Zum Inhalt springen
veb.it

veb.it

  • Misteri e insolito
  • Curiosità
  • Mente e Salute
  • Tecnologia
  • Chi Siamo
  • Redazione
  • Contatti
  • Start
  • Il 40% della Terra diventerà arido entro il 2100? Ecco cosa dicono davvero i dati
  • Misteri e insolito

Il 40% della Terra diventerà arido entro il 2100? Ecco cosa dicono davvero i dati

VEB Set 10, 2026

Negli ultimi giorni sta girando un numero preciso, quasi uno slogan: il 40% della Terra sarà arido entro fine secolo. È vero, ma non nel modo in cui viene raccontato nella maggior parte dei titoli, e la differenza tra le due versioni conta.

Risposta diretta: secondo uno studio pubblicato il 9 settembre 2026 su Environmental Research Letters da ricercatori dell’Accademia cinese di scienze forestali, le zone aride del pianeta passeranno dal 38,58% attuale della superficie terrestre (esclusa l’Antartide) a una forbice tra il 39,31% e il 40,28% entro il 2071-2100, a seconda dello scenario di emissioni. Non è un salto improvviso: è un’accelerazione di un processo già in corso da decenni.

Cosa significa “terra arida” (e cosa non significa)

Prima di tutto un chiarimento che quasi nessun articolo fa, ed è un peccato perché cambia la percezione del problema: “arido” in climatologia non vuol dire “deserto”. Le zone aride si classificano attraverso l’indice di aridità, cioè il rapporto tra precipitazioni ed evapotraspirazione potenziale, e comprendono quattro categorie molto diverse tra loro: iper-aride (6,27% della superficie attuale, i deserti veri e propri come il Sahara), aride (11,24%), semi-aride (14,72%) e sub-umide secche (6,35%), che sono zone agricole marginali ma tutt’altro che desertiche.

Un dettaglio che molti sottovalutano: un territorio può “diventare arido” nel senso statistico del termine senza che il paesaggio cambi visibilmente nell’arco di una vita umana. Basta che l’indice scenda sotto una soglia. Questo rende il fenomeno meno cinematografico di come viene dipinto, ma non meno serio: significa meno acqua disponibile per l’agricoltura e gli ecosistemi, con effetti che si accumulano nel tempo.

Il nuovo studio: dal 38,58% al 40,28%, non oltre

Lo studio, firmato da Yifei Cai e colleghi (DOI: 10.1088/1748-9326/ae9b29), è interessante soprattutto per quello che non conferma. Le proiezioni più vecchie su cui si basavano molti articoli allarmistici degli ultimi anni indicavano fino al 56% di terre aride entro il 2100 nello scenario peggiore. Questo nuovo lavoro ridimensiona quella cifra in modo netto, e lo fa introducendo una variabile che i modelli precedenti trascuravano: l’effetto fisiologico della CO2 sulle piante.

🔥 Potrebbe interessarti anche

Perché 4,5 miliardi di anni fa un giorno sulla Terra durava solo 6 orePerché le estati durano sempre di più (e l’aria sembra essersi fermata)

Il ruolo della CO2: un freno parziale, non una soluzione

Con più anidride carbonica in atmosfera, molte piante chiudono parzialmente gli stomi (le aperture sulle foglie da cui traspirano acqua) per mantenere lo stesso livello di fotosintesi consumando meno acqua. È un meccanismo fisiologico noto, non un’ipotesi ottimistica di comodo. Secondo i calcoli dello studio, se si escludesse questo effetto dai modelli, l’espansione delle zone aride arriverebbe al 42,11% invece che al 40,28%: una differenza di circa 2,44 milioni di km², più o meno la superficie dell’Argentina.

Va detto con altrettanta chiarezza, però, che questo non è un argomento a favore delle emissioni. Nello scenario a emissioni elevate l’aumento netto delle zone aride resta comunque di circa 2,37 milioni di km² rispetto a oggi — l’equivalente di otto volte l’Italia, o di circa un terzo dell’Australia. La CO2 attenua la curva, non la inverte.

