Il cielo si fa cupo a metà pomeriggio, l’aria rinfresca all’improvviso e le ombre a terra prendono una forma mai vista, come se fossero filtrate da centinaia di minuscoli colini da cucina. Chi ha già vissuto un’eclissi di sole conosce quella sensazione strana, a metà tra lo stupore e una sottile inquietudine atavica. Ma c’è un dettaglio che spesso sfugge nel momento dell’entusiasmo: la tentazione irrefrenabile di alzare gli occhi e fissare il disco solare. E qui nascono i guai.

La retina non sente il dolore. Potete bruciarla senza accorgervene, mentre vi godete lo spettacolo. Per questo, quando il sole decide di nascondersi dietro la luna, la prima cosa da capire non è dove guardare, ma attraverso cosa guardare.
I filtri da saldatore e la trappola degli occhiali da sole
C’è una leggenda urbana che resiste a ogni eclissi: sovrapporre tre o quattro paia di occhiali da sole molto scuri. È uno dei metodi più efficaci per farsi male. Gli occhiali da sole tradizionali, anche quelli di alta qualità con protezione UV 400, riducono la luce visibile ma lasciano passare una quantità enorme di radiazioni infrarosse e ultraviolette dannose quando il fascio è diretto.
Stesso discorso per i vecchi rullini fotografici impressionati o i vetri affumicati con la candela, trucchi che usavano i nostri nonni. Non sono uniformi e non offrono alcuna garanzia.
Se proprio volete cercare in garage, l’unica alternativa fai-da-te priva di rischi legati all’ottica professionale è il vetro da saldatore. Ma attenzione al numero: serve un filtro con gradazione 14 (o superiore). Se trovate un grado 10 o 12, lasciatelo sullo scaffale: la luce solare vi passerebbe comunque attraverso.
Gli occhialini in Baader e le pellicole certificate
La soluzione più semplice e sicura costa pochissimi euro. Si chiama Mylar o Baader AstroSolar, ed è la pellicola metallizzata con cui sono fatti gli occhialini di cartone distribuiti durante i grandi eventi astronomici.
A vederli sembrano giocattoli, ma le apparenze ingannano. Questa sottile foglia d’argento blocca il 99,999% della luce solare e quasi il 100% dei raggi UV e infrarossi. Guardando attraverso questi occhiali, il mondo scompare del tutto: vedrete solo il disco del sole, di un colore bianco neutro o leggermente azzurrato, nitido come un disegno su cartoncino nero.
Prima di indossarli, però, fate sempre un piccolo test. Teneteli verso una lampadina di casa molto forte e cercate eventuali micro-fori o graffi. Se la pellicola è lesionata, buttatela via senza ripensamenti.
La sorpresa di una scatola di scarpe
A metà degli anni ’90, durante un’eclissi parziale sopra l’Europa centrale, migliaia di persone si ritrovarono al parco senza occhialini speciali, andati esauriti nei giorni precedenti. Molti pensarono di doversi rassegnare. Poi qualcuno tirò fuori dal bagagliaio un paio di forbici, uno spillo e una scatola di scarpe.
La proiezione stenopeica è la vera magia dell’ottica elementare. Non serve guardare il sole: gli si danno le spalle.
Praticando un piccolo foro con uno spillo su un foglio di alluminio incollato a un lato della scatola, la luce entra e proietta l’immagine rovesciata dell’eclissi sul fondo bianco della scatola stessa. È un metodo privo di qualsiasi rischio, perfetto da fare con i bambini, e permette di osservare la luna che morde il sole come se steste guardando un piccolo schermo cinematografico casalingo.
Se vi trovate sotto un albero a chioma densa durante la fase centrale, guardate per terra. Le piccole fessure tra le foglie funzionano esattamente come centinaia di piccoli fori stenopeici, proiettando sul marciapiede una cascata di piccole mezzelune luminose.
Binocoli e telescopi: la regola d’oro
Se avete un binocolo o un piccolo telescopio nello ripostiglio, la tentazione di puntarlo verso il cielo è forte. Qui la regola è drastica: mai, in nessun caso, guardare il sole attraverso uno strumento ottico senza un filtro solare montato sulla lente anteriore (l’obiettivo).
Mettere gli occhialini da eclissi davanti all’oculare (dove appoggiate l’occhio) è un errore gravissimo. Lo strumento ottico funziona come una lente d’ingrandimento: concentra la luce e il calore in un unico punto focale. In pochi secondi, il calore scoglierebbe la plastica degli occhialini e brucerebbe la vista istantaneamente.
I filtri corretti vanno posizionati davanti all’apertura grande dello strumento, prima che la luce venga concentrata. Solo così il sole diventerà un disco innocuo e meraviglioso da studiare nei minimi dettagli.
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