Può sembrare un controsenso: il termometro segna una temperatura più alta del normale, eppure abbiamo freddo. Ci copriamo, tremiamo e a volte battiamo persino i denti. Poi, qualche ora dopo, può accadere l’opposto: iniziamo a sudare e sentiamo improvvisamente caldo.
Non è un malfunzionamento casuale. Durante la febbre cambia temporaneamente la temperatura che il cervello considera corretta per il corpo.

Il processo coinvolge soprattutto l’ipotalamo, una regione del cervello che partecipa alla regolazione della temperatura corporea. Quando il suo punto di regolazione viene spostato verso l’alto, l’organismo comincia a comportarsi come se fosse troppo freddo, anche se la temperatura misurata sta già aumentando. È da qui che possono nascere brividi, vasocostrizione e quella curiosa necessità di cercare una coperta proprio mentre il termometro continua a salire.
Avere la febbre non significa semplicemente essere “troppo caldi”
La distinzione è importante.
La temperatura corporea dipende dall’equilibrio tra il calore prodotto dall’organismo e quello disperso nell’ambiente. Il centro di termoregolazione situato nell’ipotalamo contribuisce a mantenere questo equilibrio.
Nella febbre, però, il punto di regolazione viene temporaneamente impostato più in alto. Il Manuale MSD descrive infatti la febbre come un aumento della temperatura che si verifica quando il “termostato” dell’organismo viene regolato su un valore superiore, soprattutto in risposta a un’infezione.
Questo la distingue dall’ipertermia.
Nell’ipertermia la temperatura aumenta senza che il punto di regolazione dell’ipotalamo venga spostato verso l’alto. In altre parole, nella febbre il corpo cerca attivamente di raggiungere una nuova temperatura; nell’ipertermia l’organismo accumula più calore di quanto riesca a disperderne.
È una differenza fisiologica sostanziale, anche se in entrambi i casi il termometro può mostrare un valore elevato.
Perché durante la febbre abbiamo i brividi?
Immaginiamo che la temperatura corporea sia di 37 °C, ma che il sistema di regolazione abbia momentaneamente fissato il nuovo obiettivo più in alto.
Per il cervello, quei 37 °C possono ora risultare insufficienti.
L’organismo mette quindi in moto meccanismi che servono a conservare e produrre calore. I vasi sanguigni periferici possono restringersi, riducendo la dispersione termica attraverso la pelle, mentre i muscoli possono iniziare a contrarsi rapidamente e involontariamente.
Sono i brividi.
Il tremore muscolare contribuisce alla produzione di calore. Per questo si può provare una forte sensazione di freddo mentre, contemporaneamente, la temperatura corporea sta salendo.
Non siamo necessariamente freddi: rispetto al nuovo punto di regolazione impostato dall’organismo, è il cervello a comportarsi come se lo fossimo.
E perché poi iniziamo a sudare?
Il processo può funzionare anche al contrario.
Quando il punto di regolazione dell’ipotalamo torna verso il livello abituale, la temperatura raggiunta durante la febbre diventa improvvisamente troppo alta rispetto al nuovo obiettivo.
A quel punto l’organismo cerca di disperdere calore. Aumenta il flusso sanguigno verso la periferia e può comparire una sudorazione abbondante.
È il motivo per cui, durante un episodio febbrile, si può passare dalla necessità di coprirsi alla sensazione di avere improvvisamente troppo caldo.
Quello che cambia non è soltanto il numero visualizzato dal termometro: cambia il modo in cui il sistema di termoregolazione interpreta quella temperatura.
Da quanti gradi si può parlare di febbre?
Qui è meglio evitare la convinzione che esista una linea assoluta valida in qualsiasi circostanza.
La temperatura normale non è identica per tutti e può variare durante la giornata. Anche il punto del corpo in cui viene effettuata la misurazione influenza il risultato.
Come riferimento pratico, il NHS considera generalmente una temperatura di 38 °C o superiore una temperatura elevata nell’adulto. Anche Mayo Clinic utilizza valori intorno ai 38 °C come riferimento, precisando però che la temperatura normale può differire tra individui e che il metodo di misurazione conta.
La temperatura, inoltre, tende naturalmente a essere più bassa in alcuni momenti della giornata e più alta in altri. Il classico valore di 37 °C non va quindi interpretato come una soglia rigida oltre la quale il corpo diventa automaticamente “febbrile”.
Quando si comunica una temperatura a un medico è utile specificare anche come è stata misurata: per esempio oralmente, sotto l’ascella, nell’orecchio o sulla fronte.
Perché il corpo provoca la febbre?
Le infezioni sono tra le cause più comuni.
Quando il sistema immunitario riconosce determinati segnali legati a un’infezione o a un processo infiammatorio, vengono attivate sostanze in grado di influenzare la regolazione della temperatura. Il risultato può essere l’innalzamento del punto di regolazione ipotalamico.
