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Bonus elettrodomestici 2026, quali apparecchi rientrano nelle agevolazioni e quali sono esclusi

Angela Gemito Ott 30, 2026

Cambiare una lavatrice, sostituire il frigorifero o acquistare un nuovo forno può rappresentare una spesa importante per una famiglia. Gli incentivi statali possono alleggerire il costo, ma c’è un dettaglio che rischia di creare confusione: non tutti gli elettrodomestici sono agevolabili e, soprattutto, non tutti i bonus funzionano allo stesso modo.

Il bonus elettrodomestici introdotto nel 2025 prevedeva uno sconto diretto sull’acquisto di frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavasciuga, lavastoviglie, forni, cappe e piani cottura conformi ai requisiti previsti. Al 30 ottobre 2026, però, questo incentivo risulta chiuso. Resta invece disponibile, per chi soddisfa le condizioni richieste, il bonus mobili ed elettrodomestici collegato agli interventi di recupero edilizio.

La differenza è sostanziale. Nel primo caso si trattava di uno sconto immediato alla cassa, mentre nel secondo il beneficio arriva attraverso una detrazione fiscale. Cambiano anche gli apparecchi che possono rientrare nell’agevolazione.

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Quali elettrodomestici rientravano nel bonus statale

Il contributo gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy era destinato alla sostituzione di apparecchi ormai obsoleti con modelli più efficienti.

Le categorie ammesse erano otto:

  • Frigoriferi e congelatori, compresi gli apparecchi di refrigerazione domestica conformi ai requisiti.
  • Lavatrici, destinate al lavaggio della biancheria.
  • Lavasciuga, che combinano lavaggio e asciugatura.
  • Asciugatrici, per asciugare il bucato.
  • Lavastoviglie, per il lavaggio automatico delle stoviglie.
  • Forni, purché appartenenti alle classi energetiche previste.
  • Piani cottura, secondo i requisiti tecnici stabiliti.
  • Cappe da cucina, se conformi alle condizioni dell’incentivo.

L’appartenenza a una di queste categorie non garantiva automaticamente lo sconto. Per ottenere il contributo era necessario acquistare un modello presente nell’elenco ufficiale dei prodotti ammessi.

L’elenco era consultabile attraverso il portale bonuselettrodomestici.it, collegato all’iniziativa ministeriale.

Questo significa che due lavatrici apparentemente simili, vendute nello stesso negozio, potevano avere un trattamento diverso: una ammessa al contributo e l’altra esclusa perché non rispettava tutti i requisiti.

Quali prodotti rimanevano esclusi dal contributo

Il voucher statale non era un incentivo generale per qualsiasi apparecchio elettrico utilizzato in casa.

Non rientravano, ad esempio, nelle categorie previste:

  • televisori e monitor;
  • aspirapolvere e robot aspirapolvere;
  • macchine per il caffè;
  • friggitrici ad aria;
  • robot da cucina e piccoli elettrodomestici;
  • condizionatori e climatizzatori.

Il prezzo elevato o il basso consumo energetico, da soli, non bastavano per ottenere il bonus.

Un robot aspirapolvere particolarmente efficiente, per esempio, non diventava agevolabile semplicemente perché consumava poca energia. Il prodotto doveva appartenere a una categoria espressamente ammessa dalla normativa.

Anche la provenienza del prodotto aveva un peso: il contributo era riservato agli apparecchi che rispettavano i requisiti di produzione nell’Unione europea e di efficienza energetica stabiliti dal decreto interministeriale del 3 settembre 2025.

Quanto si poteva risparmiare con il bonus elettrodomestici

Il meccanismo del voucher prevedeva un contributo fino al 30% del prezzo di acquisto, entro due limiti:

  • 100 euro per famiglia anagrafica;
  • 200 euro per famiglie con ISEE inferiore a 25.000 euro.

Per capire come funzionava, basta un esempio.

Su una lavatrice dal prezzo di 400 euro, il 30% corrisponde a 120 euro. Una famiglia soggetta al limite ordinario avrebbe ottenuto al massimo 100 euro di sconto. Una famiglia con ISEE inferiore a 25.000 euro avrebbe potuto beneficiare dell’intero importo di 120 euro.

