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NASA e la velocità di internet da 91 Gbps: come funziona la rete ESnet

Angela Gemito Mag 5, 2026

Immagina di voler scaricare l’intera libreria di Netflix. Non un film, non una serie: tutto. Oppure pensa di voler trasferire l’intero contenuto del tuo hard disk pieno di foto, video e ricordi di una vita in un battito di ciglia. Mentre noi comuni mortali litighiamo con il Wi-Fi che rallenta se accendiamo il microonde, nei laboratori della NASA sta scorrendo un fiume invisibile che viaggia a 91 Gigabit al secondo.

Non è solo “internet veloce”. È una distorsione della realtà digitale che rende il nostro concetto di “caricamento” obsoleto quanto un piccione viaggiatore.

L’idea che ha cambiato tutto

Tutto nasce da un problema logistico monumentale. La NASA non usa la rete per guardare video di gattini in 4K (anche se ne avrebbero il diritto, vista la fatica che fanno); la usa per spostare l’Universo.

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Ogni volta che un telescopio spaziale come il James Webb o una sonda su Marte raccoglie dati, genera una quantità di informazioni che farebbe esplodere un modem tradizionale. Negli anni ’80 e ’90, gli scienziati si sono resi conto che il collo di bottiglia non era più la capacità di osservare le stelle, ma la velocità con cui potevano condividere quelle scoperte tra i vari centri di ricerca nel mondo.

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Così è nata ESnet (Energy Sciences Network), una rete dedicata che collega i cervelli più brillanti del pianeta. Nel 2014, durante un test di trasferimento dati tra il Goddard Space Flight Center e lo StarLight Facility di Chicago, hanno toccato la vetta dei 91 Gbps. Per capirci: è circa 1.000 volte più veloce di una buona connessione domestica in fibra ottica.

Come funziona (senza mal di testa)

Per raggiungere queste velocità, la NASA non usa i cavi che arrivano nelle nostre case. Il segreto sta nel concetto di “autostrada dedicata”.

Se l’internet che usiamo tutti è come una strada cittadina piena di semafori, incroci e traffico, la rete della NASA è una pista di decollo infinita dove corre una sola macchina alla volta, senza limiti di velocità.

  • Niente “caselli”: In una rete normale, i dati vengono controllati e smistati da decine di router (i vigili urbani del web). Nella rete ESnet, il percorso è ottimizzato per ridurre al minimo queste fermate.
  • Fasci di luce pura: Viene utilizzata la tecnologia della fibra ottica portata all’estremo, dove i segnali luminosi non subiscono quasi nessuna interferenza.
  • