Vai al contenuto
veb.it

veb.it

  • Misteri e insolito
  • Curiosità
  • Mente e Salute
  • Tecnologia
  • Chi Siamo
  • Redazione
  • Contatti
  • Home
  • Il segreto del Ginkgo biloba: l’albero sopravvissuto ai dinosauri che sfida il tempo
  • Curiosità

Il segreto del Ginkgo biloba: l’albero sopravvissuto ai dinosauri che sfida il tempo

Angela Gemito Giu 11, 2026

Gli alberi popolano la Terra da molto prima della comparsa dell’essere umano e, tra tutti, il Ginkgo biloba è la specie più antica ancora esistente. Considerato un vero e proprio “fossile vivente”, questo albero dalle inconfondibili foglie a ventaglio dominava il pianeta già nel periodo Giurassico, tra i 150 e i 200 milioni di anni fa. Oggi, dopo aver superato estinzioni di massa e mutamenti climatici epocali, l’unica specie superstite cresce allo stato selvatico esclusivamente in Cina, custode di un passato millenario.

In sintesi

  • Origini antichissime: Il Ginkgo biloba esisteva già nel Giurassico, oltre 150 milioni di anni fa.
  • Fossile vivente: È l’unico sopravvissuto di una intera classe di piante (Ginkgophyta) un tempo diffusa in tutto il mondo.
  • Resistenza incredibile: Ha superato indenne l’estinzione dei dinosauri e persino le radiazioni atomiche di Hiroshima.
  • Foglie uniche: È celebre per le sue foglie a forma di ventaglio che in autunno diventano di un giallo dorato brillante.
  • Habitat attuale: Sebbene coltivato in tutto il mondo, allo stato selvatico sopravvive solo in alcune aree della Cina.

La risposta breve: cos’è e perché è unico il Ginkgo biloba

Il Ginkgo biloba è l’ultimo rappresentante rimasto di una divisione di piante che un tempo comprendeva moltissime specie. Mentre i dinosauri dominavano la Terra, le foreste di Ginkgo ricoprivano gran parte delle terre emerse, compresi gli attuali territori di Europa, Nord America e Siberia.

La sua eccezionalità risiede nel fatto che, a differenza di quasi tutte le altre piante della sua epoca, è arrivato fino ai giorni nostri praticamente immutato. Gli scienziati moderni analizzano i fossili di milioni di anni fa e vi ritrovano impronte di foglie identiche a quelle degli alberi che oggi ornano i nostri parchi cittadini.

📱
Veb è anche su Android Leggi curiosità, misteri e tecnologia direttamente dall’app. Scarica gratis →

Come ha fatto a sopravvivere per milioni di anni?

La straordinaria resilienza del Ginkgo biloba è al centro di numerosi studi scientifici. Questo albero possiede un sistema di difesa biologico straordinariamente efficiente che gli permette di resistere a fattori che ucciderebbero la maggior parte delle altre piante:

  • Inattaccabilità da parassiti e funghi: Il legno e le foglie contengono composti chimici repellenti per insetti nocivi e microrganismi patogeni.
  • Resistenza all’inquinamento e allo stress urbano: Tollera l’aria insalubre, i terreni compatti e le condizioni avverse delle grandi città moderne.
  • Longevità estrema: Alcuni esemplari in Cina superano i 3.000 anni di età, grazie a una capacità unica di continuare a crescere e difendersi senza mostrare i classici segni di “invecchiamento” genetico.

La dimostrazione più celebre della sua forza avvenne nel 1945: a Hiroshima, sei esemplari di Ginkgo biloba situati a breve distanza dall’epicentro dell’esplosione atomica sopravvissero alla bomba, germogliando nuovamente la primavera successiva.

Il dettaglio curioso: le foglie fossili e i due sessi dell’albero

I paleontologi trovano spesso fossili del periodo Giurassico e Cretaceo con impronte fogliari nitide e perfette. Guardare una di queste rocce è impressionante: la sagoma bilobata (divisa in due lobi, da cui il nome biloba) è indistinguibile da una foglia raccolta oggi in un giardino.

Un altro dettaglio biologico affascinante riguarda la riproduzione della pianta. Il Ginkgo è una specie dioica, il che significa che esistono alberi maschi e alberi femmine:

  1. Gli esemplari maschi producono coni che rilasciano il polline nell’aria.
  2. Gli esemplari femmine producono ovuli che, una volta fecondati, si trasformano in semi ricoperti da un involucro carnoso.

Nelle città si preferisce piantare quasi esclusivamente esemplari maschi. Il motivo? L’involucro dei semi prodotti dalle femmine, quando cade a terra e si decompone, rilascia acido butirrico, emanando un odore decisamente sgradevole e penetrante, simile al burro rancido.

