La storia della gomma da masticare ha radici antichissime: la prima versione mai scoperta risale a circa 5700 anni fa ed era composta da catrame di betulla. Questo reperto, ritrovato in Danimarca, non è solo una curiosità archeologica, ma un vero e proprio archivio biologico che ha permesso di ricostruire il DNA della persona che la masticava, una giovane donna vissuta nel Neolitico.

In sintesi
- Origine: Il primo chewing gum era pece di betulla riscaldata, usata inizialmente come collante.
- Funzione: Veniva masticata per scopi antisettici, per alleviare il mal di denti o semplicemente per piacere.
- Il caso “Lola”: Grazie a un pezzo di gomma antica, gli scienziati hanno sequenziato l’intero genoma umano di una donna del Neolitico.
- Evoluzione: Dalle resine naturali dei Maya al “chicle”, fino alle moderne gomme sintetiche nate nel XIX secolo.
La risposta breve: un fossile di gomma da masticare
Il chewing gum non è un’invenzione moderna legata al boom economico americano. L’archeologia ci dice che l’essere umano ha sempre avuto l’istinto di masticare sostanze elastiche. Il reperto più celebre, rinvenuto nel sito di Syltholm (Danimarca), consiste in un grumo di catrame di betulla che presenta ancora i segni dei denti umani.
Il catrame di betulla si ottiene riscaldando la corteccia dell’albero: una volta raffreddato, diventa una sostanza solida ma gommosa se riscaldata dal calore della bocca. Per i nostri antenati, questo materiale era prezioso non solo come “passatempo”, ma come potente adesivo per fissare punte di freccia o strumenti in pietra.
Perché i nostri antenati masticavano il catrame di betulla?
La scienza si è interrogata a lungo sul motivo per cui gli antichi masticassero questa sostanza dal sapore amaro e resinoso. Esistono tre teorie principali, tutte supportate da evidenze archeologiche:
- Utilizzo tecnologico: Il catrame doveva essere lavorato e mantenuto malleabile per essere utilizzato come colla. Masticarlo era il modo più semplice per modellarlo prima di applicarlo agli utensili.
- Igiene e salute: Il catrame di betulla contiene fenoli, che hanno proprietà antisettiche e antibatteriche. Masticarlo poteva aiutare a combattere infezioni gengivali o lenire il mal di denti.
- Gestione della fame: Come accade oggi, la masticazione poteva servire a ingannare lo stimolo della fame o a tenere la bocca umida durante lunghi spostamenti.
Il dettaglio curioso: Lola e il “DNA masticato”
Il pezzo di gomma trovato in Danimarca è stato soprannominato dai ricercatori “una miniera d’oro genetica”. Poiché il catrame di betulla è un eccellente conservante e protegge il DNA dall’ossidazione, gli scienziati sono riusciti a estrarre informazioni incredibili.
L’individuo che ha masticato quel pezzo di pece è stato chiamato Lola. Grazie a quella gomma di 5000 anni fa, oggi sappiamo che:
- Lola era una donna con pelle scura, capelli castano scuro e occhi azzurri.
- Aveva appena consumato un pasto a base di anatra e nocciole (tracce trovate nel DNA).
- Soffriva di gengivite e della sindrome di Epstein-Barr.
- Era intollerante al lattosio, confermando che l’adattamento genetico al consumo di latte vaccino in Europa è avvenuto molto più tardi.
Cosa spesso viene frainteso sulla storia del chewing gum
Molti credono che la gomma da masticare sia nata direttamente con i marchi industriali del 1900. In realtà, quasi ogni civiltà ha avuto la sua versione:
- Antichi Greci: Masticavano la resina di lentisco (mastice), nota per le proprietà rinfrescanti e la capacità di pulire i denti.
- Maya e Aztechi: Utilizzavano il chicle, una resina naturale estratta dall’albero della sapodilla. Gli Aztechi, in particolare, avevano regole sociali rigide: la gomma poteva essere masticata in pubblico solo dalle donne e dai bambini, mentre per gli uomini adulti era considerato un segno di scarsa virilità se fatto platealmente.
- Nativi Americani: Masticavano la resina degli abeti, un’abitudine che fu poi copiata dai coloni europei, portando alla prima commercializzazione della gomma negli Stati Uniti nel 1848 da parte di John B. Curtis.
Dalla natura alla plastica: l’evoluzione moderna
Il passaggio dalla resina naturale alla gomma moderna è avvenuto nella seconda metà dell’Ottocento. Il punto di svolta fu l’incontro tra l’esule messicano Antonio López de Santa Anna e l’inventore americano Thomas Adams. Santa Anna sperava di vendere il chicle come sostituto della gomma per pneumatici; Adams fallì nel trasformarlo in gomma industriale, ma capì che poteva essere addolcito e venduto come prodotto da masticare.
Oggi, la maggior parte delle gomme da masticare commerciali non usa più chicle o resine naturali, ma gomme sintetiche (polimeri derivati dal petrolio), polietilene o acetato di polivinile, miscelati con aromi e dolcificanti. Questo le rende resistenti e durature, ma anche un problema ecologico, poiché non sono biodegradabili.
FAQ
Qual è la gomma da masticare più antica del mondo? Il reperto più antico è un pezzo di catrame di betulla di circa 5700-6000 anni fa, trovato nel sito archeologico di Syltholm, in Danimarca.
La gomma da masticare fa male alla salute? Se senza zucchero, può aiutare a prevenire le carie stimolando la produzione di saliva. Tuttavia, un uso eccessivo può causare disturbi all’articolazione temporo-mandibolare o problemi gastrointestinali a causa dei dolcificanti come lo xilitolo.
Cosa succede se si ingoia una gomma? È un mito comune che resti nello stomaco per 7 anni. In realtà, il corpo non riesce a digerire la base gommosa, ma la espelle naturalmente attraverso il sistema digerente in pochi giorni.
Perché la gomma di betulla è diventata nera? Il catrame di betulla assume naturalmente una colorazione nerastra o marrone scuro dopo il processo di distillazione a secco della corteccia.
Scarica la nostra app e ricevi notizie, curiosità, misteri, scoperte e tecnologia direttamente sul tuo smartphone.
Scarica per AndroidCuriosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!






