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Codex Leicester: perché Bill Gates pagò 30,8 milioni per 18 fogli sciolti

VEB Ago 30, 2026

Quando si parla del “libro più costoso mai venduto”, la mente corre subito a qualcosa di rilegato, magari in pelle, con una dedica autografa sotto vetro in qualche biblioteca blindata. Il Codex Leicester non è niente di tutto questo: sono 18 fogli sciolti, macchiati dal tempo, scritti al contrario da un mancino che aveva l’abitudine di annotare tutto quello che gli passava per la testa. Eppure quei fogli, l’11 novembre 1994, sono stati battuti da Christie’s per una cifra che ancora oggi fa girare la testa.

Il libro più costoso mai acquistato all’asta è il Codex Leicester di Leonardo da Vinci, un manoscritto scientifico di 72 pagine venduto da Christie’s a New York l’11 novembre 1994 per 30.802.500 dollari. Ad aggiudicarselo fu Bill Gates, che superò la concorrenza di altri collezionisti. Rivalutata a oggi, quella cifra equivale a circa 65 milioni di dollari.

Non è un “libro” come te lo immagini

Chi lavora da anni intorno ai manoscritti antichi lo sa bene: la parola “libro” in questi contesti viene usata con parecchia elasticità, e il Codex Leicester è l’esempio perfetto del problema. Tecnicamente è un manoscritto autografo, mai stato rilegato in origine nella forma in cui lo conosciamo oggi — o meglio, lo era, ma nei decenni le pagine sono state smontate e ora vengono conservate sciolte, montate fra lastre di vetro acrilico per motivi di conservazione. Quando qualcuno se lo immagina come un volume da sfogliare in poltrona, in pratica sta pensando a un oggetto che non è mai esistito in quella forma.

Il testo è scritto in italiano, con la caratteristica “scrittura speculare” di Leonardo — da destra a sinistra, leggibile solo allo specchio — intervallata da disegni tecnici e diagrammi. Non è un trattato ordinato con capitoli e conclusioni: sono appunti di lavoro, osservazioni buttate giù mentre gli venivano in mente, spesso su fogli che poi venivano ripiegati e riutilizzati. Un dettaglio che sorprende sempre chi si aspetta il “genio” in versione da manuale scolastico: buona parte del Codex è più simile a un diario di bordo disordinato che a un’opera compiuta.

La storia dei proprietari, dal 1600 a Bill Gates

Il nome “Leicester” non ha niente a che vedere con Leonardo: arriva da uno dei tanti proprietari che il manoscritto ha avuto nei secoli, prima di finire nelle mani di Gates. Il percorso, ricostruito dagli storici, è questo:

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  • lo scultore Guglielmo della Porta, nel XVI secolo, fu tra i primi possessori documentati;
  • passò poi al pittore Giuseppe Ghezzi, che lo tenne fino al 1717 circa;
  • nel 1719 lo acquistò Thomas Coke, futuro primo Conte di Leicester, che lo portò nella sua tenuta di Holkham Hall — da qui il nome che il codice porta ancora oggi;
  • restò nella famiglia Coke per oltre 250 anni, fino al 1980, quando fu venduto all’imprenditore petrolifero Armand Hammer per 5,1 milioni di dollari (per un periodo fu ribattezzato “Codex Hammer”, nome che poi è stato abbandonato);
  • nel 1994, alla morte della fondazione Hammer, il codice tornò sul mercato e fu acquistato da Bill Gates per 30,8 milioni di dollari, prezzo che gli ha restituito il nome originale di Codex Leicester.

Un salto da 5,1 a 30,8 milioni in quattordici anni sembra sproporzionato finché non si guarda chi c’era dietro l’ultima offerta: quando un compratore con la disponibilità economica di Gates decide che vuole un pezzo specifico, il mercato non segue le curve di valutazione normali, le ridisegna. È una dinamica che chi segue le aste di oggetti unici — non solo libri — vede ripetersi con una certa regolarità: il prezzo “giusto” di un pezzo irripetibile è quanto la persona più ricca disposta a comprarlo è disposta a pagare, punto.

Cosa c’è scritto dentro, davvero

Leonardo compilò questi fogli tra il 1506 e il 1510 circa, in un periodo in cui la sua attenzione era rivolta più alla scienza che alla pittura. I temi principali che ricorrono nel Codex sono tre, e sono sorprendentemente moderni per l’epoca:

la presenza di fossili marini in cima alle montagne, che Leonardo osservò e interpretò correttamente come prova che quelle terre un tempo erano sott’acqua — un’intuizione che anticipa di secoli la geologia moderna e che all’epoca andava contro l’idea diffusa che si trattasse di resti del Diluvio Universale; il moto dell’acqua, con osservazioni su fiumi, correnti e persino appunti tecnici sulla costruzione dei ponti; e un fenomeno che oggi chiamiamo “luce cinerea” o earthshine, cioè il debole bagliore che illumina la parte in ombra della Luna quando è a falce sottile — Leonardo capì, correttamente, che si tratta di luce solare riflessa dalla Terra sulla Luna, spiegazione che l’astronomia ufficiale avrebbe accettato solo molto più tardi.

Le fonti concordano su questi tre nuclei tematici; sui dettagli più fini di alcune annotazioni, invece, gli studiosi discutono ancora, perché la calligrafia specchiata di Leonardo, unita al fatto che scriveva per sé stesso e non per essere pubblicato, lascia margini di interpretazione che nessuna trascrizione ha mai chiuso del tutto.

