Se doveste indicare su una mappa dove sta l’acqua dolce del pianeta, probabilmente pensereste a un fiume, a un lago, forse al Bacino del Congo o alle Ande. Difficilmente il primo pensiero andrebbe a un continente dove piove quasi nulla e in cui, di fatto, non scorre acqua liquida per la maggior parte dell’anno.

E invece è proprio lì che sta la riserva più grande di tutte. L’Antartide contiene circa il 90% dell’acqua dolce superficiale della Terra, intrappolata in una calotta spessa in media 2 km e composta da circa 26,5 milioni di km³ di ghiaccio (fonte: British Antarctic Survey). Contando anche le falde sotterranee, la quota scende attorno al 60-70% del totale mondiale.
Il 90% è vero o è una semplificazione?
Qui vale la pena fermarsi un attimo, perché è il punto in cui la maggior parte degli articoli online scivola. Il British Antarctic Survey parla esplicitamente di “world’s total surface fresh water” — acqua dolce di superficie, quindi laghi, fiumi, ghiacciai, calotte. Se invece si guarda all’acqua dolce nel suo complesso, includendo le riserve sotterranee che secondo l’USGS rappresentano una porzione enorme del totale, i numeri si riallineano: i ghiacciai nel loro insieme custodiscono circa i tre quarti dell’acqua dolce mondiale, e di quel ghiaccio circa il 91% sta in Antartide e l’8% in Groenlandia.
Fatti due calcoli, l’Antartide da sola arriva a una quota che gira attorno al 60-65% dell’acqua dolce totale del pianeta, non al 90%. Il NSIDC (il centro americano che si occupa di neve e ghiaccio) usa infatti una formulazione diversa: Antartide e Groenlandia insieme superano il 68% dell’acqua dolce terrestre e il 99% del ghiaccio d’acqua dolce.
Chi scrive di questi temi da tempo lo vede spesso: la statistica del 90% circola ovunque, spesso senza la parola “superficiale” che ne definisce davvero il perimetro. Non è un dato falso — è un dato preso da una fonte autorevole (BAS) e poi tagliato a metà nella citazione. Le fonti, su questo, non sono del tutto allineate, e la cosa onesta da dire è che la cifra giusta dipende da cosa si sta contando.
Quanto ghiaccio c’è, in numeri concreti
Al di là della percentuale esatta, la scala della calotta antartica resta difficile da immaginare con l’intuito.
- Volume totale di ghiaccio: circa 26,5 milioni di km³ (alcune stime, come quella del NSIDC, arrivano a 30 milioni di km³, a seconda del metodo di misurazione dei margini glaciali)
- Spessore medio: circa 2 km, con punte fino a 4,8 km nella calotta orientale
- Superficie coperta: quasi 14 milioni di km², circa 1,4 volte gli Stati Uniti
- Peso stimato della calotta: oltre 24 milioni di miliardi di tonnellate
Per fare un confronto rapido: la Groenlandia, la seconda riserva di ghiaccio del pianeta, ne contiene circa 2,9 milioni di km³ — un decimo abbondante di quello che c’è in Antartide. Non è un paragone banale: quando si parla di scioglimento dei ghiacci nei media, la Groenlandia riceve molta più attenzione perché si sta sciogliendo più in fretta, ma in termini di massa il vero deposito è quello a sud.
Se si sciogliesse tutto, quanto salirebbe il mare?
Questa è la domanda che arriva quasi sempre in seconda battuta, ed è anche quella su cui le stime divergono più visibilmente.
Sciogliendo l’intera calotta antartica, il livello del mare si alzerebbe di circa 58 metri secondo il NSIDC. Le due metà del continente contribuirebbero in modo molto diverso: la calotta orientale, la più stabile, aggiungerebbe da sola circa 53 metri; quella occidentale, più esposta e già oggi la parte che perde massa più rapidamente, ne aggiungerebbe circa 3-4.
Qui però bisogna essere onesti su un punto che spesso viene ignorato nei titoli allarmisti: nessuno stima che questo accada in tempi brevi. Gli studi più recenti sul “sea-level commitment” antartico parlano di orizzonti di secoli o millenni per uno scioglimento anche solo parziale, non di decenni. È lo scenario limite teorico, utile per capire la scala del rischio, non una previsione a breve termine — e anche tra i glaciologi il dibattito su tempistiche e soglie di instabilità della calotta occidentale resta aperto.
Perché non possiamo semplicemente “usare” quell’acqua
È la domanda che chiunque si fa non appena sente la cifra: se c’è così tanta acqua dolce, perché in tante zone del mondo manca?
