Zum Inhalt springen
veb.it

veb.it

  • Misteri e insolito
  • Curiosità
  • Mente e Salute
  • Tecnologia
  • Chi Siamo
  • Redazione
  • Contatti
  • Start
  • Il caldo non è finito con Ferragosto: perché dura così tanto
  • Mente e Salute

Il caldo non è finito con Ferragosto: perché dura così tanto

VEB Ago 18, 2026

Ferragosto è passato, le giornate cominciano lentamente ad accorciarsi, ma in molte città basta uscire nel primo pomeriggio per avere una sensazione molto diversa: asfalto rovente, finestre chiuse, condizionatori ancora accesi e notti che faticano a diventare davvero fresche.

Il calendario dice seconda metà di agosto. L’atmosfera, molto meno.

La lunga fase calda dell’estate 2026 ha superato senza troppi problemi anche il giro di boa del 15 agosto e, soprattutto, non sta terminando ovunque nello stesso momento. Proprio questa lentezza è uno degli aspetti più curiosi della situazione.

Il problema non è soltanto quanto fa caldo

Quando si parla di un’ondata di calore si tende a guardare il numero più evidente: la temperatura massima.

Eppure una fase calda diventa particolarmente pesante quando riesce a ripetersi giorno dopo giorno. All’inizio di agosto l’Italia è stata interessata da una nuova espansione dell’alta pressione subtropicale, con masse d’aria molto calde provenienti dal Nord Africa e anomalie termiche rilevanti rispetto alle medie del periodo.

Il risultato non è stato soltanto qualche pomeriggio sopra i 35 gradi.

In diverse fasi anche le temperature notturne sono rimaste elevate, soprattutto nelle città, nelle pianure e lungo alcune zone costiere. Ed è qui che il caldo cambia faccia: se muri, strade e tetti non riescono a disperdere durante la notte il calore accumulato di giorno, il mattino successivo si riparte già da una temperatura alta.

È una specie di conto lasciato aperto dalla giornata precedente.

Perché l’anticiclone può restare fermo per così tanto tempo

L’immagine più semplice è quella di una grande cupola atmosferica.

Un’area di alta pressione favorisce la discesa dell’aria verso il basso. Durante questa discesa l’aria si comprime e si riscalda, mentre la formazione di nuvole e precipitazioni viene generalmente ostacolata.

Se questa configurazione resta quasi ferma, le perturbazioni atlantiche faticano a entrare nel Mediterraneo e il ricambio d’aria può tardare per giorni.

È ciò che ha caratterizzato buona parte della fase di agosto: l’anticiclone subtropicale è rimasto protagonista anche nella settimana di Ferragosto, pur lasciando spazio qua e là a temporali e brevi cedimenti.

Un temporale, però, non significa necessariamente che l’ondata di caldo sia terminata.

Può rinfrescare una città per qualche ora mentre, poche decine di chilometri più lontano, la situazione cambia pochissimo.

La sorpresa arriva proprio quando sembra tutto finito

Qui il comportamento dell’atmosfera diventa meno intuitivo.

Dopo Ferragosto erano attesi i primi segnali di cedimento dell’alta pressione. E in effetti sono arrivati: correnti più fresche e instabili hanno iniziato a sfiorare l’Italia, favorendo temporali e un calo delle temperature in alcune zone.

Ma questo non equivale a premere un interruttore.

Gli aggiornamenti del 18 agosto descrivono infatti una situazione ancora molto irregolare: mentre il Centro-Nord si prepara a un cambiamento più evidente con piogge e temporali, altre aree possono continuare a risentire della rimonta di aria calda.

In pratica, l’estate non arretra lungo una linea ordinata da nord a sud. Fa un passo indietro, poi uno di lato, e in qualche zona può persino tornare temporaneamente avanti.

Anche il terreno e le città hanno una memoria del caldo

Dopo settimane asciutte e molto calde, anche ciò che si trova sotto l’atmosfera comincia a contare.