Cosa ne ha fatto Bill Gates dopo averlo comprato

Qui la storia prende una piega che pochi collezionisti di manoscritti avrebbero scelto. Invece di tenerlo chiuso in una cassaforte, Gates fece scansionare digitalmente tutte le pagine e le distribuì come sfondi desktop e screensaver all’interno di Microsoft Plus! for Windows 95, e in seguito anche in Windows 98 e Windows ME. Nel 1997 Corbis, l’azienda di Gates che si occupava di archivi fotografici e digitali, pubblicò anche una versione su CD-ROM con le pagine ad alta risoluzione.

Il codice non è chiuso in un caveau privato: viene prestato regolarmente a musei di tutto il mondo per esposizioni temporanee. Negli anni è stato mostrato a Sydney (2000), Chambord (2004), Tokyo (2005), Dublino (2007), poi in un tour statunitense che ha toccato Phoenix, Minneapolis e Raleigh tra il 2015 e il 2016, fino a Firenze nel 2018-2019 — un ritorno quasi simbolico nella regione dove Leonardo è nato. Un errore che si vede spesso in giro, comprensibile ma sbagliato, è pensare che un acquisto del genere serva solo a esibire ricchezza in privato: nella pratica, il Codex Leicester è probabilmente uno dei manoscritti di Leonardo più visti dal pubblico proprio perché è di proprietà privata e il proprietario ha scelto di farlo circolare.

È ancora davvero il libro più caro del mondo?

Qui bisogna essere onesti, perché molte liste online continuano a ripetere che il Codex Leicester detiene tuttora il record assoluto, e non è più del tutto esatto. Nel 2017 il manoscritto originale del tipografo del Libro di Mormon — le pagine scritte a mano sotto dettatura, usate per la prima stampa del testo — è stato acquistato dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni in una trattativa privata per 35 milioni di dollari, una cifra superiore ai 30,8 milioni pagati da Gates.

Le fonti qui non sono del tutto allineate su come classificare la cosa, ed è un punto che vale la pena chiarire invece di far finta che non esista: il Codex Leicester resta il record per una vendita all’asta pubblica, con un prezzo verificabile e documentato da Christie’s; il manoscritto del Libro di Mormon, invece, è stato venduto privatamente, e i dettagli della trattativa non hanno la stessa trasparenza di un martelletto battuto in sala. Per questo molte classifiche continuano a citare il Codex Leicester come “il libro più costoso mai venduto”, specificando implicitamente “in asta”, mentre altre, più rigorose, aggiornano la classifica includendo anche le vendite private. Da segnalare anche il caso della prima copia a stampa della Costituzione americana, venduta nel 2021 per 43,2 milioni di dollari: cifra più alta di entrambe, ma quasi tutte le classifiche la escludono perché si tratta di un singolo foglio stampato, non di un libro o un manoscritto.

Insomma: se la domanda è “qual è il libro più caro mai battuto all’asta in pubblico”, la risposta resta il Codex Leicester. Se la domanda è “qual è il libro più caro mai venduto in assoluto, incluse le trattative private”, il primato è passato altrove nel 2017. Dipende da quale domanda si sta davvero facendo.

Domande frequenti

Perché si chiama “Codex Leicester” se non ha niente a che fare con Leonardo? Prende il nome da Thomas Coke, primo Conte di Leicester, che lo acquistò nel 1719 e lo tenne nella tenuta di famiglia per oltre due secoli. Per un periodo, sotto Armand Hammer, fu chiamato “Codex Hammer”, ma dopo l’acquisto di Gates è tornato al nome originale.

Il Codex Leicester si può vedere dal vivo? Sì, viene prestato periodicamente a musei per mostre temporanee in giro per il mondo — è stato esposto, tra le altre città, a Tokyo, Dublino e Firenze. Non ha una sede fissa aperta al pubblico tutto l’anno: bisogna seguire il calendario delle esposizioni.

Quanto vale oggi il Codex Leicester? Non esiste una stima ufficiale aggiornata perché non è più stato venduto dal 1994, ma rivalutando l’inflazione i 30,8 milioni pagati allora equivalgono a circa 65 milioni di dollari di oggi. Il valore reale di mercato potrebbe essere diverso: per pezzi unici di questo tipo la stima resta sempre teorica finché non torna sul mercato.

È vero che è ancora il libro più costoso mai venduto? È il libro più caro mai venduto all’asta pubblica, sì. Ma nel 2017 il manoscritto originale del Libro di Mormon è stato venduto privatamente per 35 milioni di dollari, una cifra più alta. Le classifiche online non sono unanimi su quale primato contare come “vero”.

Bill Gates ha mai pensato di rivenderlo? Non risultano annunci pubblici in questo senso. Il codice viene regolarmente prestato per mostre, il che suggerisce un possesso a lungo termine più che un investimento da liquidare.


Quello che resta, alla fine, non è tanto la cifra — per quanto enorme — quanto il fatto che Gates abbia scelto di digitalizzarlo e farlo girare per il mondo invece di chiuderlo in un caveau. In un mercato dove la maggior parte dei pezzi unici finisce a prendere polvere in collezioni private, è un’eccezione che vale la pena notare.

Per dati aggiornati su valutazioni e aste future, la fonte più affidabile resta il sito ufficiale di Christie’s o dei musei che ospitano di volta in volta il Codex Leicester in mostra.

Sources:

  • Codex Leicester — Wikipedia
  • Bill Gates paid $30.8 million for this book 25 years ago — CNBC
  • The Fifteen Most Expensive Books & Manuscripts Ever Sold — Invaluable
  • Printer’s Manuscript of the Book of Mormon Sells for $35 Million — Smithsonian Magazine
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Tags: codex leicester Leonardo Da Vinci

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