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Messaggi nascosti e codici storici: quali siamo riusciti davvero a decifrare?

Angela Gemito Set 30, 2026

Un messaggio incomprensibile può rimanere tale per poche ore oppure attraversare interi secoli senza che nessuno riesca a leggerlo. E quando arriva finalmente una soluzione, non sempre significa che il mistero sia finito.

La storia della crittografia è piena di casi molto diversi tra loro. Enigma fu violata e i suoi messaggi vennero letti durante la Seconda guerra mondiale. Il cifrario Copiale è stato effettivamente decifrato dopo circa tre secoli. Il manoscritto Voynich, invece, continua a non avere una traduzione accettata. Poi ci sono casi ancora più particolari, come Kryptos: parte del testo è nota, ma il metodo dell’ultima sezione continua a essere un problema aperto.

La differenza è importante, perché “qualcuno sostiene di aver trovato la soluzione” e “la decifrazione è stata verificata” non sono affatto la stessa cosa.

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Enigma: il codice che non era affatto invincibile

Enigma è probabilmente il caso più famoso. Le forze armate tedesche utilizzavano macchine a rotori capaci di trasformare ogni lettera digitata in un’altra lettera secondo configurazioni che cambiavano continuamente.

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La quantità di combinazioni possibili rendeva il sistema estremamente difficile da affrontare con tentativi manuali. Eppure la sua storia non comincia con Alan Turing, come spesso viene raccontato in forma semplificata.

I crittoanalisti polacchi avevano già ottenuto risultati contro Enigma negli anni Trenta e nel luglio del 1939 condivisero conoscenze, tecniche e materiale con britannici e francesi. A Bletchley Park quel lavoro venne sviluppato ulteriormente. Secondo la documentazione del museo, i britannici riuscirono a leggere messaggi Enigma tedeschi a partire dal gennaio 1940 e continuarono a farlo in quantità crescenti durante la guerra. CIA

Quindi sì: Enigma venne realmente violata.

Questo però non significa che esistesse una singola “password” capace di aprire definitivamente ogni messaggio. Le configurazioni cambiavano e il lavoro di crittoanalisi doveva proseguire. Anche le varianti utilizzate dalle diverse forze tedesche presentavano difficoltà differenti.

È proprio questo uno dei dettagli che spesso scompare nei racconti più popolari: decifrare un sistema crittografico non significa necessariamente renderlo inutile per sempre.

Il telegramma Zimmermann: quando un messaggio cifrato cambiò la diplomazia

Un altro caso documentato precede Enigma di oltre vent’anni.

Nel gennaio del 1917 il ministro degli Esteri tedesco Arthur Zimmermann inviò un telegramma cifrato destinato al rappresentante tedesco in Messico. Nel messaggio, la Germania proponeva un’alleanza con il Messico nel caso in cui gli Stati Uniti fossero entrati nella Prima guerra mondiale.

I servizi britannici intercettarono e decifrarono il telegramma. I documenti diplomatici statunitensi dell’epoca riportano esplicitamente che i britannici erano entrati in possesso del codice tedesco utilizzato e avevano potuto leggere il messaggio. Ufficio delstorico

Il testo fu successivamente reso pubblico e contribuì ad aggravare la tensione negli Stati Uniti nei confronti della Germania. L’Office of the Historian del Dipartimento di Stato statunitense ricorda che il messaggio arrivò al presidente Woodrow Wilson il 24 febbraio 1917 e divenne pubblico pochi giorni dopo. Ufficio delstorico

Qui non siamo quindi davanti a una ricostruzione moderna: il messaggio fu realmente intercettato, decifrato e utilizzato all’epoca dei fatti.

Il cifrario Copiale: 105 pagine illeggibili per tre secoli

Molto diversa è la storia del Copiale Cipher.

Si tratta di un manoscritto di 105 pagine composto da circa 75.000 caratteri, con simboli astratti mescolati a lettere dell’alfabeto latino. Per molto tempo il contenuto rimase incomprensibile.

Nel 2011 un gruppo di ricercatori guidato da Kevin Knight della University of Southern California riuscì a decifrarlo utilizzando tecniche computazionali e linguistiche.

Il testo si rivelò legato ai rituali di una società segreta tedesca del XVIII secolo, con riferimenti particolari alla simbologia dell’occhio e a pratiche iniziatiche. USC Today

In questo caso possiamo parlare senza troppe cautele di cifrario decifrato: esiste un metodo coerente che trasforma i simboli in un testo leggibile e permette di interpretare l’intero documento.

Linear B: quando il mistero non era un codice segreto

Non tutti i testi indecifrabili sono stati creati per nascondere qualcosa.

Le tavolette scritte in Lineare B, ritrovate in siti dell’Età del Bronzo egea, per molto tempo risultarono illeggibili semplicemente perché il sistema di scrittura non era più conosciuto.

La decifrazione, associata soprattutto al lavoro di Michael Ventris e John Chadwick negli anni Cinquanta, mostrò che la Lineare B rappresentava una forma molto antica di greco.

Oggi il British Museum descrive infatti la Lineare B come la prima testimonianza scritta della lingua greca e conserva tavolette micenee i cui contenuti possono essere interpretati, comprese registrazioni amministrative di animali e beni. British Museum

È un caso interessante perché chiarisce una distinzione: decifrare una scrittura perduta non equivale a rompere un cifrario. Il risultato, però, è simile dal punto di vista del lettore moderno: segni che sembravano incomprensibili tornano improvvisamente a parlare.

Il cifrario Zodiac rimasto chiuso per 51 anni

Ci sono poi messaggi molto più recenti che hanno resistito sorprendentemente a lungo.

Nel 1969 l’assassino che si firmava Zodiac inviò al San Francisco Chronicle un crittogramma composto da 340 caratteri, oggi conosciuto come Z340.

