Chiedete a dieci persone qual è il fast food più amato in Italia e nove diranno McDonald’s. È la risposta ovvia, e in parte è pure quella giusta — ma non tutta la storia. Perché il fenomeno più interessante degli ultimi tre anni non porta le M gialle, porta il nome di una piadina.
In Italia il fast food con più punti vendita resta McDonald’s, arrivato a circa 800 ristoranti a fine 2025 con l’obiettivo dichiarato di toccare quota mille entro il 2029. Ma per numero di aperture e crescita percentuale il vero protagonista è La Piadineria, catena tutta italiana che ha superato le 550 sedi e sfiora i 265 milioni di fatturato, sbarcando persino a New York nel 2025.

Chi comanda per numero di locali
Sul podio dei fast food “internazionali” la gerarchia è abbastanza netta e non cambia da qualche anno a questa parte. McDonald’s resta saldamente primo: dagli 800 ristoranti raggiunti a fine 2025, il piano di espansione punta a superare quota mille entro il 2029, con un’attenzione crescente al Sud Italia, dove finora la rete era più debole. Dietro, la distanza si allarga.
Burger King ha chiuso il 2024 a quota 294 ristoranti e nel 2025 puntava a tagliare il traguardo dei 300 — un tetto che racconta bene la differenza di scala rispetto al concorrente storico. Nel frattempo KFC ha messo a segno la crescita più aggressiva del settore: 150 ristoranti attivi in 17 regioni a fine 2025, con oltre 800 nuove assunzioni e un ritmo di apertura che in certi periodi ha superato le due sedi al mese. Chi segue il settore da un po’ lo sa: il pollo fritto era rimasto per anni un segmento presidiato male in Italia, e KFC ha semplicemente riempito uno spazio che nessuno stava davvero occupando.
Il caso La Piadineria: il fast food che nessuno chiama così
Qui arriva la parte che sorprende chi non segue la ristorazione da vicino. La Piadineria — nata da un singolo chiosco in Romagna — oggi conta oltre 550 punti vendita, un fatturato che nel 2025 ha superato i 260 milioni di euro con una crescita a doppia cifra, e una capacità produttiva che sfiora le 180.000 piadine al giorno. Nell’estate 2025 ha aperto il primo locale a New York.
Un dettaglio che in pochi notano: la maggior parte dei clienti non la percepisce come “fast food” nello stesso modo in cui percepisce McDonald’s o Burger King, anche se il modello di business — menu standardizzato, tempi di servizio rapidissimi, prezzo fisso, format replicabile — è esattamente quello. È un pregiudizio linguistico più che sostanziale: chiamarla “piadineria” invece che “fast food italiano” le ha risparmiato buona parte della diffidenza culturale che ancora oggi pesa sui marchi americani, pur facendo esattamente lo stesso mestiere.
E sul gusto, chi vince davvero?
Qui le cose si fanno meno lineari, perché il gusto non si misura in punti vendita. Il Gambero Rosso ha fatto testare ad Heinz Beck hamburger e patatine delle principali catene: nella categoria hamburger ha vinto Roadhouse, non uno dei big del fast food puro; sulle patatine, McDonald’s ha superato Burger King. Sono test puntuali, non sondaggi su larga scala, e chi lavora nel settore lo sa bene: un panel di assaggio con un solo giudice dice qualcosa, ma non è un verdetto definitivo — dipende dal giorno, dalla friggitrice, da chi è di turno alla griglia quel pomeriggio.
Sul fronte dei consumi, alcune analisi di settore stimano che circa il 60% della popolazione italiana mangi fast food almeno una volta al mese, con punte del 28% tra i 18 e i 34 anni che lo fanno settimanalmente (e un 8% più volte a settimana). Sono numeri da prendere con le pinze — variano parecchio a seconda di come viene definita la categoria “fast food” nel singolo studio — ma il quadro generale, quello di un’abitudine ormai trasversale e non più solo giovanile, torna con quello che si osserva nei centri commerciali e nelle stazioni di ogni città media italiana.
Nel segmento “burger & steakhouse” più strutturato, poi, va segnalato Old Wild West: la catena del gruppo Cigierre, nata a Udine, ha superato i 360 ristoranti con un fatturato oltre i 500 milioni di euro. Non è un fast food in senso stretto — il servizio è al tavolo — ma nella percezione di molti italiani finisce nello stesso paniere mentale di McDonald’s e Burger King, ed è un errore che si vede spesso quando si prova a fare classifiche “di pancia” sul tema.
