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Perché il venerdì 17 spaventa solo noi (e cosa succede nel resto del mondo)

VEB Ago 4, 2026

Se in questo momento sei in aereo in Italia, fai un piccolo controllo al numero delle file. Con ogni probabilità passera dalla 16 alla 18. Stessa cosa se ti capita di prenotare una stanza in un hotel storico a Roma o Milano: la camera 17 spesso non esiste, sostituita con grande disinvoltura da un rassicurante 17B.

Per noi italiani è un riflesso condizionato. Quando il calendario incrocia il 17 con il venerdì, l’istinto suggerisce di rinviare viaggi importanti, evitare traslochi e, magari, toccare ferro con un pizzico di disinvoltura.

Ma varcati i confini nazionali, la magia (o la sfortuna) svanisce all’istante.

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La colpa è dei romani (e di un anagramma sfortunato)

Per capire da dove nasca questa fobia tutta nostra — che gli esperti chiamano eptacaidecafobia — bisogna fare un salto indietro nel tempo di un paio di millenni.

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I Romani non avevano nulla contro il numero 17 in sé, ma lo scrivevano in cifre romane: XVII. Se si prendono quelle stesse lettere e si riorganizzano, si ottiene la parola latina VIXI. Il significato? “Ho vissuto”, ovvero “sono morto”. Una formula incisa frequentemente sulle lapidi funerarie dell’epoca. Con il passare dei secoli, quell’associazione visiva è rimasta appiccicata al 17 come un presagio di sventura.

Il venerdì, dal canto suo, paga lo scotto della tradizione cristiana legato alla data della morte di Gesù. Metti insieme il giorno della Passione e l’anagramma della morte, ed ecco servita la combinazione perfetta per la superstizione italiana.

Ma se ti sposti anche solo di poche centinaia di chilometri, il panico cambia forma.

Nel resto del mondo il venerdì 17 è un giorno qualunque

Prendi una mappa e prova a spiegare a un londinese o a un cittadino di New York perché oggi non dovrebbe firmare un contratto. Per il mondo anglosassone, la vera giornata nera è il venerdì 13. Una paura talmente radicata che l’economia americana registra ogni “Friday the 13th” perdite stimate in centinaia di milioni di dollari per via di voli cancellati, acquisti rinviati e affari messi in pausa.

Se invece ti trovi in Spagna, in Grecia o in quasi tutta l’America Latina, la musica cambia ancora. Qui la sfortuna non ama il venerdì: il giorno da temere è il martedì 13 (Martes 13).

Il motivo? Il martedì è il giorno dedicato a Marte, dio della guerra e della distruzione nel mondo classico. Sovrapporre l’aggressività della pianeta rosso al numero 13 crea, per la cultura ispanica, la vera ricetta per il disastro.

Italia:           Venerdì 17
Paesi Anglosassoni: Venerdì 13
Spagna e Grecia:   Martedì 13

Il ribaltamento: quando il 17 porta fortuna

C’è però un dettaglio che spiazza sempre chi studia la storia delle superstizioni. Uscendo dall’Europa e spostandosi verso est, la percezione dei numeri cambia in modo radicale, al punto da ribaltare completamente il significato del nostro temutissimo 17.

In Italia il 17 è presagio di guai, ma nella tradizione cabalistica ebraica è considerato un numero estremamente positivo. Il motivo è matematico e simbolico: la somma delle lettere ebraiche che compongono la parola Tov (che significa “buono”) dà come risultato proprio 17.

Nessuna sfortuna, quindi. Anzi, un augurio di prosperità.

In Asia, le cose si fanno ancora più curiose. In Cina e in Giappone il 17 passa del tutto inosservato. Lì il numero davvero terrorizzante è il 4 (pronunciato shi), la cui suono è praticamente identico alla parola “morte”. Negli edifici di Tokyo o Shanghai mancano interi piani dedicati al numero 4, proprio come da noi accade per la fila 17 degli aerei Alitalia prima e ITA Airways poi.

La prova del nove: cosa dicono davvero le statistiche

La domanda vera, a questo punto, è una sola: succede davvero qualcosa di strano quando il calendario segna venerdì 17?

Un po’ di anni fa, in Olanda, il Dutch Centre for Insurance Statistics ha provato a rispondere analizzando i dati degli incidenti stradali e degli incendi registrati nei giorni ritenuti “sfortunati”. Il risultato dell’indagine ha sorpreso molti: nei venerdì 13 (o 17), il numero di sinistri e infortuni era leggermente inferiore rispetto a un venerdì normale.

La spiegazione non ha nulla di magico. Quando le persone sono persuase che un giorno porti sfortuna, guidano con maggiore attenzione, evitano manovre azzardate e tendono a fare meno imprudenze.

Alla fine, la superstizione funziona come una bizzarra forma di prevenzione involontaria. Se decidi di rimanere a casa a leggere sul divano invece di fare un viaggio avventuroso, le probabilità di ficcarti nei guai diminuiscono da sole.

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Tags: superstizione venerdi 17

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