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Qual è l’evento più tragico nella storia dell’umanità? La risposta della scienza (e della memoria)

Angela Gemito Giu 19, 2026

Se chiedessimo a cento persone quale sia stato l’evento più tragico della storia, la maggior parte risponderebbe citando la Seconda Guerra Mondiale o la Peste Nera. Tuttavia, se misuriamo la tragedia non solo in termini di perdite assolute, ma per il devastante impatto relativo sulla popolazione globale dell’epoca, l’evento più catastrofico in assoluto è la scomparsa dei nativi americani a causa delle epidemie portate dagli europei dal 1492 in poi. Questo fenomeno, noto come il “Grande Morìo” (Great Dying), portò alla morte di circa 56 milioni di persone, pari al 90% della popolazione indigena e a circa il 10% dell’intera popolazione mondiale dell’epoca, alterando persino il clima della Terra.

In sintesi

  • Il primato della tragedia: L’impatto delle malattie europee sulle Americhe ha decimato il 90% della popolazione nativa.
  • La Peste Nera e le guerre: Pur avendo numeri assoluti enormi, nessun altro evento ha cancellato una percentuale così alta di una specifica popolazione.
  • Un impatto globale: Il crollo demografico del “Grande Morìo” ha causato l’abbandono di milioni di ettari coltivati, raffreddando il clima terrestre (la Piccola Era Glaciale).
  • La percezione distorta: Spesso dimentichiamo questo evento perché si è consumato nell’arco di un secolo e non in un singolo, drammatico momento visibile.

La risposta breve: i numeri del “Grande Morìo”

Definire la “tragedia più grande” richiede un criterio oggettivo. Dal punto di vista storico e demografico, l’impatto biologico del contatto tra Vecchio e Nuovo Mondo supera qualsiasi altro disastro. Tra il fine ‘400 e il ‘600, malattie come vaiolo, morbillo e influenza — verso cui i nativi americani non avevano alcuna difesa immunitaria — hanno cancellato quasi 60 milioni di vite.

Per fare un paragone proporzionale, la Seconda Guerra Mondiale ha causato la perdita di circa il 3% della popolazione mondiale dell’epoca. La Peste Nera nel XIV secolo uccise circa un terzo degli europei. Il collasso demografico delle Americhe, invece, ha visto svanire il 10% della popolazione globale di allora, un intero continente svuotato dei suoi abitanti in pochi decenni.

Perché è successo: l’isolamento immunitario

Il motivo di questa immane catastrofe non risiede solo nelle armi o nelle guerre di conquista, ma nella biologia. Per millenni, le popolazioni delle Americhe sono rimaste isolate dal resto del mondo.

Nello stesso periodo, in Europa, Asia e Africa, l’estrema vicinanza con gli animali da allevamento (mucche, maiali, polli) aveva favorito il salto di specie di numerosi virus. Generazione dopo generazione, le popolazioni eurasiatiche hanno sviluppato una parziale immunità a queste malattie endemiche. Quando i conquistadores sbarcarono nel Nuovo Mondo, portarono con sé un esercito invisibile di agenti patogeni. I sistemi immunitari dei nativi americani erano biologicamente “vergini”: non avevano alcuna memoria immunitaria per combattere quegli intrusi, trasformando un semplice raffreddore o un’influenza in una condanna a morte.

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Il dettaglio curioso: la tragedia che cambiò il clima terrestre

Uno studio della University College London (UCL) ha dimostrato che il “Grande Morìo” ha lasciato una traccia fisica profonda persino nella geologia e nel clima del nostro pianeta.