Quando l’Italia scese in piazza contro il fast food
C’è un episodio che quasi sempre manca nei riassunti veloci sull’argomento, e che invece spiega parecchio del rapporto ambiguo tra Italia e fast food. Il primo McDonald’s italiano aprì, quasi in sordina, a Bolzano il 15 ottobre 1985. Ma la data che tutti ricordano è un’altra: il 20 marzo 1986, apertura del ristorante di Piazza di Spagna a Roma, quello che davvero trasformò il marchio da curiosità a fenomeno di massa — code, polemiche, stilisti del quartiere contrari, oltre mille transazioni orarie secondo i racconti di chi ci lavorava allora.
Quella stessa apertura, qualche mese dopo, generò una risposta che ha cambiato la storia della gastronomia italiana. Nel luglio 1986 Carlo Petrini e il gruppo Arcigola organizzarono una protesta proprio davanti a quel McDonald’s, distribuendo gratuitamente spaghetti ai passanti come gesto simbolico di difesa dell’identità alimentare locale. Da quel gesto nacque, tre anni dopo, il manifesto ufficiale di Slow Food, firmato a Parigi nel 1989 da delegati di oltre venti paesi. Pochi marchi possono dire di aver involontariamente contribuito alla nascita di un movimento gastronomico globale.
Non fu l’unico scontro tra fast food e identità italiana. Nel 2010 McDonald’s lanciò il panino McItaly, promosso pubblicamente dall’allora ministro delle politiche agricole Luca Zaia — un endorsement che sollevò più di un sopracciglio, visto che si trattava di un ministro impegnato a promuovere il made in Italy che si prestava a testimonial per una catena americana. Il panino sparì dai menu qualche tempo dopo, tra ironie diffuse in rete e vendite che non convinsero granché.
Domande frequenti
Qual è il fast food con più locali in Italia?
McDonald’s, con circa 800 ristoranti a fine 2025 e un piano di espansione che punta a mille entro il 2029. È la catena leader per copertura territoriale, anche se non necessariamente quella con la crescita percentuale più alta.
La Piadineria è considerata un fast food?
Funzionalmente sì — menu fisso, servizio rapido, format replicato in centinaia di sedi — anche se il pubblico italiano tende a non associarla mentalmente alla categoria, complice il nome che richiama la tradizione romagnola più che l’idea di catena industriale.
Chi ha vinto il confronto McDonald’s contro Burger King sulle patatine?
Secondo il test condotto da Heinz Beck per Gambero Rosso, McDonald’s ha superato Burger King sulle patatine fritte. Va detto che si tratta di un assaggio puntuale, non di uno studio su larga scala.
Perché è nato il movimento Slow Food?
Come reazione diretta all’apertura del primo McDonald’s di Piazza di Spagna a Roma nel 1986: nel luglio dello stesso anno Carlo Petrini organizzò una distribuzione gratuita di spaghetti in piazza, gesto che tre anni dopo portò alla fondazione ufficiale di Slow Food a Parigi.
Quanti italiani mangiano fast food regolarmente?
Alcune analisi di settore stimano che circa il 60% della popolazione lo consumi almeno una volta al mese, con punte più alte tra i 18 e i 34 anni. Le cifre esatte variano da studio a studio, quindi vanno lette come tendenza generale più che come dato ufficiale univoco.
Quello che resta, guardando insieme numeri e aneddoti, è che il fast food in Italia non ha mai vinto per superiorità del prodotto — ha vinto per velocità, prezzo fisso e prevedibilità, le stesse leve che oggi fanno correre La Piadineria più di McDonald’s. La prossima catena italiana a fare il salto potrebbe già esistere in una sola città, senza che nessuno se ne sia ancora accorto.
Nota sulle fonti: dati su numero di ristoranti e fatturati tratti da testate di settore (Food Affairs, GDO Week, Ristorazione Moderna, BresciaToday); episodio Slow Food da Quotidiano.net; vicenda McItaly da Dissapore; classifica degustativa da Gambero Rosso. Le stime sui consumi settimanali/mensili vanno verificate presso fonti ufficiali (Istat, Fipe) se destinate a un uso editoriale con pretese statistiche rigorose.
Sources:
- I 40 anni di McDonald’s Italia
- McDonald’s in Italia: 40 anni… o 41?
- McDonald’s chiude il 2025 con 800 ristoranti
- Burger King Italia chiude il 2024 a quota 294 ristoranti
- KFC Italia chiude il 2025 con 150 ristoranti
- La Piadineria vola: oltre 265 milioni di fatturato, 550 locali
- La Piadineria, fatturato a 223 mln € (+20%)
- Patatine fritte, la classifica di Heinz Beck per Gambero Rosso
- La rivoluzione di Slow Food: dalla spaghettata di Piazza di Spagna
- Da McDonald’s arriva McItaly
- Cigierre (Old Wild West) punta a superare i 550 milioni
- Italiani e fast food: perché ci piacciono così tanto
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