Spesso ricordiamo Napoleone Bonaparte come un uomo geniale ma tormentato da mille complessi, primo tra tutti quello dell’altezza. In realtà, molte delle credenze popolari su di lui sono frutto della propaganda nemica o di storpiature storiche: Napoleone era alto circa 1,68 metri, una statura perfettamente nella media per l’epoca. Dalla fobia per i gatti alle invenzioni tecnologiche nate sul campo di battaglia, la vita privata dell’Imperatore nasconde aneddoti che superano di gran lunga la finzione.

In sintesi
- L’altezza reale: Non era affatto basso; misurava circa 1,68 m, una statura media per i primi dell’Ottocento.
- La fobia segreta: Soffriva di una presunta e grave forma di ailurofobia, ovvero il terrore incontrollabile per i gatti.
- Invenzioni insospettabili: Ha indirettamente dato il via all’invenzione del cibo in scatola e della grafia per non vedenti (il codice Braille).
- Il furto post-mortem: Durante l’autopsia a Sant’Elena gli vennero asportati diversi organi, tra cui il pene, venduto anni dopo all’asta.
- Le bizzarrie mentali: Dormiva pochissimo, scriveva in modo illeggibile e subiva sbalzi d’umore legati a costanti dolori gastrici.
La risposta breve: chi era davvero l’uomo dietro il mito?
Dietro l’icona del condottiero inflessibile con la mano infilata nel gilet si nascondeva un uomo ossessivo, profondamente superstizioso e pieno di nevrosi. Sebbene la storia ufficiale lo ricordi per le sue monumentali campagne militari e per il Codice Napoleonico, i dettagli più intimi della sua routine e della sua salute rivelano una personalità complessa, costantemente in bilico tra il genio assoluto e fragilità quasi infantili.
Perché succede: l’origine delle false leggende su Napoleone
Ma come nate le più grandi fake news storiche sul suo conto? La risposta si divide tra propaganda bellica e banali errori di traduzione.
Il mito della bassa statura, ad esempio, fu alimentato dal fumettista inglese James Gillray, che nei suoi popolarissimi disegni satirici lo ritraeva come “Little Boney” (il piccolo Boney), un soldatino minuscolo e frustrato. A questo si aggiunse la confusione tra le unità di misura: alla sua morte, il medico francese registrò un’altezza di 5 piedi e 2 pollici. Tuttavia, il pollice francese (pouce) era più lungo di quello britannico. Convertita correttamente nel sistema metrico decimale, la sua altezza reale corrispondeva a quasi 1,69 m, esattamente come il suo grande rivale, il Duca di Wellington.
Inoltre, Napoleone amava circondarsi della “Vecchia Guardia”, un corpo d’élite di soldati scelti che dovevano essere alti almeno 1,78 m. Camminando costantemente di fianco a questi giganti, l’Imperatore appariva inevitabilmente molto più basso di quanto non fosse in realtà.
Il dettaglio curioso: dal cibo in scatola al codice Braille
Pochi sanno che alcune tecnologie e strumenti che usiamo ancora oggi nel quotidiano sono nati proprio per soddisfare le esigenze militari di Napoleone.
- Il cibo in scatola: Per vincere le guerre, gli eserciti hanno bisogno di cibo fresco che non marcisca durante le lunghe marce. Napoleone offrì un premio di 12.000 franchi a chiunque trovasse un metodo efficace per conservare le razioni. Il premio fu vinto da Nicolas Appert, che inventò il metodo di conservazione in barattoli di vetro ermetici bolliti, l’antenato diretto delle nostre conserve.
- La scrittura notturna (Antenata del Braille): Napoleone richiese un sistema di comunicazione che i soldati potessero leggere al buio, nelle trincee, senza dover accendere lanterne che avrebbero rivelato la loro posizione al nemico. L’ufficiale Charles Barbier sviluppò così la “scrittura notturna”, un sistema di punti in rilievo. Anni dopo, un giovane Louis Braille studiò quel codice militare e lo perfezionò, creando il celebre sistema di lettura per non vedenti.
Cosa spesso viene frainteso: la mano nel gilet e il “complesso”
Il gesto classico di Napoleone – la mano destra infilata nell’apertura del gilet – è diventato il simbolo stesso del suo personaggio. Molti credono che lo facesse per alleviare i continui dolori allo stomaco (morì probabilmente di tumore gastrico, la stessa malattia del padre) o perché nascondesse una deformità.
In realtà, si trattava di una semplice posa estetica, un canone di buona educazione e decoro molto diffuso nella ritrattistica del Settecento e dell’Ottocento. Per i gentiluomini dell’epoca, lasciare le braccia a penzoloni era considerato volgare; infilare la mano nella giacca era sinonimo di postura nobile, calma e riflessiva.
“La storia è una suite di bugie su cui ci si è messi d’accordo.” — Attribuito a Napoleone Bonaparte
Esempi della sua eccentrica quotidianità
La mente di Napoleone funzionava a ritmi forsennati, il che si rifletteva in abitudini di vita decisamente fuori dal comune:
- Il sonno polifasico: Sosteneva di aver bisogno di sole 3 o 4 ore di sonno a notte. Spesso si svegliava alle due del mattino per lavorare ai suoi decreti, salvo poi concedersi brevissimi sonnellini strategici di pochi minuti sul campo di battaglia, persino mentre infuriavano i colpi di cannone.
- La furia della scrittura: La sua mente era troppo veloce per le sue mani. Scriveva così rapidamente che la sua grafia era considerata un vero e proprio geroglifico, persino dai suoi segretari personali. Si dice che le sue lettere d’amore a Giuseppina sembrassero scarabocchi di rabbia.
- Il terrore dei gatti: Molte fonti storiche concordano sul fatto che l’Imperatore soffrisse di ailurofobia. Davanti a un piccolo felino pare perdesse tutta la sua proverbiale freddezza, mostrando segni visibili di panico e chiedendo l’immediato allontanamento dell’animale dalle stanze reali.
FAQ
Quali erano le vere cause della morte di Napoleone?
L’autopsia ufficiale eseguita a Sant’Elena nel 1821 stabilì che Napoleone morì di cancro allo stomaco. Tuttavia, negli anni sono sorte teorie complottiste legate all’avvelenamento da arsenico, poiché tracce elevate di questa sostanza furono trovate nei suoi capelli. Gli storici oggi ritengono che l’arsenico provenisse dai coloranti della carta da parati della sua residenza o dai prodotti usati all’epoca per conservare i capelli.
È vero che gli è stato rubato il pene dopo la morte?
Sì, è un fatto storico documentato. Durante l’autopsia, il medico urologo Ange Autommarchi asportò diversi organi. Il medico tagliò anche il membro dell’Imperatore, che passò di mano in mano tra collezionisti, preti e mercanti d’arte nei secoli successivi. Nel 1977 fu acquistato da un noto urologo americano, John Lattimer, la cui famiglia lo conserva tuttora.
Come funzionava il suo rapporto con la superstizione?
Napoleone era profondamente superstizioso. Credeva ciecamente nella sua “buona stella” e nei sogni premonitori. Evitava il venerdì e il numero 13, e portava sempre con sé un amuleto portafortuna. Quando la moglie Giuseppina ruppe per errore lo specchio sopra un ritratto del marito, Napoleone cadde in una profonda angoscia, convinto che le sarebbe successo qualcosa di grave.
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