Prima del 1492, le civiltà precolombiane gestivano immensi territori agricoli attraverso la deforestazione controllata e l’irrigazione. Con la scomparsa improvvisa di quasi il 90% della popolazione, circa 56 milioni di ettari di terreni coltivati vennero abbandonati a se stessi. La vegetazione selvaggia e le foreste si riappropriarono rapidamente di questi spazi. Questa massiccia riforestazione ha assorbito così tanta anidride carbonica ($CO_2$) dall’atmosfera da causare una netta diminuzione dell’effetto serra globale, contribuendo in modo decisivo alla cosiddetta Piccola Era Glaciale, un periodo di forte calo delle temperature registrato in tutto il mondo tra il XVI e l’XIX secolo.

[Morte di 56 milioni di nativi] 
       │
       ▼
[Abbandono di 56 milioni di ettari agricoli] 
       │
       ▼
[Riforestazione di massa (Assorbimento CO2)] 
       │
       ▼
[Diminuzione dell'effetto serra] 
       │
       ▼
[Piccola Era Glaciale globale]

Cosa spesso viene frainteso

Il fraintendimento più comune è l’idea che la scomparsa dei nativi sia stata unicamente il frutto di massacri militari diretti. Sebbene la violenza della conquista, lo schiavismo e le guerre perpetrate dai colonizzatori siano stati brutali e documentati, i moderni storici e scienziati concordano sul fatto che le armi da fuoco e l’acciaio non avrebbero mai potuto, da soli, decimare un intero continente in quel modo. Fu lo shock biologico il vero acceleratore del collasso.

Un altro errore è considerare la peste o le guerre mondiali come i fenomeni più distruttivi in assoluto in termini percentuali: sebbene i loro picchi di mortalità concentrati nel tempo spaventino di più la nostra memoria emotiva, l’effetto a lungo termine del collasso americano ha ridisegnato la mappa genetica e culturale del pianeta in modo molto più radicale.

Altri termini di paragone nella storia

Per comprendere appieno la portata di questo evento, è utile metterlo a confronto con gli altri momenti più bui e letali della storia umana attraverso i dati stimati dagli storici:

Evento StoricoPeriodoVittime Stimate (Assolute)Impatto sulla Popolazione Mondiale
Il Grande Morìo (Americhe)1492 – 1600~56 milioni~10% della popolazione mondiale
La Peste Nera1346 – 1353~75 – 200 milioni~4-5% della popolazione mondiale
Seconda Guerra Mondiale1939 – 1945~70 – 85 milioni~3% della popolazione mondiale
Pandemia Influenza Spagnola1918 – 1920~40 – 50 milioni~2.5% della popolazione mondiale
Rivolta di An Lushan (Cina)755 – 763~13 – 36 milioni~5% della popolazione mondiale

Nessun trauma collettivo ha mai combinato un tasso di mortalità così elevato (90% a livello locale) con un effetto domino ecologico e sociale tanto duraturo sulla Terra.

FAQ

Qual è stata la singola pandemia più letale della storia?

In termini di numeri assoluti accumulati in pochi anni, la Peste Nera (1346-1353) rimane la pandemia più letale, con una stima che oscilla tra i 75 e i 200 milioni di morti tra Europa, Asia e Nord Africa.

Perché le malattie non hanno viaggiato in senso opposto, dalle Americhe all’Europa?

Il Vecchio Mondo aveva una densità di popolazione molto più alta e una lunghissima storia di convivenza ravvicinata con animali domestici, i principali incubatori di virus. Nelle Americhe c’erano pochissimi animali addomesticati (come i lama e gli alpaca), riducendo drasticamente le probabilità che si sviluppassero patogeni letali da trasmettere agli europei, a eccezione di alcune ipotesi sulla sifilide.

La Seconda Guerra Mondiale non è l’evento più tragico?

Dipende dal metro di misura. La Seconda Guerra Mondiale è la tragedia più grande in termini di violenza pianificata dall’uomo, distruzione tecnologica e numero di morti totali in un arco di tempo ridotto (6 anni). Tuttavia, in termini percentuali rispetto alla popolazione globale del tempo, l’impatto biologico sulle Americhe fu tre volte superiore.

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Tags: grandi catastrofi storia

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