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Il passaggio di eredità dai baby boomer ai millennial: cosa significa per te

VEB Ago 20, 2026

Nei prossimi vent’anni una quantità di ricchezza mai vista prima passerà dai baby boomer ai loro figli, in gran parte millennial e Gen X. Negli Stati Uniti, dove il fenomeno è stato studiato più a fondo, la società di ricerca Cerulli Associates stima che tra il 2024 e il 2048 cambieranno di mano circa 124.000 miliardi di dollari, l’85% dei quali (circa 105.000 miliardi) finirà direttamente agli eredi. È per questo che si parla di “il più grande passaggio di ricchezza della storia”.

Ma la domanda che conta davvero non è “quanto è grande il fenomeno nel suo complesso”, bensì “quanto arriverà davvero a me”. E qui la risposta è meno entusiasmante di quanto il titolo lasci intendere: diverse analisi (tra cui un report Visa ripreso da Fortune) stimano che dei circa 93.000 miliardi di dollari posseduti oggi dai boomer americani, solo intorno ai 36.000 miliardi arriveranno effettivamente agli eredi, con una media di 515.000 dollari a nucleo familiare ereditario. Il resto se ne va in spese di fine vita, cure a lungo termine, tasse e commissioni.

In Italia il quadro è diverso ma non meno significativo: secondo il Censis, il 58,3% della ricchezza netta delle famiglie italiane è nelle mani di nuclei il cui capofamiglia è nato prima del 1980, e i baby boomer da soli detengono il 43,3% del patrimonio nazionale. Non tutti erediteranno la stessa cifra, e non tutti la erediteranno quando pensano.

Quanto denaro è davvero in gioco

I numeri citati sui media cambiano a seconda della fonte, e vale la pena capire perché. Cerulli Associates, che nel 2021 stimava il trasferimento complessivo americano in 84.000 miliardi di dollari, nel 2026 ha rivisto la cifra al rialzo a 124.000 miliardi, complice la crescita dei mercati finanziari e del valore immobiliare. Di questa somma, i millennial americani sono attesi ricevere circa 46.000 miliardi di dollari nell’arco di 25 anni, la Gen X circa 39.000 miliardi e la Gen Z circa 15.000 miliardi.

Altri report, come quello di Visa citato da Fortune, arrivano a una stima molto più contenuta (36.000 miliardi effettivamente trasferiti su un patrimonio boomer di 93.000 miliardi), perché tengono conto in modo più aggressivo di tasse di successione, spese sanitarie e commissioni di gestione. Sono numeri riferiti soprattutto al mercato statunitense: un dato equivalente per l’Italia non esiste, ma le dinamiche di fondo — vita più lunga, costi di cura più alti, tassazione — valgono anche da noi.

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Quando arriverà, in pratica

Non è un evento che accade tutto insieme in un anno preciso: è un processo che si sta già dispiegando e che accelererà nel prossimo decennio. Secondo le stime americane, il flusso annuale di eredità è passato da circa 4.200 miliardi di dollari nel 2024 e dovrebbe raggiungere un picco di circa 6.100 miliardi tra il 2034 e il 2035, con oltre metà dell’attività complessiva concentrata proprio nel decennio 2026-2036.

Un dato interessante è che il passaggio è già cominciato: una parte dei millennial più adulti (quelli intorno ai 35 anni, la fascia più numerosa della generazione) sta già ricevendo trasferimenti di ricchezza dai genitori, sotto forma di aiuti per la casa, donazioni in vita o prime eredità. Chi si aspetta un’eredità “in blocco” a un’età precisa, insomma, potrebbe ricevere invece una serie di trasferimenti spalmati nel tempo — e spesso più tardi del previsto, perché i boomer vivono più a lungo delle generazioni precedenti e tendono a trattenere il patrimonio più a lungo per sicurezza.

La situazione italiana: chi ha davvero la ricchezza

In Italia il tema si intreccia con un problema demografico specifico. Il Censis segnala che tra il 2003 e il 2023 il reddito disponibile lordo pro capite è diminuito del 7% e la ricchezza netta pro capite del 5,5%, mentre la popolazione tra i 20 e i 39 anni si è ridotta drasticamente (i ventenni-trentenni sono calati del 17,5%, i trentenni-quarantenni del 29,4% tra il 1984 e il 2024).

