Chiedete a un inglese quante tazze di tè beve al giorno e quasi sempre vi risponderà con un’alzata di spalle, come se fosse una domanda strana — un po’ come chiedere a un italiano quanti caffè prende. Eppure dietro quel gesto automatico, kettle acceso appena svegli, c’è un dato che vale la pena guardare da vicino, perché la realtà è più sfumata del cliché da cartolina.
In sintesi: circa un terzo dei britannici dichiara di bere tre o più tazze di tè al giorno, e uno su cinque arriva a cinque-dieci tazze quotidiane (sondaggio Product of the Year UK, oltre 10.000 intervistati). A livello nazionale si stimano circa 100 milioni di tazze consumate ogni giorno nel Regno Unito, contro le circa 98 milioni di caffè — un sorpasso che fino a qualche decennio fa sarebbe stato impensabile da mettere in discussione, tanto il tè sembrava un dato di fatto.

Da dove viene l’abitudine (e perché non è sempre stata così scontata)
Il tè arriva in Inghilterra relativamente tardi rispetto a quanto si pensi. La prima menzione documentata risale al 1658, quando un annuncio sul giornale Mercurius Politicus pubblicizzava una “China Drink” venduta in una coffee house londinese — sì, all’inizio il tè si vendeva dove si beveva caffè, non il contrario. La vera svolta arriva nel 1662 con il matrimonio di Caterina di Braganza, principessa portoghese, con Carlo II: la sua passione per il tè lo trasforma da curiosità esotica a moda di corte, e da lì alle classi abbienti il passo è breve.
Quello che pochi raccontano, però, è che per più di un secolo il tè resta un lusso fiscale prima ancora che una tradizione popolare. La prima tassa, introdotta nel 1689, arriva al 25%, e nei decenni successivi sale fino al 119%, alimentando un contrabbando enorme lungo le coste inglesi. È solo nel 1784 che il primo ministro William Pitt il Giovane, con il Commutation Act, taglia l’imposta al 12,5%, rendendo il tè finalmente accessibile e disinnescando quasi da un giorno all’altro il mercato nero. Da quel momento il consumo popolare decolla davvero — non prima.
Un altro passaggio che di solito si dimentica: il tè è stato razionato in Gran Bretagna dal 1940 al 1952, ben oltre la fine della guerra. Chi immagina un’Inghilterra sempre stata libera di bere tè a fiumi si scontra con un dettaglio storico piuttosto scomodo — per una generazione intera, la tazza di tè era una razione contata.
Quanto tè bevono davvero i britannici oggi
Qui la faccenda si complica, perché le indagini non sono tutte concordi, e onestamente sarebbe sospetto se lo fossero: dipende da come viene formulata la domanda e da chi risponde. YouGov, ad esempio, rileva che il 41% degli adulti britannici beve tè almeno due volte al giorno tra casa e lavoro — una soglia più bassa rispetto al “tre tazze” diventato luogo comune, ma comunque un’abitudine radicata nella maggioranza della popolazione.
Il divario generazionale è dove i numeri diventano davvero interessanti. Sempre secondo YouGov, solo l’11% della Gen Z beve tè più volte al giorno tutti i giorni, contro il 23% dei Millennial, il 31% della Gen X e il 32% dei Baby Boomer. Un dato che, guardato in una serie storica più lunga, racconta un crollo ancora più netto: nel 1974 il britannico medio consumava circa 68 grammi di tè nero a settimana, scesi a soli 25 grammi nel 2014 — meno di un terzo. Nello stesso periodo le vendite di tè verde sono cresciute del 50% e quelle di tè alla frutta e alle erbe del 31%, segno che il tè non sta scomparendo, sta semplicemente cambiando pelle.
Nella pratica, chi lavora nel settore lo vede chiaramente da anni: il “builder’s tea” — nero, forte, con tanto latte — resta lo standard tra gli over 50, mentre tra i venticinquenni prende sempre più spazio il tè verde (49% lo beve, contro meno del 25% degli over 55) o il matcha. Un dettaglio che molti sottovalutano è che parte del calo tra i giovani non è una questione di gusto ma di percezione: quasi un quarto evita il tè nero per il timore della caffeina, e circa la metà si preoccupa che macchi i denti — argomenti che vent’anni fa non si sentivano quasi mai.
Come lo bevono (e quali dettagli sorprendono chi non è del posto)
Il 97,5% del tè bevuto nel Regno Unito è in bustina, non in foglie sciolte — un dato che spesso spiazza chi immagina cerimonie con teiere di porcellana e infusioni cronometrate. Sul latte, i numeri variano leggermente a seconda del sondaggio: tra il 57% e il 61% degli intervistati aggiunge latte vaccino, un altro 10-11% usa alternative vegetali, mentre una minoranza (circa il 5%) lo beve rigorosamente nero.
