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Cosa non devi assolutamente dire all’intelligenza artificiale

Angela Gemito Dic 14, 2025

L’uso dell’intelligenza artificiale è in crescita esponenziale, ma non tutti sanno come gestire in sicurezza i propri dati nelle conversazioni con i chatbot. Ecco le regole fondamentali per proteggere la privacy durante l’interazione con strumenti come ChatGPT e altri modelli pubblici.

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Evita di Inserire Dati Sensibili nei Chatbot

Non condividere mai informazioni personali o riservate con un chatbot pubblico. È fondamentale trattare ogni conversazione come se fosse potenzialmente accessibile ad altri.
Secondo Harsh Varshney, ingegnere di Google esperto in sicurezza dei dati, i chatbot devono essere considerati come una “carta pubblica”. Questo significa che dati come numeri di carte di credito, indirizzi di casa, documenti sanitari o informazioni aziendali non dovrebbero mai essere inseriti.

Alcuni modelli pubblici possono utilizzare le conversazioni degli utenti per l’addestramento dell’IA, aumentando il rischio che frammenti di informazioni personali vengano “riciclati” nelle risposte ad altri utenti. È un fenomeno noto come learning leakage. Anche un piccolo dettaglio condiviso oggi può compromettere la tua sicurezza domani.

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Scegli il Giusto Ambiente: Pubblico o Aziendale

Non tutti i chatbot sono uguali. I servizi di intelligenza artificiale aziendali offrono un livello di sicurezza superiore, poiché non usano i dati per addestrare i modelli. Sono l’ideale per gestire progetti riservati o interni all’azienda.

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Al contrario, l’utilizzo di un chatbot pubblico per discutere idee brevettabili, prototipi o documenti interni è altamente sconsigliato. Varshney stesso evita di usare servizi pubblici per qualsiasi comunicazione legata ai progetti di Google. Per queste attività utilizza esclusivamente strumenti aziendali con privacy garantita.


Cancella Regolarmente la Cronologia delle Chat

Anche se non condividi dati sensibili, la cronologia delle conversazioni può contenere informazioni private accumulate nel tempo. È buona prassi eliminare periodicamente le chat, soprattutto in caso di account condivisi o a rischio.

Ad esempio, la funzione memoria di Gemini aveva memorizzato l’indirizzo di casa dell’ingegnere Google semplicemente recuperandolo da una vecchia email.
Usa le modalità temporanee come “chat anonima” o “incognito” per richieste delicate, e ricorda che ogni dato salvato può potenzialmente essere esposto in caso di violazione dell’account.


Controlla le Impostazioni sulla Privacy

Molti servizi offrono un’opzione per contribuire al miglioramento del modello. Di default, questa impostazione è spesso attiva. Disattivare l’opzione “Contribuisci a migliorare il modello” è essenziale per limitare la possibilità che le conversazioni vengano utilizzate per l’addestramento.

Varshney consiglia di utilizzare solo piattaforme trasparenti con policy di privacy ben definite, come i servizi Google, ChatGPT o Claude. Prima di usare un nuovo strumento, è importante leggere le informative sulla privacy e cercare le impostazioni relative all’uso dei dati.


Conclusione

L’intelligenza artificiale è uno strumento potente ma va usato con consapevolezza. Ogni interazione con un chatbot può avere implicazioni sulla privacy. Seguendo queste quattro abitudini, puoi usare l’IA in modo più sicuro, senza rischiare la tua identità digitale.

Per saperne di più, leggi le linee guida ufficiali sulla privacy fornite da Google, OpenAI e Claude di Anthropic.

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Angela Gemito
Angela Gemito
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, racconto notizie, tecnologia e curiosità per scoprire il mondo con occhi sempre nuovi, un articolo alla volta.
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Tags: chatbot intelligenza artificiale

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