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Scoperta la porta dell’inferno di un’antica civiltà

VEB Lug 7, 2023

Nella pittoresca località messicana di Mitla, situata vicino a Oaxaca, un affascinante ritrovamento ha attirato l’attenzione degli archeologi.

Scoperta la porta inferno di un antica civilta
Foto@Pixabay

Durante gli scavi condotti nel sito dell’ex chiesa di un’antica civiltà, i ricercatori hanno fatto una scoperta straordinaria che si è trasformata in un enigma affascinante e carico di mistero: l’ingresso all’inferno. Un gruppo di esperti provenienti dall’Istituto Nazionale Messicano di Storia e Antropologia e dall’Università Nazionale Autonoma del Messico si sono uniti al progetto ARX con l’obiettivo di indagare sulle antiche rovine e cercare di svelare il mistero che circonda l’antica civiltà zapoteca.

Durante le attività di scavo, gli archeologi hanno scoperto un intricato labirinto sotterraneo, composto da corridoi tortuosi e oscure caverne. La scoperta più sorprendente è stata proprio quella dell'”ingresso all’inferno”, che secondo la cultura zapoteca rappresentava il varco verso il regno dei morti. Quest’oscuro passaggio era situato in prossimità di tombe e luoghi di culto, conferendo a quel luogo un’atmosfera misteriosa e inquietante. Per gli antichi zapotechi, questo enigmatico ingresso rappresentava un sito di culto e di rituali speciali. La storia di tale luogo affonda le sue radici in tempi antichissimi. Gli zapotechi, noti anche come i “mercanti di nuvole”, utilizzavano il labirinto come un luogo di venerazione religiosa. Tuttavia, nel 1521, l’arrivo dei conquistadores spagnoli portò alla distruzione di questa civiltà, con la conseguente imposizione del cattolicesimo come religione dominante. Gli spagnoli eressero una chiesa cattolica proprio sopra l’antica struttura e sigillarono gli accessi al labirinto sotterraneo.

Oggi, gli archeologi moderni riuniti a Mitla si sono posti l’obiettivo di svelare il mistero che avvolge questo luogo intriso di fascino. Attraverso l’utilizzo di tecnologie di scansione geofisica, hanno creato una mappa dettagliata del labirinto, cercando di individuare l’ubicazione precisa dell'”ingresso all’inferno”. I team dell’Istituto Nazionale Messicano di Storia e Antropologia e dell’Università Nazionale Autonoma del Messico stanno collaborando con il progetto ARX al fine di decifrare gli enigmi che questa struttura unica cela al suo interno. È noto che all’interno del labirinto si trovano diverse stanze interconnesse, contenenti le tombe dei sommi sacerdoti e dei sovrani di Theozapotlán. Queste camere potrebbero rivelarsi la chiave per svelare molti dei misteri che avvolgono l’antica civiltà. Tuttavia, gli accessi al labirinto sotterraneo sono stati sigillati centinaia di anni fa, e i ricercatori si trovano di fronte a una sfida titanica per poter penetrare in quelle profondità e svelarne i segreti.

I resoconti lasciati dal domenicano Francisco de Burgoa, che descrisse le sue esplorazioni delle rovine di Mitla e delle camere sotterranee, sono diventati una preziosa fonte di informazioni per gli archeologi contemporanei. Tali documenti menzionano l’esistenza di un enorme tempio sotterraneo che si estenderebbe per una profondità di trenta leghe sotto la superficie. Gli abitanti locali e gli stessi archeologi sperano che gli scavi condotti a Mitla possano gettare nuova luce sui misteri di questo antico labirinto e contribuire a comprendere meglio la storia degli zapotechi.

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La scoperta dell'”ingresso all’inferno” solleva numerosi interrogativi e stimola la riflessione tra gli scienziati sulle credenze religiose e mitologiche di questa antica civiltà. Al momento, i team di archeologi proseguono le loro ricerche, con la speranza di trovare le risposte alle domande che sono conservate nelle profondità di quei misteriosi e antichi corridoi.

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Tags: messico porta inferno

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