La risposta pratica è che quell’acqua non è disponibile nella forma in cui ne abbiamo bisogno. È ghiaccio solido, spesso a migliaia di chilometri dalle coste popolate, e per trasformarlo in acqua potabile utilizzabile bisognerebbe prima romperlo, poi scioglierlo, poi trasportarlo — ogni passaggio con un costo energetico ed economico che, ad oggi, nessun progetto ha reso sostenibile su scala industriale. Negli anni Settanta e Ottanta si è discusso seriamente di trainare iceberg antartici verso l’Arabia Saudita o altre zone aride: l’idea tecnicamente funziona (gli iceberg sono acqua dolce compatta, quasi senza sale), ma i costi di traino, la parte che si perde per fusione durante il tragitto e la gestione geopolitica delle acque internazionali hanno sempre bloccato tutto sul piano dei conti, non della fisica.
Un dettaglio che in genere sorprende chi legge questi numeri per la prima volta: l’Antartide, con tutta l’acqua che contiene, è tecnicamente il deserto più grande del mondo. Le precipitazioni medie annue nell’entroterra scendono sotto i 50 mm — meno di molte zone del Sahara — perché l’aria polare, gelida, trattiene pochissima umidità. Il ghiaccio che c’è si è accumulato in milioni di anni, non perché nevichi molto, ma perché quel poco che cade non se ne va quasi mai.
Cosa raccontano le carote di ghiaccio (e perché non è solo curiosità)
C’è un altro aspetto che cambia la percezione di “acqua ferma e basta”: il ghiaccio antartico non è solo una riserva, è anche un archivio climatico. Nel gennaio 2025 il progetto europeo Beyond EPICA – Oldest Ice, che ha coinvolto anche ricercatori italiani di CNR ed ENEA nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, ha annunciato di aver estratto ghiaccio risalente a circa 1,2 milioni di anni fa dal sito di Little Dome C. Ogni strato di quel ghiaccio contiene bolle d’aria antica: analizzandole si ricostruiscono temperatura e composizione atmosferica di epoche molto precedenti a qualsiasi registrazione umana.
Non è un dettaglio da manuale: è uno dei motivi per cui la comunità scientifica insiste tanto sulla protezione di quel continente, al di là del valore come riserva d’acqua.
Domande frequenti
È vero che il 90% dell’acqua dolce del mondo è in Antartide? Dipende da cosa si conta. Il 90% citato dal British Antarctic Survey si riferisce all’acqua dolce “di superficie” (ghiacci, laghi, fiumi). Se si include anche l’acqua dolce sotterranea, la quota dell’Antartide scende a circa il 60-70% del totale mondiale.
Perché non possiamo usare l’acqua dell’Antartide per risolvere la siccità? Perché è ghiaccio solido, lontano dalle zone abitate. Romperlo, scioglierlo e trasportarlo costa più di quanto valga oggi l’acqua ottenuta: è un problema economico e logistico, non tecnico.
Se tutto il ghiaccio antartico si sciogliesse, quanto salirebbe il mare? Circa 58 metri secondo le stime del NSIDC, ma è uno scenario limite teorico su orizzonti di secoli o millenni, non una previsione a breve termine.
L’Antartide è davvero un deserto? Sì, dal punto di vista climatico: nell’entroterra piove o nevica meno di 50 mm l’anno, meno che in molte zone del Sahara. La definizione di deserto si basa sulle precipitazioni, non sulla temperatura.
Quanto è vecchio il ghiaccio più profondo dell’Antartide? Le carote estratte dal progetto Beyond EPICA nel 2025 hanno raggiunto ghiaccio di circa 1,2 milioni di anni, permettendo di ricostruire il clima terrestre molto prima delle registrazioni umane.
Un’ultima cosa
La domanda più interessante, a questo punto, non è quanta acqua dolce esista sulla Terra, ma quanta di quella accessibile — fiumi, laghi, falde poco profonde — reggerà ai prossimi decenni di consumo e cambiamento climatico. L’Antartide resterà probabilmente lì, enorme e quasi intatta, mentre le riserve che usiamo ogni giorno sono molto più piccole e molto più sotto pressione. Per numeri specifici su normative, gestione delle risorse idriche o dati aggiornati oltre quelli citati qui, meglio verificare sempre le fonti ufficiali linkate sopra.
Sources:
- British Antarctic Survey – Antarctic factsheet
- USGS – How much of Earth’s water is stored in glaciers?
- NSIDC – Ice Sheet Quick Facts
- Calotta glaciale antartica – Wikipedia
- Il Post – Ghiaccio vecchio 1,2 milioni di anni in Antartide
- CNR – Antartide, campagna raggiunge ghiaccio di 1,2 milioni di anni fa
- Geopop – L’Antartide è il deserto più grande del mondo
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