Di fronte alle fotografie del Lake Hillier in Australia o delle saline di Torrevieja in Spagna, il primo dubbio è quasi sempre lo stesso: un ritocco digitale spinto o uno sversamento industriale. In realtà, l’acqua è davvero di una tonalità che va dal fucsia carico al rosa chewing-gum, ed è un fenomeno del tutto naturale.
I laghi naturalmente rosa devono il loro colore a una combinazione di salinità estrema, forte insolazione e microrganismi capaci di produrre pigmenti protettivi rossi e arancioni. Non si tratta di minerali disciolti nella roccia, ma di una risposta biologica messa in atto da alghe e batteri per difendersi dalla luce solare in acque fino a dieci volte più salate di quelle oceaniche.

I due protagonisti microscopici: Dunaliella e archeobatteri
In ambienti ipersalini la maggior parte delle specie viventi non sopravvive per via della pressione osmotica. Pochi organismi estremofili, tuttavia, prosperano proprio in queste condizioni.
Il primo attore è la microalga verde unicellulare Dunaliella salina. Quando la salinità dell’acqua sale oltre il 20-25% e l’irraggiamento solare è intenso, questa microalga accumula grandi quantità di beta-carotene, un pigmento carotenoide rosso-arancio che serve come scudo naturale contro lo stress ossidativo provocato dai raggi ultravioletti.
Il secondo elemento, spesso ancora più determinante nel dare all’acqua una sfumatura rosa violacea, appartiene al regno degli Archea: gli alobatteri (in particolare generi come Halobacterium e Haloquadratum walsbyi). Questi microrganismi utilizzano una proteina specifica di membrana, la batteriorodopsina, per assorbire la luce e produrre energia chimica. La presenza simultanea di milioni di cellule cariche di carotenoidi e rodopsine sospese nella colonna d’acqua trasforma l’intera superficie del bacino in una distesa rosa acceso.
Nel celebre Lake Hillier, situato sull’isola di Middle Island nell’arcipelago della Recherche, una ricerca metagenomica condotta dall’Extreme Microbiome Project ha sequenziato il DNA ambientale dell’acqua, confermando che la tonalità non dipende da un singolo agente isolato, ma da un fitto consorzio di specie alofile e pigmentate.
Perché alcuni laghi restano rosa e altri cambiano sfumatura
La concentrazione dei pigmenti non è statica ovunque. In bacini costieri o poco profondi, come la Laguna Rosa delle Salinas de Torrevieja o le saline di Camargue in Francia, l’intensità del colore segue il ciclo delle stagioni e le precipitazioni:
- In estate e durante i periodi di siccità, l’evaporazione aumenta vertiginosamente la concentrazione salina. La biomassa microbica esplode e il lago assume toni magenta o rosso sangue.
- Nei mesi piovosi, l’apporto di acqua dolce diluisce la salinità, rallenta l’attività degli alobatteri e il lago torna gradualmente a riflessi grigio-azzurri o verdastri.
C’è un’eccezione notevole che distingue alcuni specchi d’acqua: il Lake Hillier non cambia colore durante l’anno. Se si preleva un campione della sua acqua con una caraffa di vetro, il liquido resta rosa permanente anche separato dal fondale, a testimonianza di una densità di pigmentazione insolitamente stabile nel tempo.
Il legame alimentare con il piumaggio dei fenicotteri
Questo ecosistema estremo innesca un passaggio ecologico diretto che ritroviamo in tavola… per i volatili. Nei laghi e negli stagni salati si riproduce in abbondanza un piccolo crostaceo d’acqua salmastra: l’Artemia salina.
L’Artemia si nutre proprio di Dunaliella salina, accumulando caroteni nei propri tessuti. Quando i fenicotteri filtrano queste acque per cibarsi dei crostacei e delle microalghe, metabolizzano i pigmenti, che vanno a depositarsi nelle penne in crescita. Senza i microrganismi responsabili dell’acqua rosa, i fenicotteri manterrebbero un piumaggio grigio-biancastro.
È pericoloso toccare quest’acqua?
Per la pelle umana, l’acqua dei laghi rosa non è tossica né corrosiva. I microrganismi che la popolano sono del tutto innocui per l’organismo.
La cautela richiesta riguarda un aspetto puramente fisico: l’altissima concentrazione di sale può irritare fortemente mucose, occhi o piccole abrasioni cutanee, provocando bruciore immediato. Nei laghi protetti da riserve naturali, come Hillier, l’accesso è comunque vietato o regolamentato per preservare l’equilibrio biologico dell’habitat, non per un pericolo legato alla tossicità dell’acqua.
9. DOMANDE FREQUENTI
Se si raccoglie l’acqua in una bottiglia, rimane rosa? Sì, nella maggior parte dei casi. Il colore non è un riflesso della luce sulla sabbia o sul cielo, ma deriva da pigmenti organici fisicamente dispersi nelle cellule in sospensione nell’acqua.
Ci sono laghi rosa anche in Europa? Sì. I più accessibili e noti si trovano in Spagna, all’interno del Parco Naturale delle Lagune di La Mata e Torrevieja ad Alicante, e nelle saline della regione della Camargue, nel sud della Francia.
10. FONTI UTILIZZATE
- Extreme Microbiome Project (XMP) – Sequenziamento metagenomico e mappatura microbica del Lake Hillier.
- NASA Earth Observatory – Dati e rilievi satellitari sulle fioriture algali di Dunaliella salina e la concentrazione salina nei laghi effimeri mondiali.
- Universidad de Alicante – Ricerche del Dipartimento di Fisiologia, Genetica e Microbiologia sulla biodiversità degli organismi alofili nelle saline di Torrevieja.
Continua a scoprire curiosità, misteri, tecnologia e storie sorprendenti anche dall'app Veb.
Scarica gratis per Android