Un numero che l’ONU aveva già usato, con un metodo diverso

Qui le fonti non sono perfettamente allineate, ed è giusto dirlo invece di far finta che tutti concordino. A dicembre 2024 l’UNCCD, la Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione, aveva pubblicato un rapporto (The Global Threat of Drying Lands) secondo cui le zone aride coprivano già il 40,6% delle terre emerse nel 2020, e il 77,6% della superficie terrestre globale aveva registrato un clima più secco negli ultimi tre decenni rispetto ai trenta precedenti.

Sono numeri diversi da quelli dello studio di settembre 2026 (38,58% come base 1994-2023) perché usano periodi di riferimento e metodologie di calcolo dell’aridità leggermente diverse — capita spesso, in climatologia, che due gruppi di ricerca arrivino a stime non identiche partendo da definizioni non perfettamente sovrapponibili. Il rapporto UNCCD, in particolare, stimava che nello scenario peggiore fino a 5 miliardi di persone (due su cinque abitanti del pianeta) potrebbero vivere in zone aride entro il 2100, contro i 2,3 miliardi attuali. Sono cifre da prendere come ordini di grandezza plausibili, non come previsioni puntuali: entrambi i lavori concordano sulla direzione del fenomeno, meno sulla sua velocità esatta.

Le aree più a rischio

Le zone dove l’aridificazione futura risulta più marcata nei modelli sono l’Australia centrale e il Brasile, oltre a porzioni del Nord e Sud Africa; l’area del Nordovest della Cina, curiosamente, mostrerebbe invece una tendenza verso un clima leggermente più umido, a conferma che il fenomeno non è uniforme e va letto per macroregioni, non come un unico blocco planetario. Le zone già iper-aride — Algeria, Libia, Arabia Saudita — non si “aggravano” più di tanto: sono già al limite superiore dell’indice, semplicemente restano stabilmente nella categoria più severa.

Il rapporto UNCCD del 2024 aggiungeva anche una stima economica che raramente viene citata insieme al dato climatico: l’Africa avrebbe già perso circa il 12% del PIL tra il 1990 e il 2015 per effetto dell’aridità crescente, con una proiezione di un ulteriore 16% nel prossimo mezzo decennio, e l’Asia rischierebbe una perdita del 7% nello stesso periodo. Questo genere di cifra è quella che, nella pratica, fatica di più a entrare nei titoli — ma è quella che pesa di più nelle decisioni di policy, molto più della percentuale di superficie in sé.

Conviene fidarsi di questo numero?

Sì, con una precisazione. Il 40% (o poco più) come quota di terre aride entro fine secolo è oggi la stima più aggiornata e più cautelativa disponibile, pubblicata su una rivista peer-reviewed. Non è però un valore definitivo: dipende dallo scenario di emissioni che si realizzerà davvero, e i modelli climatici continuano a essere raffinati man mano che si capiscono meglio meccanismi come quello della CO2 sulla traspirazione vegetale. Chi cita “56% entro il 2100” oggi sta usando un numero superato; chi cita “40,6% già oggi” sta citando il rapporto ONU 2024, che misura il presente più che il futuro. Sono affermazioni diverse che vengono spesso confuse nello stesso articolo.

Domande frequenti

Il 40% della Terra diventerà un deserto entro il 2100? No. “Arido” include quattro categorie, e solo la fascia iper-arida corrisponde ai deserti veri e propri (circa il 6% della superficie oggi). Le altre sono zone semi-aride o sub-umide secche, dove si vive e si coltiva, ma con meno acqua disponibile.

Da dove viene il numero “40%”? Dallo studio pubblicato il 9 settembre 2026 su Environmental Research Letters (Cai et al., DOI 10.1088/1748-9326/ae9b29), che proietta un aumento dal 38,58% attuale al 39,31-40,28% entro il 2071-2100 a seconda delle emissioni future.

