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A 18 anni puoi guidare una moto vera (ma non quella che pensi tu)

VEB Ago 6, 2026

Succede quasi a tutti gli appassionati di due ruote. Compi diciotto anni, immagini già il rombo di una supersportiva sotto la sella, il vento sulla giacca in pelle e i weekend passati sui tornanti di montagna. Poi apri la scheda tecnica della moto dei tuoi sogni e scopri un piccolo dettaglio burocratico: per quella servono ancora due anni di attesa.

La patente A2 è il classico rito di passaggio del motociclismo moderno. Una licenza pensata per chi ha l’età per votare, ma non ancora quella per gestire duecento cavalli sotto il serbatoio senza rischiare la pelle alla prima accelerata brusca.

La regola dei 35 kilowatt e l’illusione dei cavalli

L’età minima per infilare il foglio rosa della A2 nel portafoglio è 18 anni compiuti. Fin qui, tutto semplice. Il collo di bottiglia vero arriva quando si legge la scheda del Codice della Strada: la potenza massima consentita è di 35 kW, che tradotto nel linguaggio dei motociclisti significa circa 47,5 cavalli.

Sembrano pochi? In realtà sono sufficienti per superare ampiamente i limiti autostradali e divertirsi parecchio sulle strade di campagna. Ma c’è una trappola in cui cadono in molti quando cercano una moto usata: il rapporto potenza/peso non deve superare i 0,2 kW per chilogrammo.

Immaginiamo una moto leggerissima, magari un monocilindrico da enduro da appena 130 chili con 35 kW di potenza. Sulla carta rientrerebbe nei limiti di cavalleria, ma sulla bilancia risulterebbe troppo leggera per essere guida da un diciottenne con la A2. Un piccolo puzzle matematico che fa impazzire chi cerca l’affare sui siti di annunci.

Il depotenziamento: la scappatoia che ha cambiato il mercato

Attorno a queste limitazioni si è sviluppato un fenomeno interessante. Anni fa, chi prendeva la A2 era destinato a guidare scooteroni o cilindrate medio-basse pensate quasi esclusivamente per la città. Oggi le concessionarie offrono uno scenario completamente diverso.

Le case motociclistiche hanno capito il business e sfornano modelli nati “grandi”, ma venduti con un kit di depotenziamento a libretto. In pratica, una moto che originariamente avrebbe 70 o 80 cavalli viene bloccata elettronicamente o meccanicamente a 35 kW per permettere ai neo-patentati di guidarla subito.

Il dettaglio legale da ricordare: La legge impone che la moto di partenza non eroghi più del doppio della potenza consentita. Tradotto: non puoi depotenziare una superbike da 200 cavalli per guidarla a 18 anni. La potenza di partenza non deve superare i 70 kW (circa 95 CV).

Quando hai compiuto vent’anni — e hai maturato almeno due anni di esperienza con la A2 — puoi fare il salto definitivo verso la patente A illimitata, sbloccando (legalmente) la tua moto a piena potenza.

Cosa serve davvero per salirci sopra

Chi possiede già la patente B per l’auto parte da una posizione di vantaggio: deve sostenere soltanto l’esame pratico di guida, risparmiandosi la teoria. Chi invece parte da zero o ha solo il patentino del cinquantino deve affrontare l’iter completo.

L’esame pratico non si limita a un giro in mezzo al traffico cittadino. La vera prova del fuoco avviene nel piazzale chiuso, tra birilli disposti per lo slalom, la prova di scarto ostacolo e la frenata di emergenza. È lì che si decide se si ha davvero la sensibilità giusta per gestire una moto che, pur nei limiti dei 35 kW, supera facilmente i 160 km/h.

A vent’anni, se si è presa la A2 a diciotto, la strada per la potenza senza limiti è spianata. Se invece si decide di aspettare senza prendere alcuna patente intermedia, l’accesso diretto alla patente A senza restrizioni scatta soltanto al compimento del ventiquattresimo anno di età. Sei anni di attesa: un’eternità quando hai la passione per i motori.

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Tags: patente a2

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