Qui c’è anche una piccola guerra culturale che ogni tanto riemerge sui social: il momento in cui va versato il latte. Il 56% circa lo versa dopo l’infusione, non prima — che è anche la posizione “tecnicamente corretta” secondo chi si occupa di degustazione, perché versare il latte per primo rende difficile calibrare la forza del tè. E sì, più della metà dei britannici intinge regolarmente i biscotti nella tazza: non è un cliché da film, è una statistica reale.
Quanta caffeina c’è in una tazza di tè
Una tazza standard di tè nero infuso (circa 237 ml) contiene in genere intorno ai 40-45 mg di caffeina, un valore che può variare parecchio in base al tempo di infusione — più a lungo lascia il tè in infusione, più caffeina rilascia. È comunque, in media, circa la metà di quanto si trova in una tazza di caffè filtro. Chi ha problemi di sonno o è sensibile alla caffeina dovrebbe comunque considerare che il tè nero non è affatto “senza effetto”: tre o quattro tazze pomeridiane possono facilmente sommarsi a una dose di caffeina paragonabile a un espresso doppio. Su questo, come su molte questioni di sensibilità individuale alla caffeina, vale la pena affidarsi al proprio medico più che a una media statistica.
Perché questa abitudine continua a incuriosire
Quello che rende il tè britannico un caso di studio interessante non è tanto la quantità bevuta — altri paesi, come l’Irlanda o la Turchia, hanno consumi pro capite comparabili o superiori — quanto il fatto che sia diventato un rituale sociale prima ancora che una bevanda. Offrire una tazza di tè in un momento di difficoltà, farla durante una pausa di lavoro, prepararla per un ospite appena arrivato: sono automatismi che raccontano più della cultura britannica di quanto raccontino le tazze effettivamente bevute. Ed è forse per questo che, nonostante il calo reale tra i più giovani, il tè resta uno dei pochi simboli nazionali su cui quasi tutti, dai 18 agli 80 anni, un minimo di orgoglio se lo sentono ancora.
Domande frequenti
È vero che gli inglesi bevono tre tazze di tè al giorno? Per una parte sì: circa il 35% dei britannici dichiara di berne tre o più al giorno, e uno su cinque arriva a cinque-dieci tazze. Ma la media generale è più bassa, perché include anche chi beve tè solo occasionalmente o mai.
Quante tazze di tè si bevono ogni giorno in tutto il Regno Unito? Le stime parlano di circa 100 milioni di tazze al giorno a livello nazionale, un dato paragonabile (e in alcune rilevazioni leggermente superiore) a quello del caffè.
I giovani britannici bevono tè quanto i loro genitori? No, molto meno in termini di tè nero tradizionale: solo l’11% della Gen Z lo beve più volte al giorno contro il 32% dei Baby Boomer. I giovani però bevono più tè verde, alla frutta e matcha rispetto alle generazioni precedenti.
Il tè inglese contiene più o meno caffeina del caffè? Meno, circa la metà: una tazza di tè nero ha intorno ai 40-45 mg di caffeina contro gli 80-100 mg di una tazza di caffè filtro, anche se il tempo di infusione può far variare parecchio il valore.
Perché gli inglesi mettono il latte nel tè invece di lasciarlo nero? È un’abitudine consolidata da secoli, in parte legata all’uso storico del latte per proteggere le tazze di porcellana più delicate dallo shock termico del tè bollente, e oggi semplicemente una questione di gusto: oltre metà dei bevitori lo preferisce così.
Un pensiero in più
La statistica sulle tre tazze al giorno continuerà a girare sui social ancora per anni, probabilmente semplificata all’osso — ma il dato più interessante non è quante tazze si bevono, è quanto lentamente cambiano le abitudini legate al cibo e alle bevande quando sono intrecciate con l’identità di un paese. Il tè britannico si sta trasformando sotto i nostri occhi, solo più piano di quanto i titoli urlati lascino intendere.
Fonti:
- UK Tea & Infusions Association – Tea loved by Brits and 5 billion cups of tea drunk globally each day
- UK Tea & Infusions Association – Tea FAQs
- UK Tea & Infusions Association – History of Tea
- World Tea News – Survey: A Third of Brits Drink Three or More Cups of Tea a Day
- YouGov – Is Britain still a tea-drinking nation?
- Newsweek – Tea-Drinking on Decline Among U.K. Young Adults
- Caffeine Informer – Caffeine in Black Tea
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