Cosa spesso viene frainteso sul Ginkgo biloba

Trattandosi di una pianta così antica e celebre, attorno al Ginkgo biloba sono nate alcune convinzioni errate, in particolare nel campo della salute e della botanica.

L’uso per la memoria e la mente

Nella medicina tradizionale cinese i semi di Ginkgo vengono usati da secoli, mentre in Occidente gli estratti delle foglie sono molto diffusi negli integratori per migliorare la memoria e la concentrazione. Gli studi scientifici moderni offrono tuttavia risultati contrastanti: sebbene la pianta contenga flavonoidi e terpenoidi con proprietà antiossidanti, la comunità medica invita alla prudenza. Non ci sono prove definitive che il Ginkgo possa curare o prevenire l’Alzheimer o il declino cognitivo grave.

Non è una pianta comune come le altre

Spesso lo si vede nei viali delle grandi metropoli e si pensa che sia una specie fuori pericolo. In realtà, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) lo classifica come specie in pericolo nella lista rossa. Quelli che vediamo nelle città sono alberi coltivati e clonati dall’uomo; le popolazioni selvatiche originali rischiano l’estinzione e sono confinate in piccole riserve montane nella Cina sud-occidentale.

Il contesto storico: dalla Siberia ai giardini moderni

Prima che le glaciazioni ne riducessero drasticamente l’areale, il Ginkgo prosperava in climi freddi come la Siberia e in zone temperate come l’Europa. La sua scomparsa da quasi tutto il globo lasciò come unico rifugio alcune vallate remote della Cina.

Lì, i monaci buddisti iniziarono a coltivarlo nei pressi dei templi, considerandolo un albero sacro edエレガント (elegante). Fu proprio grazie alla cura dei monaci se la pianta si è conservata nei secoli, fino a quando, nel Settecento, i botanici europei la riscoprirono e la reintrodussero in Occidente come meraviglia ornamentale.

FAQ – Domande Frequenti

Perché il Ginkgo biloba è definito un “fossile vivente”?

Il termine, coniato da Charles Darwin, viene usato perché il Ginkgo è l’unico sopravvissuto di un intero gruppo di piante estinte milioni di anni fa. Non ha parenti stretti in vita e la sua struttura morfologica è rimasta identica a quella dei suoi antenati fossili del Giurassico.

Quali sono i benefici principali attribuiti al Ginkgo?

In ambito erboristico si ritiene che l’estratto di foglie di Ginkgo favorisca la microcircolazione sanguigna, specialmente a livello cerebrale ed periferico. Viene spesso assunto per contrastare la stanchezza mentale e migliorare la concentrazione, sebbene l’efficacia terapeutica non sia universalmente validata dalla scienza medica.

Ci sono controindicazioni nel consumare integratori di Ginkgo?

Sì, ed è importante muoversi con prudenza. Il Ginkgo biloba ha proprietà fluidificanti del sangue. Di conseguenza, può interagire pericolosamente con farmaci anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici, aumentando il rischio di emorragie. È sempre fondamentale consultare un medico prima dell’assunzione.

Quanto può diventare grande e quanto vive un albero di Ginkgo?

È una pianta a crescita lenta ma molto longeva. Può raggiungere un’altezza compresa tra i 20 e i 35 metri (alcuni esemplari in Cina arrivano a 40 metri). Possono vivere tranquillamente per oltre mille anni; l’esemplare più antico conosciuto si stima abbia circa 3.500 anni.

📱 Ti piace Veb? Portalo con te

Continua a scoprire curiosità, misteri, tecnologia e storie sorprendenti anche dall'app Veb.

Scarica gratis per Android
Angela Gemito
Angela Gemito
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, racconto notizie, tecnologia e curiosità per scoprire il mondo con occhi sempre nuovi, un articolo alla volta.
Tutti gli articoli →
Tags: alberi antichi ginko biloba

Post navigation

Precedente Perché i colibrì volano all’indietro? Il segreto dell’unico uccello che sfida la fisica
Successivo 6 invenzioni quotidiane che dobbiamo al genio femminile

Leggi anche

Vitamina D e sole in India: perché 15 minuti non bastano
  • Mente e Salute

Vitamina D e sole in India: perché 15 minuti non bastano

Set 26, 2026
Faccia da ferritina trend sulla pelle e segnali d’allarme
  • Mente e Salute

Faccia da ferritina trend sulla pelle e segnali d’allarme

Set 26, 2026
Perché saltare la doccia è diventata la nuova tendenza skin-care
  • Curiosità

Perché saltare la doccia è diventata la nuova tendenza skin-care

Set 26, 2026
Come stare a contatto con la natura può aiutarti ad adattarti al cambio delle stagioni
  • Curiosità

Come stare a contatto con la natura può aiutarti ad adattarti al cambio delle stagioni

Set 26, 2026
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
  • mappa del sito
Copyright © 2010 - Veb.it - All rights reserved. | DarkNews di AF themes.