super Fast Charging”. Anche Google con i suoi Pixel sfrutta ampiamente questo standard, mentre altri produttori come Xiaomi o OnePlus preferiscono spesso protocolli proprietari basati su standard differenti.
Posso usare un caricatore PPS su un telefono vecchio che non lo supporta?
Sì, senza alcun pericolo. Il protocollo USB Power Delivery e il PPS sono perfettamente retrocompatibili. Il caricatore riconoscerà che il dispositivo non dialoga in PPS e si limiterà a erogare la normale tensione standard supportata dal telefono in totale sicurezza.
Prima di acquistare un nuovo alimentatore o di affidarti al primo cavo che trovi nel cassetto, controlla sempre le specifiche tecniche stampate sopra o sulla confezione ufficiale.
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