Il testo rimase irrisolto per 51 anni.

Nel 2020 David Oranchak, Sam Blake e Jarl Van Eycke elaborarono una soluzione attraverso una combinazione di analisi informatica, trasposizioni e tentativi sistematici. L’FBI confermò che il messaggio era stato effettivamente decifrato. The Washington Post

La soluzione, però, non produsse ciò che molti speravano: il messaggio non rivelava l’identità dell’autore.

È un esempio perfetto della differenza fra risolvere un codice e risolvere il mistero che lo circonda. Il crittogramma può essere letto, ma il caso Zodiac continua a contenere interrogativi irrisolti.

Il manoscritto Voynich: qui una soluzione verificata ancora non c’è

Con il manoscritto Voynich bisogna fare esattamente il contrario.

Di tanto in tanto compare la notizia che qualcuno lo avrebbe finalmente “decifrato”. Il problema è che nessuna delle numerose proposte ha prodotto una soluzione universalmente verificabile e accettata.

Il manoscritto, conservato alla Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, è scritto in un sistema grafico non identificato e contiene illustrazioni di piante, diagrammi astronomici, figure umane e altre immagini enigmatiche.

La stessa Yale specifica che il testo rimane indecifrato e che i tentativi crittografici non sono riusciti a stabilirne il significato. Yale Library

Questo non significa che ogni teoria proposta sia necessariamente priva di interesse. Significa semplicemente che, allo stato delle conoscenze disponibili, non esiste ancora una decifrazione capace di superare le verifiche necessarie.

Ed è forse il caso più utile per capire quanto sia facile trasformare un’ipotesi in una falsa “soluzione” quando un mistero è abbastanza famoso.

Kryptos: il caso in cui conoscere il testo non significa aver rotto il cifrario

Ancora più sottile è il caso di Kryptos, la scultura installata nel quartier generale della CIA nel 1990.

Sulla superficie di rame sono incise quattro sezioni cifrate. Le prime tre sono state decifrate da tempo. La quarta, chiamata K4, è formata da 97 caratteri e ha resistito per decenni. La CIA continua a descrivere le prime tre sezioni come risolte e la quarta come il problema ancora aperto. CIA

Nel 2025, però, è successo qualcosa di insolito.

Due ricercatori individuarono negli archivi dello Smithsonian una copia del testo in chiaro predisposta dallo stesso autore della scultura, Jim Sanborn. In altre parole, riuscirono a conoscere ciò che K4 dovrebbe dire senza ricavarlo matematicamente dal cifrario. La soluzione completa e il materiale legato al metodo furono successivamente venduti all’asta nel novembre 2025. AP News

Sanborn ha sottolineato proprio questa distinzione: recuperare il testo in chiaro non equivale ad aver scoperto il procedimento che consente di ottenerlo dai 97 caratteri cifrati. Scientific American

Per questo Kryptos oggi occupa una categoria quasi tutta sua: il contenuto della quarta sezione è stato recuperato privatamente, ma il meccanismo crittografico non è stato pubblicamente ricostruito.

Perché alcuni codici resistono e altri no?

La risposta non dipende soltanto dalla loro complessità.

A volte manca una quantità sufficiente di testo da analizzare. In altri casi non conosciamo la lingua originale, il metodo di cifratura o il contesto nel quale il documento è stato prodotto.

Per rompere Enigma, per esempio, non bastava osservare una serie di lettere apparentemente casuali: furono determinanti conoscenze tecniche, errori operativi, materiale catturato, lavoro matematico e un’organizzazione enorme dedicata all’intercettazione dei messaggi.

Nel caso del Voynich, invece, non sappiamo nemmeno con certezza se ci troviamo davanti a un normale linguaggio cifrato nel senso tradizionale.

Ed è qui che nasce la differenza tra un mistero difficile e uno potenzialmente impossibile da risolvere: per verificare una decifrazione non basta ottenere una frase sensata. Bisogna dimostrare che lo stesso procedimento spiega sistematicamente il testo.

È proprio questo criterio a separare le grandi soluzioni crittografiche dalle centinaia di interpretazioni che sembrano convincenti soltanto finché non vengono messe alla prova.

DOMANDE FREQUENTI

Enigma è stata davvero decifrata da Alan Turing?

Turing ebbe un ruolo importantissimo nel lavoro di Bletchley Park, ma la storia era iniziata prima. I crittoanalisti polacchi avevano ottenuto importanti risultati contro Enigma già negli anni Trenta e condivisero le loro conoscenze con britannici e francesi nel 1939. CIA

Il manoscritto Voynich è stato finalmente tradotto?

No. Esistono numerose teorie, ma la Beinecke Library di Yale continua a classificare il testo come indecifrato. Yale Library

Kryptos è stato risolto?

Le prime tre sezioni sì. Per K4, nel 2025 è stato recuperato privatamente il testo in chiaro dagli archivi dell’autore, ma questo non equivale a una decifrazione pubblica del metodo crittografico utilizzato. AP News

Il codice Zodiac ha rivelato chi fosse l’assassino?

No. Il cifrario Z340 è stato effettivamente decifrato e la soluzione è stata verificata dall’FBI, ma il messaggio non ha identificato l’autore. The Washington Post

FONTI

  • Bletchley Park – breve storia del centro di crittoanalisi
  • CIA – Who First Cracked the ENIGMA Cipher?
  • U.S. Office of the Historian – documenti sul telegramma Zimmermann
  • USC – decifrazione del Copiale Cipher
  • British Museum – Grecia micenea e Lineare B
  • Yale Beinecke Library – Voynich Manuscript
  • CIA – Kryptos
  • Washington Post – soluzione verificata del cifrario Zodiac Z340
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