Il limite di 200 euro, dunque, non rappresentava uno sconto fisso garantito, ma l’importo massimo riconoscibile in presenza dei requisiti.

Era obbligatorio consegnare il vecchio elettrodomestico?

Sì. Il voucher era legato alla sostituzione di un apparecchio esistente con uno nuovo della stessa categoria commerciale e con efficienza energetica superiore.

Non bastava acquistare una lavastoviglie per la prima volta: la misura richiedeva la sostituzione e il ritiro del vecchio elettrodomestico, destinato al corretto smaltimento.

Il contributo non era inoltre cumulabile con altre agevolazioni, anche fiscali, riferite allo stesso acquisto.

Le condizioni sono illustrate nella pagina ufficiale del MIMIT.

Il bonus elettrodomestici è ancora disponibile nel 2026?

Qui occorre distinguere le regole dell’incentivo dalla sua effettiva disponibilità.

Le domande per il voucher si erano aperte il 18 novembre 2025. La presentazione di nuove richieste è stata successivamente sospesa dopo il 31 dicembre 2025, mentre nei primi mesi del 2026 sono proseguite le assegnazioni legate alle liste d’attesa.

Alla data del 30 ottobre 2026, Invitalia indica il bonus elettrodomestici come chiuso. Non risulta quindi disponibile una nuova procedura ordinaria di richiesta del contributo.

L’incentivo da 100 o 200 euro non deve essere confuso con il bonus mobili ed elettrodomestici, che segue regole differenti e rimane previsto per gli acquisti agevolabili effettuati nel 2026.

Lo stato della misura può essere verificato sulla scheda ufficiale di Invitalia.

Quali elettrodomestici si possono acquistare con il bonus mobili 2026

Il bonus mobili ed elettrodomestici consente di recuperare fiscalmente il 50% delle spese ammesse, entro un limite complessivo di 5.000 euro per il 2026.

A differenza del vecchio voucher, la detrazione può riguardare una gamma più ampia di grandi elettrodomestici nuovi, destinati ad arredare un immobile interessato da interventi edilizi agevolabili.

Tra gli apparecchi indicati dall’Agenzia delle Entrate figurano frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, forni, apparecchi per la cottura, forni a microonde, stufe elettriche, piastre riscaldanti, radiatori elettrici, ventilatori elettrici e apparecchi per il condizionamento.

C’è quindi una differenza interessante: alcuni prodotti esclusi dal voucher statale possono rientrare nel bonus mobili, purché siano rispettate le condizioni fiscali e tecniche previste.

Le classi energetiche da controllare

Per gli apparecchi soggetti alle relative etichette energetiche, il bonus mobili richiede almeno queste classi:

ElettrodomesticoClasse minima ammessa
ForniA
LavatriciE
LavasciugatriciE
LavastoviglieE
FrigoriferiF
CongelatoriF

L’acquisto può essere agevolato anche per gli apparecchi privi di etichetta energetica, quando per quella tipologia di prodotto non ne è previsto l’obbligo.

Attenzione a non interpretare le lettere della tabella come un’indicazione dei consumi ideali: rappresentano i requisiti minimi fiscali, non necessariamente le classi più convenienti dal punto di vista energetico.

Le categorie e i requisiti sono riportati nella guida dell’Agenzia delle Entrate al bonus mobili ed elettrodomestici, aggiornata a gennaio 2026.

Si può usare il bonus mobili senza ristrutturare casa?

No, non è sufficiente comprare un nuovo elettrodomestico per ottenere la detrazione.

Il beneficio è collegato a determinati interventi di recupero del patrimonio edilizio. Per gli acquisti effettuati nel 2026, i lavori devono essere iniziati non prima del 1° gennaio 2025 e comunque prima del pagamento dei beni.

Non tutti i lavori domestici danno diritto all’incentivo. Una semplice tinteggiatura delle pareti di una singola abitazione, per esempio, non equivale automaticamente a un intervento edilizio agevolabile.

C’è però una possibilità utile: l’elettrodomestico non deve necessariamente essere collocato nella stanza interessata dai lavori.

Se un intervento agevolabile riguarda il bagno, l’acquisto di un frigorifero destinato alla cucina dello stesso immobile può rientrare nel bonus, purché siano rispettate tutte le altre condizioni.

