Vai al contenuto
veb.it

veb.it

  • Misteri e insolito
  • Curiosità
  • Mente e Salute
  • Tecnologia
  • Chi Siamo
  • Redazione
  • Contatti
  • Home
  • Dimenticate Interstellar: perché i wormhole potrebbero essere specchi e non tunnel
  • Tecnologia

Dimenticate Interstellar: perché i wormhole potrebbero essere specchi e non tunnel

Angela Gemito Mag 24, 2026

Dite la verità: quando pensate a un wormhole, vi viene in mente Interstellar. Un tunnel oscuro nello spazio profondo, una specie di scivolo acquatico cosmico in cui la nave spaziale entra da una parte ed esce in un’altra galassia un secondo dopo. Ci abbiamo costruito sopra film, libri e sogni di viaggi interstellari.

E se vi dicessimo che abbiamo sempre sbagliato l’immagine mentale? Una serie di recenti studi di fisica teorica sta ribaltando tutto: i wormhole potrebbero non essere affatto dei tunnel. La realtà potrebbe essere molto più strana, simile a uno specchio magico o a un ologramma.

L’idea che ha cambiato tutto

Per capire come siamo arrivati a questo punto, dobbiamo fare un piccolo salto indietro nel tempo, precisamente nel 1935.

📱
Veb è anche su Android Leggi curiosità, misteri e tecnologia direttamente dall’app. Scarica gratis →

In quell’anno, Albert Einstein e il suo collega Nathan Rosen stavano giocando con le equazioni della relatività generale. Cercando di risolvere alcuni enigmi matematici legati ai buchi neri, si accorsero che la gravità poteva, in teoria, curvare lo spaziotempo fino a creare una scorciatoia.

🔥 Potrebbe interessarti anche

wormhole-viaggio-tempo-fisica-etica-einstein-rosenWormhole e paradosso temporale: Cosa potrebbe impedirci di tornare indietroverita-wormhole-ponte-einstein-rosen-astrofisicaI Wormhole potrebbero non essere ciò che abbiamo sempre immaginato

All’epoca nessuno li chiamava wormhole; il loro nome ufficiale era “ponti di Einstein-Rosen”. L’idea di base era rivoluzionaria: l’universo non è piatto come un tavolo, ma flessibile come un foglio di gomma. Se lo pieghi, due punti lontanissimi possono toccarsi.

Il termine “wormhole” (buco del baco) fu coniato solo nel 1957 dal fisico John Wheeler, ispirandosi a un baco che, invece di camminare sulla buccia di una mela, scava un buco per arrivare prima dall’altra parte.

Come funzionava / come funziona

Nella fisica classica di Einstein, il wormhole ha una struttura ben precisa che i fisici descrivono così:

  • La “bocca”: L’ingresso del tunnel, che a noi tre dimensionali apparirebbe come una sfera perfetta e non come un cerchio piatto.
  • La “gola”: Il tunnel vero e proprio che collega le due bocche.
  • L’instabilità: Il problema principale. Secondo i calcoli originali, la gola si apre e si chiude così velocemente che persino la luce rimarrebbe schiacciata prima di passare. Per tenerla aperta servirebbe la misteriosa “materia esotica” a gravità negativa.

Ma qui arriva il colpo di scena della fisica moderna. Alcuni astrofisici, studiando le proprietà della luce e gli effetti quantistici, hanno proposto una visione completamente diversa. Non c’è nessun tunnel geometrico in cui viaggiare.

Se vi avvicinaste a un wormhole di nuova concezione, non vedreste un buco nero che vi risucchia. Vedreste una superficie sferica che riflette lo spazio dall’altra parte dell’universo. Un passaggio immediato, bidimensionale all’apparenza, che trasferisce l’informazione da un punto A a un punto B attraverso il fenomeno dell’entanglement quantistico. In breve: non si cammina “dentro” il wormhole; si tocca la sua superficie e ci si ritrova istantaneamente altrove.

Il dettaglio poco conosciuto

C’è un paradosso affascinante in tutta questa storia: potremmo aver già fotografato un wormhole senza saperlo.

Nel 2019, il consorzio Event Horizon Telescope ha mostrato al mondo la prima storica foto di un buco nero (M87*). Ebbene, dal punto di vista matematico e visivo, un wormhole “senza tunnel” e un buco nero sono quasi indistinguibili da lontano. Entrambi deviano la luce nello stesso modo e creano un’ombra circolare.

La differenza sta nei dettagli microscopici delle onde radio emesse. Questo significa che alcune delle anomalie che oggi attribuiamo ai buchi neri potrebbero essere, in realtà, le porte d’accesso per un’altra parte del cosmo.

Perché è rimasta importante

L’idea del wormhole non è solo un fantastico espediente per gli sceneggiatori di Hollywood. È il Santo Graal della fisica teorica perché rappresenta il terreno d’incontro tra i due pesi massimi della scienza moderna, che di solito si odiano:

  1. La Relatività Generale: Che spiega le cose grandissime come la gravità e le galassie.
  2. La Meccanica Quantistica: Che spiega le cose piccolissime come gli atomi e le particelle.

I wormhole sono una delle pochissime “strutture” in cui le regole di entrambi i mondi devono funzionare contemporaneamente. Capire se esistono e come sono fatti significa trovare la chiave per la “Teoria del Tutto”.

Cosa ci racconta ancora oggi

L’evoluzione dell’idea di wormhole ci dimostra che la tecnologia del futuro e le grandi scoperte non nascono solo costruendo macchine nei laboratori, ma cambiando il modo in cui immaginiamo la realtà.

L’idea del tunnel era figlia di un’epoca industriale, fatta di treni, metropolitane e tubi. La nuova visione del wormhole come “interfaccia olografica” o “specchio” riflette la nostra era digitale, fatta di schermi, dati e connessioni istantanee. Chissà che il viaggio interstellare, alla fine, non somigli molto di più a un clic su un link ipertestuale che a un viaggio in galleria.

In fondo, l’universo sembra avere molta più fantasia di noi.

📱 Ti piace Veb? Portalo con te

Continua a scoprire curiosità, misteri, tecnologia e storie sorprendenti anche dall'app Veb.

Scarica gratis per Android

Angela Gemito
Angela Gemito
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, racconto notizie, tecnologia e curiosità per scoprire il mondo con occhi sempre nuovi, un articolo alla volta.
Tutti gli articoli →
Tags: wormhole

Post navigation

Precedente Le città fantasma più affascinanti del mondo e i loro segreti
Successivo L’incredibile zoo di Sir David: gli animali che portano il suo nome

Leggi anche

Come funziona Google Classroom: dai compiti online a quello che può controllare il professore
  • Tecnologia

Come funziona Google Classroom: dai compiti online a quello che può controllare il professore

Nov 2, 2026
Come pulire la piastra del ferro da stiro annerita o appiccicosa senza danneggiarla
  • Curiosità

Come pulire la piastra del ferro da stiro annerita o appiccicosa senza danneggiarla

Nov 2, 2026
Il telefono non si carica: i controlli da fare prima di pensare a una batteria guasta
  • Tecnologia

Il telefono non si carica: i controlli da fare prima di pensare a una batteria guasta

Nov 2, 2026
Gomme invernali 2026: quando fare il cambio, quali sono gli obblighi e chi può evitarlo
  • Curiosità

Gomme invernali 2026: quando fare il cambio, quali sono gli obblighi e chi può evitarlo

Nov 2, 2026
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
  • mappa del sito
Copyright © 2010 - Veb.it - All rights reserved. | DarkNews di AF themes.