Un suolo secco utilizza meno energia solare per far evaporare l’acqua e può quindi riscaldarsi più rapidamente. Le aree urbane aggiungono un altro elemento: cemento, mattoni e asfalto assorbono energia durante il giorno e la rilasciano lentamente dopo il tramonto.

È il motivo per cui due luoghi distanti pochi chilometri possono offrire sensazioni completamente diverse nelle ore serali.

Un prato o una zona rurale può perdere calore relativamente in fretta; una strada circondata da palazzi può restare calda ben oltre mezzanotte.

E dopo molti giorni consecutivi questo effetto diventa ancora più evidente.

Quando arriverà davvero il cambiamento

Il 18 agosto il grande caldo non è più compatto come nei giorni precedenti, ma non si può ancora parlare di una fine simultanea su tutta Italia.

Le previsioni indicano un assetto più dinamico nella seconda parte della settimana, soprattutto al Centro-Nord, con maggiore possibilità di piogge, temporali e temperature più contenute.

Il Sud può invece impiegare più tempo a beneficiare di un ricambio d’aria deciso, come già suggerivano le proiezioni elaborate nei giorni immediatamente precedenti Ferragosto.

È forse questo il dettaglio più curioso della lunga estate 2026: non esiste necessariamente un giorno preciso in cui “finisce il caldo”.

Prima si rompe la continuità, poi tornano le notti più sopportabili, infine le massime iniziano a perdere terreno.

E spesso ce ne accorgiamo prima aprendo una finestra la sera che guardando il calendario.

📱 Resta aggiornato ogni giorno

Scarica la nostra app e ricevi notizie, curiosità, misteri, scoperte e tecnologia direttamente sul tuo smartphone.

Scarica per Android
logo veb

VEB

skolor@hotmail.it •  More PostsBio ⮌

Mi occupo di fornire agli utenti delle news sempre aggiornate, dal gossip al mondo tech, passando per la cronaca e le notizie di salute. I contenuti sono, in alcuni casi, scritti da più autori contemporaneamente vengono pubblicati su Veb.it a firma della redazione.

  • VEB
    Grandinometro, l’app che avvisa prima che grandini (e salva l’auto)
  • VEB
    Cosa succede davvero nel cervello quando sogniamo
  • VEB
    I benefici di essere single (e perché la scienza inizia a dargli ragione)
  • VEB
    Psicologia del rientro dalle vacanze: perché il primo lunedì è sempre il più duro
Tags: caldo record

Beitragsnavigation

Zurück La città Maya nascosta nella giungla del Campeche: cosa potrebbe esserci ancora sotto gli alberi
Weiter Bollino nero in autostrada: cosa significa davvero e come evitare le ore peggiori

Sezioni

  • Misteri e insolito
  • Curiosità
  • Mente e Salute
  • Tecnologia
  • Chi Siamo
  • Redazione
  • Contatti

Ultime pubblicazioni

  • Grandinometro, l’app che avvisa prima che grandini (e salva l’auto)
  • Cosa succede davvero nel cervello quando sogniamo
  • I benefici di essere single (e perché la scienza inizia a dargli ragione)
  • Psicologia del rientro dalle vacanze: perché il primo lunedì è sempre il più duro
  • Il 40% della Terra diventerà arido entro il 2100? Ecco cosa dicono davvero i dati

Leggi anche

Grandinometro, l’app che avvisa prima che grandini (e salva l’auto)
  • Tecnologia

Grandinometro, l’app che avvisa prima che grandini (e salva l’auto)

Set 10, 2026
Cosa succede davvero nel cervello quando sogniamo
  • Mente e Salute

Cosa succede davvero nel cervello quando sogniamo

Set 10, 2026
I benefici di essere single (e perché la scienza inizia a dargli ragione)
  • Curiosità

I benefici di essere single (e perché la scienza inizia a dargli ragione)

Set 10, 2026
Psicologia del rientro dalle vacanze: perché il primo lunedì è sempre il più duro
  • Curiosità

Psicologia del rientro dalle vacanze: perché il primo lunedì è sempre il più duro

Set 10, 2026
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
  • mappa del sito
Copyright © 2010 - Veb.it - All rights reserved. | DarkNews von AF themes.