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Oggetto in avvicinamento, per uno scienziato non è naturale

Angela Gemito Ago 12, 2025

Un misterioso visitatore proveniente da un altro sistema solare sta attraversando il nostro vicinato cosmico. Chiamato 3I/ATLAS, questo oggetto interstellare sta facendo discutere gli scienziati: è una semplice cometa o qualcosa di più? Un fisico di Harvard lancia un’ipotesi audace che potrebbe cambiare il nostro modo di guardare il cielo.

Un oggetto scuro e allungato viaggia nello spazio profondo

Un visitatore cosmico ad alta velocità

Scoperto il 1° luglio da un telescopio in Cile, 3I/ATLAS è solo il terzo oggetto interstellare mai confermato ad entrare nel nostro Sistema Solare. La sua caratteristica più impressionante è la velocità: viaggia a oltre 66 chilometri al secondo, una velocità così elevata che la gravità del Sole non può catturarlo. Sta semplicemente “passando di qui”.

La NASA, basandosi sui dati raccolti, ha proposto la spiegazione più convenzionale: si tratterebbe di una cometa interstellare. Secondo le loro proiezioni, l’oggetto raggiungerà il punto più vicino alla Terra tra la fine di ottobre e dicembre, per poi proseguire il suo viaggio e scomparire per sempre nello spazio profondo. Per l’agenzia spaziale americana, non c’è motivo di allarme.

La teoria “aliena” di Avi Loeb

Non tutti, però, sono convinti della natura “naturale” di 3I/ATLAS. Avi Loeb, fisico di fama mondiale dell’Università di Harvard, ha sollevato dubbi significativi. Loeb è noto per le sue teorie provocatorie, come quella su ‘Oumuamua, il primo oggetto interstellare scoperto, che secondo lui poteva essere una sonda aliena.

Anche per 3I/ATLAS, Loeb mette in discussione le prove. Sostiene che la presunta “coda” cometaria potrebbe essere solo un’illusione ottica causata dall’estrema velocità e dalle piccole dimensioni dell’oggetto, al limite della risoluzione dei nostri telescopi. Inoltre, nota la strana assenza di emissioni di gas, un fenomeno tipico delle comete quando si avvicinano al calore del Sole. Basandosi sulla sua “Scala Loeb”, che valuta la probabilità che un oggetto sia di origine artificiale, ha assegnato a 3I/ATLAS un punteggio di 6 su 10.

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Loeb ha lanciato un appello alla comunità internazionale: “Non possiamo aspettare di saperne di più; abbiamo bisogno di piani concreti ora“. Sostiene la necessità di creare un’organizzazione globale per gestire le potenziali implicazioni del contatto con tecnologie non terrestri. Come ha dichiarato in un’intervista: “Siamo preoccupati per le minacce esistenziali… ma non abbiamo mai discusso della tecnologia aliena“.

Conclusione

Mentre la comunità scientifica attende con interesse accademico il passaggio di 3I/ATLAS, la posizione di Avi Loeb ci spinge a una riflessione più profonda. Siamo davvero soli? E se non lo fossimo, siamo pronti a gestire un “primo contatto”? La risposta, forse, sta arrivando dalle stelle.

Per approfondire l’argomento e seguire gli sviluppi, ti invitiamo a consultare le fonti ufficiali e le pubblicazioni scientifiche.

Link di approfondimento:

  • NASA – Solar System Exploration
  • The Galileo Project – Avi Loeb’s Research
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Tags: meteorite

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