La CO2 può davvero rallentare la desertificazione? In parte sì: riduce la traspirazione delle piante facendole consumare meno acqua, un effetto fisiologico documentato. Ma nello scenario a emissioni elevate le zone aride crescono comunque di circa 2,37 milioni di km², quindi non compensa il problema, lo attenua soltanto.

Quali paesi rischiano di più? Australia e Brasile mostrano le tendenze di aridificazione più marcate nei modelli, insieme a diverse aree del Nord e Sud Africa. Le zone già desertiche (Algeria, Libia, Arabia Saudita) restano stabili nella categoria più severa.

Questo dato è in contraddizione con il rapporto ONU del 2024? Non proprio: usano metodologie e periodi di riferimento diversi, quindi le percentuali non coincidono esattamente (38,58% contro 40,6%). Concordano però sulla direzione del fenomeno e sulla sua gravità.


Chi si occupa di policy climatica o di pianificazione agricola su queste basi farebbe bene a consultare direttamente lo studio originale o le sintesi ufficiali dell’UNCCD, perché i dettagli metodologici (scenario di emissioni, periodo di riferimento, definizione di aridità usata) cambiano parecchio le conclusioni pratiche caso per caso.

Sources:

  • UNCCD – Three-quarters of Earth’s land became permanently drier in last three decades
  • UNCCD – Global Land Outlook
  • ScienceAlert – Over 40% of Earth Could Become ‘Drylands’ by 2100, Scientists Warn
  • Adnkronos – Entro il 2100 il 40% delle terre emerse sarà arido
📱 Resta aggiornato ogni giorno

Scarica la nostra app e ricevi notizie, curiosità, misteri, scoperte e tecnologia direttamente sul tuo smartphone.

Scarica per Android
logo veb

VEB

skolor@hotmail.it •  More PostsBio ⮌

Mi occupo di fornire agli utenti delle news sempre aggiornate, dal gossip al mondo tech, passando per la cronaca e le notizie di salute. I contenuti sono, in alcuni casi, scritti da più autori contemporaneamente vengono pubblicati su Veb.it a firma della redazione.

  • VEB
    Streaming con pubblicità: è già come la TV?
  • VEB
    Come cucinare le melanzane: metodi, tempi e gli errori che rovinano tutto
  • VEB
    Cosa succede se un presidente americano perde le elezioni di midterm
  • VEB
    Cosa mangiare per dimagrire

Tags: cambiamento climatico terra

Beitragsnavigation

Zurück Streaming con pubblicità: è già come la TV?

Sezioni

  • Misteri e insolito
  • Curiosità
  • Mente e Salute
  • Tecnologia
  • Chi Siamo
  • Redazione
  • Contatti

Ultime pubblicazioni

  • Il 40% della Terra diventerà arido entro il 2100? Ecco cosa dicono davvero i dati
  • Streaming con pubblicità: è già come la TV?
  • Come cucinare le melanzane: metodi, tempi e gli errori che rovinano tutto
  • Cosa succede se un presidente americano perde le elezioni di midterm
  • Cosa mangiare per dimagrire

Leggi anche

Il 40% della Terra diventerà arido entro il 2100? Ecco cosa dicono davvero i dati
  • Misteri e insolito

Il 40% della Terra diventerà arido entro il 2100? Ecco cosa dicono davvero i dati

Set 10, 2026
Streaming con pubblicità: è già come la TV?
  • Tecnologia

Streaming con pubblicità: è già come la TV?

Set 9, 2026
Come cucinare le melanzane: metodi, tempi e gli errori che rovinano tutto
  • Curiosità

Come cucinare le melanzane: metodi, tempi e gli errori che rovinano tutto

Set 9, 2026
Cosa succede se un presidente americano perde le elezioni di midterm
  • Curiosità

Cosa succede se un presidente americano perde le elezioni di midterm

Set 9, 2026
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
  • mappa del sito
Copyright © 2010 - Veb.it - All rights reserved. | DarkNews von AF themes.