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Perché la paralisi del sonno può sembrare qualcosa di soprannaturale

Angela Gemito Set 29, 2026

Apri gli occhi e riconosci la camera da letto. Sai di essere sveglio. Provi a girarti, ad alzare un braccio o a chiamare qualcuno, ma il corpo non risponde.

Poi arriva la sensazione più inquietante: nella stanza sembra esserci qualcun altro.

Per alcune persone è soltanto una presenza indefinita. Altre raccontano un’ombra vicino al letto, passi, sussurri, una figura umana o la sensazione che qualcosa stia premendo sul torace.

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Non sorprende che esperienze del genere siano state interpretate per secoli come incontri con fantasmi, demoni o altre entità. La spiegazione conosciuta dalla medicina del sonno, però, è molto diversa: nella paralisi del sonno coscienza e sonno REM si sovrappongono per alcuni istanti.

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La persona recupera consapevolezza dell’ambiente mentre l’atonia muscolare tipica della fase REM non è ancora terminata. Nello stesso momento possono continuare a manifestarsi elementi simili a quelli dei sogni, comprese percezioni visive, uditive e corporee estremamente vivide.

Sei sveglio, ma il corpo è ancora in modalità REM

Durante la fase REM del sonno avvengono molti dei sogni più vividi. In questa fase il cervello riduce fortemente il tono di gran parte della muscolatura volontaria.

È un meccanismo fisiologico chiamato atonia REM.

Nella paralisi del sonno può verificarsi una specie di sfasamento: la consapevolezza ritorna prima che l’atonia sia completamente terminata.

Il risultato è straniante.

La persona può vedere la propria camera, sentire rumori reali e sapere dove si trova, ma nello stesso momento non riesce a muoversi o parlare normalmente.

Gli episodi sono temporanei e generalmente durano da pochi secondi a pochi minuti.

Ed è proprio questa combinazione a rendere difficile convincersi, mentre sta accadendo, che si tratti semplicemente di un fenomeno legato al sonno.

Da dove arriva la misteriosa “presenza nella stanza”?

Una delle esperienze più caratteristiche associate alla paralisi del sonno è la cosiddetta felt presence, la percezione molto concreta che un’altra persona o entità si trovi nelle vicinanze anche quando non esistono prove sensoriali sufficienti della sua presenza.

La sensazione può diventare straordinariamente convincente.

Non è necessariamente un’immagine completa. Talvolta la persona non vede nulla ma è assolutamente convinta che qualcuno sia dietro di lei, vicino alla porta o accanto al letto.

Altre volte la percezione si arricchisce: compaiono una sagoma, un volto, rumori, passi o una figura che sembra avvicinarsi.

La ricerca sulla paralisi del sonno ha descritto un insieme ricorrente di esperienze chiamato talvolta “intruder”: presenza percepita, paura e possibili fenomeni visivi o uditivi compaiono insieme. I meccanismi precisi delle allucinazioni non sono ancora completamente chiariti, ma la sovrapposizione tra processi REM e coscienza vigile è una delle spiegazioni centrali.

Qui nasce una parte del carattere “soprannaturale” dell’esperienza.

Se si vedesse semplicemente un’immagine bizzarra, sarebbe relativamente facile considerarla un sogno. Ma durante una paralisi del sonno quella figura sembra comparire nella camera reale, mentre la persona ha la sensazione di essere sveglia.

Per il cervello, in quel momento, la distinzione non è affatto ovvia.

Perché qualcuno sente un peso sul petto?

Esiste poi un’altra esperienza classica: la sensazione che qualcuno o qualcosa sia seduto sul torace.

Può essere accompagnata dalla percezione di respirare con difficoltà.

Anche questo particolare ha contribuito enormemente alla nascita di racconti soprannaturali.

La paralisi del sonno non interrompe normalmente la respirazione: i muscoli necessari per respirare continuano a funzionare. La respirazione durante il sonno REM, però, presenta caratteristiche diverse rispetto alla veglia e l’immobilità volontaria può modificare il modo in cui vengono interpretate le sensazioni provenienti dal torace.

In uno stato di paura, l’impossibilità di muoversi può rendere quella sensazione ancora più allarmante.

Gli studi hanno riunito pressione toracica, percezione di difficoltà respiratoria e sensazione di una figura sopra il corpo in un’altra configurazione ricorrente, storicamente chiamata “incubus”.

Ed è facile capire perché, prima di conoscere la fisiologia del sonno REM, qualcuno potesse arrivare a una spiegazione molto diversa.

Fantasmi, demoni e streghe: cambia la cultura, non necessariamente l’esperienza

Uno degli aspetti più curiosi della paralisi del sonno è che racconti sorprendentemente simili compaiono in culture lontanissime tra loro.

Cambiano soprattutto i personaggi utilizzati per spiegare quello che sta accadendo.

Nelle tradizioni di diverse popolazioni la presenza notturna è stata identificata con spiriti, demoni, streghe o altre creature. Studi dedicati all’argomento riportano, per esempio, riferimenti alla “Old Hag” a Terranova, al kanashibari in Giappone e a interpretazioni legate a jinn o altre entità in diversi contesti culturali.

Esiste persino un interessante caso italiano.

Una ricerca pubblicata su partecipanti dell’Abruzzo ha studiato la Pandafeche, figura del folklore locale associata proprio a esperienze notturne di immobilità e oppressione. Tra le persone intervistate che avevano sperimentato paralisi del sonno, erano frequenti paura e fenomeni allucinatori, e oltre un terzo attribuiva almeno potenzialmente l’esperienza alla creatura soprannaturale della tradizione locale.