La febbre fa quindi parte della risposta dell’organismo alla malattia e non rappresenta, di per sé, una malattia specifica.
Questo spiega anche perché il solo valore del termometro non permette di capire quale sia la causa. Virus e batteri possono provocare febbre, ma un aumento della temperatura può comparire anche in altre condizioni.
L’Istituto Superiore di Sanità, per esempio, indica la febbre tra i sintomi caratteristici dell’influenza stagionale, insieme a brividi, dolori muscolari, mal di testa, malessere e sintomi respiratori.
La febbre aiuta davvero a combattere un’infezione?
La risposta dell’organismo non è priva di una funzione.
Secondo Mayo Clinic, la febbre può avere un ruolo nella risposta immunitaria contro le infezioni e, nella maggior parte degli adulti e dei bambini, una febbre legata alle comuni infezioni non rappresenta automaticamente un pericolo soltanto perché la temperatura è aumentata.
Questo però non significa che “più alta è, meglio è”, né che la febbre debba sempre essere ignorata.
Il significato di una temperatura elevata dipende dall’età, dalle condizioni generali della persona, dai sintomi associati, dalla durata e dalla causa che l’ha provocata.
Ed è proprio per questo che osservare esclusivamente il numero sul termometro può essere fuorviante.
Quando la temperatura alta merita maggiore attenzione
Una temperatura elevata va interpretata insieme al resto dei sintomi.
Nell’adulto è opportuno richiedere assistenza medica soprattutto quando alla febbre si associano segnali importanti come difficoltà respiratoria, dolore toracico, forte mal di testa, rigidità del collo, confusione, vomito persistente, disidratazione o convulsioni.
Mayo Clinic indica inoltre 39,4 °C come valore nell’adulto oltre il quale è opportuno contattare un professionista sanitario, fermo restando che condizioni personali e sintomi associati possono rendere necessaria una valutazione anche con temperature inferiori.
Nei bambini molto piccoli la prudenza deve essere maggiore: in un bambino con meno di tre mesi una temperatura rettale di 38 °C o superiore richiede una valutazione medica tempestiva.
Non esiste quindi una regola del tipo “sotto una certa temperatura va sempre bene e sopra diventa pericoloso”. Età, stato di salute e sintomi fanno una grande differenza.
Il numero sul termometro racconta solo una parte della storia
Due persone con la stessa temperatura possono sentirsi in modo molto diverso e avere cause completamente differenti.
Allo stesso modo, una persona può avvertire brividi e sensazione febbrile quando il termometro non ha ancora raggiunto i 38 °C. Il NHS sottolinea infatti che sentirsi caldi, freddi o avere brividi può essere compatibile con una temperatura elevata anche quando la misurazione risulta sotto quella soglia.
Ecco perché “avere la febbre” non significa semplicemente superare un numero.
Significa che il sistema che regola la temperatura corporea sta temporaneamente lavorando con un obiettivo diverso dal solito. È questo piccolo cambiamento nel nostro “termostato” interno che può farci cercare una coperta mentre la temperatura sale e, poco dopo, farci sudare proprio quando la febbre comincia a scendere.
9. DOMANDE FREQUENTI
37 °C significa avere la febbre?
Non necessariamente. La temperatura corporea varia tra individui, durante la giornata e in base al metodo di misurazione. Nell’adulto, 38 °C viene comunemente utilizzato come riferimento pratico per una temperatura elevata.
Perché con la febbre sentiamo freddo?
Perché il punto di regolazione della temperatura può essere stato impostato più in alto. Finché il corpo non raggiunge quel nuovo valore, il cervello può interpretare la situazione come se fossimo troppo freddi e provocare vasocostrizione e brividi per produrre e conservare calore.
Febbre e ipertermia sono la stessa cosa?
No. Nella febbre aumenta il punto di regolazione della temperatura nell’ipotalamo. Nell’ipertermia la temperatura sale senza questo cambiamento del “termostato” interno, perché il corpo produce o assorbe più calore di quanto riesca a disperderne.
La febbre è una malattia?
No. È un segno o una risposta dell’organismo che può accompagnare numerose condizioni, molto spesso infezioni. Per capire la causa bisogna considerare anche gli altri sintomi e il contesto.
Bisogna sempre abbassare subito la febbre?
Non necessariamente. La necessità di trattarla dipende dalla temperatura, dal disagio, dall’età, dalle condizioni di salute e dalla causa. In presenza di dubbi, condizioni preesistenti o sintomi importanti è opportuno chiedere indicazioni a un professionista sanitario.
Continua a scoprire curiosità, misteri, tecnologia e storie sorprendenti anche dall'app Veb.
Scarica gratis per Android






