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La Via Lattea in un sarcofago di 5.000 anni fa

Angela Gemito Ago 14, 2025

Un’incredibile scoperta getta una nuova luce sulle conoscenze astronomiche degli antichi Egizi. Secondo una recente ricerca, le raffigurazioni della dea del cielo Nut, presenti su sarcofagi millenari, potrebbero non essere solo decorative, ma una vera e propria mappa stellare che include un dettaglio sorprendente della nostra galassia: la Via Lattea.

La dea egizia Nut inarcata sul dio della terra Geb

Nut, la dea del cielo che ingoiava il Sole

Nell’antico pantheon egizio, Nut era una divinità fondamentale. Rappresentata come una donna dal corpo arcuato e coperto di stelle, simboleggiava la volta celeste. Secondo la mitologia, suo fratello Geb, il dio della Terra, giaceva sotto di lei. Ogni sera, Nut ingoiava il sole (il dio Ra) per poi partorirlo di nuovo all’alba, in un ciclo eterno di morte e rinascita che regolava il giorno e la notte. Il suo ruolo era cruciale: proteggere il mondo dalle acque caotiche del Nun, l’oceano primordiale.

La Grande Fenditura della Via Lattea sui sarcofagi

La svolta arriva dall’astrofisico Dr. Or Graur dell’Università di Portsmouth. Analizzando ben 555 immagini della dea Nut dipinte su sarcofagi e tombe, ha notato un dettaglio ricorrente e affascinante. In alcune rappresentazioni, come quella sul sarcofago della sacerdotessa Nesitaudjatakhet, il corpo della dea è attraversato da una linea scura, sinuosa e irregolare.

Secondo Graur, questa linea non è casuale. La sua forma ricorda in modo impressionante la “Grande Fenditura”, la gigantesca nube di polveri cosmiche che oscura il centro della nostra galassia e che è visibile a occhio nudo in cieli molto bui. L’ipotesi non è che Nut fosse la Via Lattea, ma che il suo corpo stellato fungesse da tela per rappresentare i vari corpi celesti conosciuti, inclusa la complessa struttura della nostra galassia. Questa interpretazione è supportata anche dal nome che gli Egizi davano alla Via Lattea, traducibile come “Via d’acqua tortuosa”, un’immagine che si sposa perfettamente con l’idea di una fenditura sinuosa nel cielo.


Conclusione

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Questa affascinante teoria unisce archeologia e astrofisica, suggerendo che gli antichi Egizi possedessero una conoscenza del cielo notturno molto più sofisticata di quanto immaginassimo. La possibile rappresentazione della Grande Fenditura dimostra una capacità di osservazione e simbolizzazione davvero moderna.

Vuoi approfondire l’argomento? Ecco alcuni link utili:

  • Lo studio del Dr. Or Graur: Journal of Astronomical History and Heritage (per una lettura accademica)
  • La Via Lattea: NASA Science – The Milky Way Galaxy (per informazioni sulla nostra galassia)
  • Mitologia Egizia: Museo Egizio di Torino
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Tags: egitto via lattea

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