La combinazione di questi due fattori — meno figli e più ricchezza accumulata dai boomer — porta a un risultato apparentemente positivo ma in realtà ambivalente: il patrimonio si concentrerà su un numero minore di eredi. Le famiglie con capofamiglia baby boomer hanno oggi una ricchezza media superiore ai 360.000 euro, contro circa 150.000 euro delle famiglie millennial e Gen Z, meno della metà. Ricevere un’eredità più consistente perché si è figli unici, però, non risolve il problema di fondo: gli osservatori parlano di un rischio di mentalità da “rendita” tra i più giovani, con meno spinta a investire o intraprendere, in un paese dove l’85,5% delle persone percepisce ormai la mobilità sociale come quasi irraggiungibile.

Perché per molti sarà una delusione, non un colpo di fortuna

Il motivo per cui gli esperti parlano di “grande delusione” più che di “grande fortuna” è semplice: la ricchezza che cambierà mano non si distribuirà in modo uniforme. Secondo l’analisi Visa/Fortune, circa il 75% della ricchezza trasferita finirà nelle mani del 10% più ricco degli eredi, mentre solo una piccola frazione raggiungerà la metà più povera delle famiglie dei boomer. Chi nasce in una famiglia con un patrimonio già consistente vedrà quel patrimonio crescere ulteriormente; chi nasce in una famiglia senza risparmi da trasmettere non riceverà nulla, a prescindere da quanto sia “grande” il fenomeno nel suo complesso.

A questo si aggiungono le voci che erodono l’eredità prima che arrivi a destinazione: tasse di successione, costi di gestione del patrimonio, spese sanitarie e di assistenza negli ultimi anni di vita dei genitori, che oggi vivono (ed è una buona notizia) più a lungo che in passato, ma anche con costi di cura più alti da sostenere prima di trasmettere qualcosa.

Cosa significa concretamente per te

Se stai leggendo questo articolo per capire cosa aspettarti, la risposta pratica è: non pianificare il tuo futuro finanziario contando su un’eredità che potrebbe arrivare tardi, essere più piccola del previsto o non arrivare affatto. Ha senso però parlare apertamente in famiglia di pianificazione patrimoniale, per evitare sorprese e conflitti — una conversazione che in Italia si fa ancora troppo poco. Informarsi per tempo su come funziona la successione (quote legittime, imposte, testamento) evita di trovarsi impreparati quando il momento arriva. E costruire comunque un piano di risparmio personale, indipendente da ciò che si potrebbe ricevere in futuro, resta la strategia più solida: l’eredità, se e quando arriva, si aggiunge a una base già esistente invece di esserne l’unica fonte.

Domande frequenti

Quando avverrà davvero il passaggio di ricchezza dai boomer ai millennial? Non in un momento unico: è un processo già iniziato che si intensificherà nel prossimo decennio, con un picco stimato (secondo le analisi americane) attorno al 2034-2035. In Italia i tempi seguono l’invecchiamento della popolazione boomer, oggi tra i 60 e gli 80 anni.

Quanto erediterà in media un millennial? Non esiste una cifra unica valida per tutti: dipende dal patrimonio della propria famiglia. Le stime americane parlano di una media di circa 515.000 dollari per nucleo ereditario, ma la distribuzione è molto diseguale e gran parte della ricchezza si concentra su una minoranza di famiglie facoltose.

Perché si parla di “delusione” se il totale trasferito è così alto? Perché il totale enorme si riferisce alla somma di tutti i patrimoni dei boomer nel loro insieme, non a quanto riceverà ciascun erede. Tasse, spese sanitarie, costi di gestione e soprattutto la forte disuguaglianza nella distribuzione fanno sì che la maggior parte delle persone riceva molto meno di quanto il titolo “il più grande passaggio di ricchezza della storia” possa far pensare.

Conviene aspettare l’eredità prima di fare progetti a lungo termine, tipo comprare casa? In generale no: i tempi di un’eredità sono imprevedibili, perché legati alla salute e alla longevità dei propri genitori, ed è psicologicamente ed eticamente scomodo pianificare la vita “in attesa” di un lutto. Meglio costruire un percorso finanziario autonomo e considerare un’eventuale eredità come un’opportunità aggiuntiva, non come una base di partenza.

In sintesi

Il passaggio di ricchezza dai baby boomer ai millennial è reale e imponente nei numeri complessivi, ma a livello individuale si tradurrà in situazioni molto diverse tra loro: per alcuni un aiuto concreto, per altri un contributo modesto o inesistente. La chiave, più che aspettare, è pianificare la propria vita finanziaria indipendentemente da ciò che potrebbe (o non potrebbe) arrivare.

Fonti:

  • How big is the great wealth transfer? (CNBC)
  • Great Wealth Transfer Statistics: The 2026 Report (Journey Advisory Group)
  • Great disappointment will follow the Great Wealth Transfer (Fortune)
  • Baby boomer vs millennial: chi detiene la ricchezza in Italia? (Adnkronos/Censis)
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