Quanto si recupera realmente

Con il bonus mobili 2026, la detrazione Irpef è pari al 50% della spesa riconosciuta, fino a un massimo complessivo di 5.000 euro.

Su un acquisto agevolabile di 1.000 euro, per esempio, la detrazione teorica è di 500 euro, ripartita in dieci quote annuali da 50 euro.

Non si tratta quindi di uno sconto immediato di 500 euro sul prezzo pagato al negozio.

Il beneficio viene utilizzato nella dichiarazione dei redditi e dipende anche dalla capienza dell’imposta dovuta dal contribuente.

Il limite di 5.000 euro riguarda complessivamente mobili ed elettrodomestici acquistati per lo stesso intervento, non ciascun prodotto separatamente.

Prima di acquistare, attenzione a pagamento e documenti

Il prezzo e la classe energetica non sono gli unici elementi da verificare.

Per usufruire del bonus mobili occorre utilizzare modalità di pagamento ammesse, come bonifico bancario o postale, carta di credito o carta di debito. Non sono ammessi pagamenti in contanti o con assegni.

Bisogna conservare la documentazione di acquisto, la prova del pagamento e quella relativa all’intervento edilizio che dà diritto all’agevolazione.

Per gli elettrodomestici interessati dagli obblighi di comunicazione energetica può essere richiesta anche la trasmissione dei dati all’ENEA secondo le procedure previste.

Un altro aspetto riguarda le spese di trasporto e montaggio: possono concorrere al limite agevolabile se collegate agli acquisti ammessi e pagate con modalità corrette.

Chi intende acquistare un nuovo apparecchio nel 2026 farebbe quindi bene a controllare prima i requisiti dell’intervento edilizio, e soltanto dopo scegliere il modello.

Il rischio, altrimenti, è acquistare un elettrodomestico perfettamente conforme alla classe energetica richiesta, ma non avere comunque diritto alla detrazione perché manca il presupposto fiscale.

DOMANDE FREQUENTI

Si può acquistare una friggitrice ad aria con il bonus?

La friggitrice ad aria non rientrava nelle categorie ammesse al voucher statale del 2025. Non è neppure generalmente considerata un grande elettrodomestico agevolabile con il bonus mobili.

Un climatizzatore può rientrare nelle agevolazioni?

Gli apparecchi per il condizionamento sono compresi tra le tipologie di grandi elettrodomestici indicate dall’Agenzia delle Entrate per il bonus mobili. La possibilità di ottenere la detrazione dipende però dalle caratteristiche dell’acquisto, dai requisiti dell’intervento edilizio e dalla corretta qualificazione della spesa.

Per ottenere il bonus mobili serve l’ISEE?

No. Il bonus mobili ed elettrodomestici non prevede una soglia ISEE per accedere alla detrazione. Il precedente voucher statale utilizzava invece l’ISEE per determinare il limite massimo del contributo.

FONTI UTILIZZATE

1. Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) – Bonus elettrodomestici, prodotti ammissibili, importi, requisiti e stato della procedura.
https://www.mimit.gov.it/it/bonus-elettrodomestici/info Ministero delle Imprese

2. MIMIT – Pagina istituzionale, sospensione delle domande e avvisi pubblicati nel 2026.
https://www.mimit.gov.it/it/bonus-elettrodomestici/ Ministero delle Imprese

3. Invitalia – Scheda ufficiale del bonus elettrodomestici, con indicazione dello stato chiuso.
https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/bonus-elettrodomestici Invitalia

4. PagoPA – Manuale tecnico e categorie di prodotti previsti dal contributo statale.
https://www.developer.pagopa.it/it/pari/guides/bonuselettrodomestici-manuale-tecnico-produttore DevPortal

5. Agenzia delle Entrate – Bonus mobili ed elettrodomestici, guida aggiornata a gennaio 2026.
https://agenziaentrate.gov.it/portale/bonus-mobili-ed-elettrodomestici Agenzia delle Entrate

6. Agenzia delle Entrate – Guida alle tipologie di elettrodomestici ammessi e alle condizioni per la detrazione.
https://www1.agenziaentrate.gov.it/web_app_entrate/guida_bonus_mobili.html

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