Il campione era piccolo — 67 persone — quindi non può rappresentare tutta la popolazione italiana. È però un esempio particolarmente interessante di come una sensazione fisiologica possa essere interpretata attraverso le storie e le credenze disponibili nella propria cultura.

Il fenomeno di base può essere simile; cambia il nome che gli diamo.

Perché sembra così reale anche dopo essersi svegliati?

Qui sta forse la parte più difficile da spiegare a chi non abbia mai vissuto una paralisi del sonno.

Non assomiglia necessariamente al ricordo confuso di un sogno.

Durante l’episodio la persona può essere consapevole della camera, riconoscere mobili, porte e finestre e avere la sensazione di osservare esattamente ciò che la circonda.

L’elemento allucinatorio viene quindi inserito in uno scenario che appare perfettamente reale.

Una sagoma ai piedi del letto non viene vissuta come “sto sognando una sagoma”. Può essere percepita come “sono sveglio e davanti a me c’è qualcuno”.

A questo si aggiungono immobilità e paura.

Uno studio classico sulle esperienze associate alla paralisi del sonno ha osservato che la paura è strettamente collegata alla percezione di una presenza, e potrebbe contribuire allo sviluppo di ulteriori percezioni visive e uditive.

Il cervello, in altre parole, sta cercando di dare un significato a una situazione eccezionale: il corpo non risponde, qualcosa sembra sbagliato e contemporaneamente possono continuare parti dell’attività percettiva tipica del sogno.

Una spiegazione minacciosa diventa intuitiva.

Sapere cos’è può cambiare l’esperienza

La paralisi del sonno isolata non viene generalmente considerata pericolosa, anche se può essere estremamente spaventosa.

Capire in anticipo quello che sta succedendo può aiutare soprattutto a ridurre una componente importante dell’episodio: il panico.

Quando si riconosce l’esperienza, l’immobilità non significa più necessariamente “qualcosa mi sta bloccando”. Può diventare: “il corpo è ancora nella fase REM e tra poco passerà”.

Gli episodi, infatti, terminano spontaneamente.

Alcune indicazioni sanitarie suggeriscono inoltre di concentrarsi eventualmente su piccoli movimenti, come quelli delle dita, invece di tentare immediatamente di muovere tutto il corpo.

Anche il sonno regolare può avere un ruolo. Privazione di sonno e ritmi irregolari sono associati alla paralisi del sonno; il NHS raccomanda, tra le misure pratiche, orari abbastanza regolari e una quantità adeguata di sonno. Dormire supini sembra inoltre favorire gli episodi in alcune persone.

Quando conviene parlarne con un medico

Un episodio occasionale, da solo, generalmente non richiede accertamenti.

È invece opportuno parlarne con un professionista se le paralisi diventano frequenti, provocano forte paura di addormentarsi o sono accompagnate da stanchezza e sonnolenza persistente durante il giorno.

In alcuni casi il medico può valutare l’eventuale presenza di altri disturbi del sonno, come la narcolessia. Questo non significa che chi sperimenta una paralisi del sonno abbia necessariamente una patologia: molti episodi si verificano anche isolatamente.

Ed è forse questo il dettaglio più affascinante del fenomeno: non serve che nella stanza ci sia davvero qualcosa perché il cervello riesca a costruire una presenza capace di sembrare assolutamente reale.

Per pochi istanti sogno, percezione dell’ambiente e coscienza possono sovrapporsi. E quando succede nel buio, con il corpo immobilizzato, secoli di racconti su fantasmi e presenze notturne diventano improvvisamente molto più facili da comprendere.

DOMANDE FREQUENTI

Durante una paralisi del sonno si possono vedere davvero delle figure?

Sì. Alcune persone sperimentano allucinazioni visive durante l’episodio, comprese ombre o figure simili a persone. Possono verificarsi anche percezioni uditive o la semplice sensazione che qualcuno sia presente nella stanza.

La paralisi del sonno è pericolosa?

Un episodio isolato non è generalmente considerato pericoloso, anche se può provocare paura intensa. Se gli episodi sono frequenti, disturbano il sonno o sono accompagnati da marcata sonnolenza diurna, è utile parlarne con un medico.

Perché non riesco a muovermi?

Durante la fase REM il tono di gran parte della muscolatura volontaria viene temporaneamente ridotto. Nella paralisi del sonno la consapevolezza ritorna mentre questa atonia non è ancora completamente terminata.

Le esperienze soprannaturali raccontate durante la paralisi del sonno sono uguali in tutto il mondo?

Alcune caratteristiche — presenza percepita, figure, paura e pressione sul torace — ricorrono in culture diverse. L’interpretazione può invece cambiare molto: spiriti, demoni o altre figure della tradizione locale possono fornire una spiegazione culturale alla stessa esperienza.

FONTI UTILIZZATE

NHS – Sleep paralysis
Scheda NHS sulla paralisi del sonno

Cleveland Clinic – Sleep Paralysis: What It Is, Causes, Symptoms & Treatment
Scheda clinica Cleveland Clinic

Cheyne, Rueffer & Newby-Clark – Hypnagogic and hypnopompic hallucinations during sleep paralysis
Studio indicizzato su PubMed

Jalal et al. – Sleep paralysis in Italy: Frequency, hallucinatory experiences, and other features
Studio sull’esperienza della paralisi del sonno in Italia

Cheyne et al. – Relations among hypnagogic and hypnopompic experiences associated with sleep paralysis
Studio indicizzato su PubMed

Hefnawy et al. – Prevalence and Clinical Characteristics of Sleeping Paralysis: A Systematic Review and Meta-Analysis
Revisione sistematica su PubMed

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Angela Gemito
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