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Il riscaldamento globale ha davvero rinviato la prossima era glaciale? Cosa dice la paleoclimatologia

Angela Gemito Ott 25, 2026

La Terra avrebbe dovuto dirigersi lentamente verso una nuova era glaciale. Secondo i modelli paleoclimatici più solidi, le emissioni di gas serra accumulate dall’inizio dell’era industriale hanno posticipato l’avvio della prossima glaciazione di almeno 50.000 anni. Questo fenomeno, confermato da studi pubblicati su riviste scientifiche come Nature, non rappresenta però un successo per l’equilibrio del pianeta: i tempi e la violenza del riscaldamento attuale pongono minacce immediate che una glaciazione lontana millenni non avrebbe mai comportato.

La storia climatica degli ultimi 2,6 milioni di anni — il Quaternario — è scandita da un’altalena regolare tra lunghe fasi fredde e brevi periodi caldi detti interglaciali. L’Olocene, l’epoca in cui si è sviluppata l’intera civiltà umana negli ultimi 11.700 anni, è proprio una di queste finestre temperate.

L’orologio astronomico dei cicli di Milanković

A guidare l’alternanza tra ghiaccio e disgelo non sono capricci casuali dell’atmosfera, ma precise variazioni dell’orbita terrestre attorno al Sole. Questi meccanismi, noti come cicli di Milanković, modificano nel corso dei millenni tre parametri orbitali:

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  • L’eccentricità dell’orbita terrestre (ogni circa 100.000 e 400.000 anni).
  • L’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre, o obliquità (ogni circa 41.000 anni).
  • La precessione degli equinozi, una sorta di oscillazione dell’asse (ogni circa 23.000 anni).

Quando questi fattori si allineano in modo tale da ridurre l’insolazione durante le estati dell’emisfero settentrionale, la neve caduta durante l’inverno sulle terre emerse a latitudini elevate non riesce a fondere del tutto. Strato dopo strato, il ghiaccio si accumula e innesca un circolo vizioso: le superfici bianche riflettono più radiazione solare nello spazio (effetto albedo), raffreddando ulteriormente il globo e dando inizio a un’era glaciale.

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Quando sarebbe dovuta arrivare la prossima glaciazione?

Un’indagine fondamentale condotta dal Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK), guidata dal ricercatore Andrey Ganopolski e pubblicata su Nature, ha ricostruito il legame critico tra l’irraggiamento solare estivo e la concentrazione atmosferica di anidride carbonica ($CO_2$).

Lo studio ha dimostrato che, persino prima della Rivoluzione Industriale, il pianeta si trovava in una configurazione orbitale insolitamente stabile. Anche senza l’interferenza delle attività umane, la concentrazione naturale di $CO_2$ (attorno a 280 parti per milione) avrebbe probabilmente tenuto lontana la glaciazione per altri 50.000 anni.

Tuttavia, con il consumo massiccio di combustibili fossili e il superamento stabile delle 420 parti per milione (ppm), lo scenario è mutato radicalmente. L’eccesso di carbonio immesso nell’atmosfera ha spinto il prossimo inizio glaciale ad almeno 100.000 anni da oggi, saltando di fatto un intero ciclo orbitale che avrebbe potuto riportare le calotte polari a coprire parte del Nord America e dell’Eurasia.

Perché “evitare il ghiaccio” non risolve i nostri problemi

Di fronte a questi dati, una reazione comune sui social media e nei forum di discussione è pensare che l’effetto serra abbia fatto un favore all’umanità, scongiurando inverni perenni e distese desolate di ghiaccio. Si tratta di un errore di scala e di prospettiva biologica.

Le glaciazioni impiegano millenni per instaurarsi. La discesa verso il picco dell’ultima era glaciale ha richiesto decine di migliaia di anni, concedendo a piante, animali e popolazioni umane il tempo per migrare e adattarsi gradualmente a latitudini diverse.

Al contrario, il riscaldamento globale contemporaneo si sta verificando nell’arco di appena due secoli. L’aumento termico odierno distrugge gli ecosistemi a una velocità che la selezione naturale non può reggere, innalza il livello dei mari minacciando infrastrutture costiere dove vivono centinaia di milioni di persone e intensifica eventi meteorologici estremi, siccità prolungate e crisi idriche.

La permanenza della CO2 nel sistema Terra

Un altro dettaglio spesso trascurato riguarda il ciclo del carbonio a lunghissimo termine. L’anidride carbonica non sparisce dall’atmosfera in pochi decenni. Sebbene una quota consistente venga assorbita dagli oceani e dalla biosfera nell’arco di un secolo, una frazione compresa tra il 15% e il 30% della $CO_2$ emessa rimane intrappolata nell’atmosfera per millenni, finché non intervengono i lentissimi processi di alterazione chimica delle rocce silicatiche.

È proprio questa persistenza geologica che ha “blindato” il sistema climatico, impedendo alle calotte glaciali di espandersi. Abbiamo modificato un ciclo planetario che durava da milioni di anni, scambiando un raffreddamento impercettibile e lontanissimo nel tempo con uno shock termico immediato che stiamo già pagando oggi.

DOMANDE FREQUENTI

L’attività umana prima dell’industria aveva già alterato il clima?

Esiste l’ipotesi dell’Antropocene precoce (proposta dal paleoclimatologo William Ruddiman), secondo cui la deforestazione e la risaia intensiva iniziate migliaia di anni fa avrebbero rilasciato abbastanza $CO_2$ e metano da impedire un inizio precoce di raffreddamento. Rimane tuttavia un’ipotesi discussa: la maggior parte dei modelli mostra che la configurazione orbitale dell’Olocene era già sufficientemente debole da rendere improbabile una glaciazione immediata.

Una nuova glaciazione potrebbe verificarsi se la Corrente del Golfo si bloccasse?

Un collasso del capovolgimento meridionale della circolazione atlantica (AMOC) causerebbe un sensibile raffreddamento regionale nel Nord Europa e nel Nord Atlantico, ma non una glaciazione globale. A livello planetario, l’effetto serra globale continuerebbe a prevalere e a trattenere calore nel sistema.

FONTI UTILIZZATE

  • Nature (Potsdam Institute for Climate Impact Research – PIK): Studio sui punti di innesco delle glaciazioni quaternarie e il ruolo della $CO_2$ antropica (Ganopolski, Winkelmann & Schellnhuber, 2016) — https://www.nature.com/articles/nature16494
  • NASA Science (Earth Observatory): Descrizione e documentazione dei cicli orbitali di Milanković e il loro impatto paleoclimatico — https://earthobservatory.nasa.gov/features/Milankovitch
  • IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change): Sesto Rapporto di Valutazione (AR6, Working Group I: The Physical Science Basis), capitoli sulla paleoclimatologia e sui tempi di residenza del carbonio in atmosfera — https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/
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Angela Gemito
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Tags: era glaciale

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