Prova a fare un piccolo esperimento mentale. Pensa all’incrocio più caotico che hai attraversato stamattina per andare al lavoro, o alla fila interminabile alla cassa del supermercato sabato scorso. In quel momento di leggera frustrazione, circondato da sconosciuti che spingevano il carrello o suonavano il clacson, probabilmente avrai pensato qualcosa del tipo: “Ma quanta gente c’è in giro oggi?”.

È un pensiero umano, normalissimo. Tendiamo a misurare il mondo in base allo spazio che occupiamo e a quello che ci circonda. Eppure, quella piccola folla che ti stringeva da vicino è solo una frazione infinitesimale del gigantesco formicaio umano su cui poggiamo i piedi ogni giorno. Se provassimo ad allargare lo zoom e a guardare il pianeta dall’alto, la cifra totale fa girare la testa: oggi siamo poco più di 8 miliardi e 100 milioni di persone.
Una cifra tonda, enorme, che però non rende giustizia alla realtà dei fatti. Perché la verità è che questo numero non sta fermo un secondo. Mentre stavi leggendo queste prime righe, il contatore globale della popolazione è già cambiato. Non è un modo di dire. Secondo le stime dell’Orologio demografico del US Census Bureau e delle Nazioni Unite, sulla Terra si registrano circa 4,3 nascite e 2 decessi ogni singolo secondo. Il che significa che, nel tempo esatto in cui bevi un sorso di caffè, l’umanità ha appena dato il benvenuto a un paio di nuovi inquilini.
Visualizzare l’impossibile: se fossimo tutti vicini di casa
Dire “otto miliardi” è facile, ma visualizzarlo è un’altra storia. Il nostro cervello non è programmato per gestire numeri così mastodontici senza un termine di paragone concreto. Allora proviamo a giocare con lo spazio.
Se decidessimo, per assurdo, di radunare ogni singolo essere umano vivente in un unico luogo, spalla a spalla, come fossimo tutti al concerto della nostra vita, quanto spazio occuperemmo? Rimarrai sorpreso, ma non servirebbe un intero continente. Ci basterebbe la superficie della città di Los Angeles per far stare tutti in piedi, vicini ma comodi. Se invece volessimo dare a ciascuno un po’ più di respiro – diciamo il perimetro di una tipica casa indipendente con giardino – l’intera popolazione mondiale potrebbe comodamente risiedere all’interno dei confini dello Stato del Texas. Il resto del pianeta rimarrebbe completamente vuoto.
Questo ci dice molto su come è distribuita l’umanità. Non siamo distribuiti in modo uniforme come lo zucchero su una ciambella. Siamo ammassati. Più di un terzo dell’intera popolazione mondiale vive concentrato in due soli Paesi: l’India (che ha recentemente superato la Cina) e la Cina stessa. Insieme, queste due nazioni ospitano quasi 2,8 miliardi di persone. Per fare un paragone nostrano, l’intera popolazione italiana rappresenta appena lo 0,7% del totale globale. Siamo una goccia in un oceano incredibilmente vasto.
L’età media di un pianeta giovane
Spesso, vivendo in Italia o in Europa, abbiamo la percezione che il mondo stia invecchiando rapidamente. Le culle sono vuote, i capelli bianchi aumentano. Ma questa è una visione parziale, quasi distorta dal nostro punto di osservazione.
Se potessimo fondere tutte le età della Terra in un unico individuo medio, scopriremmo che il nostro pianeta è sorprendentemente giovane. L’età mediana globale si aggira intorno ai 30 anni. Questo accade perché ci sono aree del mondo, come l’Africa subsahariana, dove l’energia demografica è letteralmente esplosiva. In Niger, per esempio, l’età mediana della popolazione è di appena 15 anni. Significa che metà della nazione non ha ancora l’età per prendere la patente. È lì che batte il cuore della crescita futura, controbilanciando il silenzio demografico delle metropoli occidentali e dell’Asia orientale.
Questo dinamismo rende il calcolo della popolazione una scienza in continuo divenire, fatta di tendenze che cambiano rotta sotto il peso di fattori economici, sociali e sanitari. Non siamo più nella fase di crescita geometrica e spaventosa del secolo scorso; il tasso di crescita globale sta rallentando, ma l’inerzia è ancora forte.
C’è un ultimo dettaglio che fa riflettere quando si pensa a questa marea umana. Gli scienziati della popolazione hanno calcolato che tutti gli 8 miliardi di persone oggi in vita rappresentano circa il 7% di tutti gli esseri umani che abbiano mai camminato sulla Terra dall’alba dell’Homo sapiens a oggi. In pratica, una quota straordinariamente alta di tutta la storia dell’umanità sta respirando, amando e prendendo il caffè proprio adesso, nello stesso identico momento in cui lo stai facendo tu.
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