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Acufene, la soluzione sta nel rumore bianco e rosa

VEB Mar 14, 2024

Molte persone sono affetti da acufene, un fenomeno ancora misterioso nella sua origine.

Un tempo visto come una condizione incurabile, i progressi tecnologici hanno aperto la strada a studi che hanno contribuito allo sviluppo di strategie innovative per mitigare i sintomi e migliorare la qualità della vita delle persone colpite.

Acufene la soluzione sta nel rumore bianco e rosa
Foto@Pixabay

L’acufene, che funge più da segnale di altri problemi di salute che non come malattia a sé stante, può essere scatenato da diversi fattori, inclusi la malattia di Meniere, l’ipertensione, la perdita dell’udito legata all’età, o effetti collaterali di certi medicinali. Anche se non esiste un trattamento farmacologico specifico per l’acufene, Treble Health offre una soluzione promettente per chi ne soffre.

I ricercatori hanno sviluppato i Treble Maskers, una serie di apparecchi basati sulla terapia cognitivo-comportamentale. Questi strumenti includono cuffie specifiche per il sonno, pratiche di mindfulness e mascheratori acustici per l’acufene, combinando educazione su quest’ultimo con la terapia del suono.

Questa ultima utilizza dispositivi di mascheramento che emettono suoni come il rumore bianco o rosa, con il primo che unisce varie frequenze e il secondo che presenta un suono più morbido. Vengono raccomandati rumori rilassanti quali il suono dell’acqua o dei grilli.

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Tali dispositivi di mascheramento offrono un approccio terapeutico efficace e conveniente all’acufene. Nel frattempo, la ricerca continua alla ricerca di una soluzione definitiva che affronti il problema alla radice.

Studi su ratti affetti da acufene cronico hanno dimostrato risultati promettenti. Attraverso la stimolazione del nervo cervicale e l’emissione di diversi toni, i ricercatori sono stati in grado di ridurre l’acufene. Questo apre a nuove speranze per trattamenti futuri applicabili agli esseri umani.

Il metodo utilizzato, noto come stimolazione del nervo vago (VNS), è volto a alterare l’attività cerebrale. Dopo tre settimane di trattamento, i ratti hanno evidenziato miglioramenti significativi, come confermato dall’analisi dell’attività cerebrale.

“Il nostro fine ultimo non è semplicemente nascondere l’acufene, ma eliminarne completamente la causa,” ha dichiarato il Dr. Michael Kilgard dell’Università del Texas.

Questo trattamento, al momento sperimentale sugli animali, mostra un potenziale cammino verso l’eliminazione dell’acufene negli esseri umani, portando nuova speranza a coloro che ne sono afflitti.

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Tags: acufene

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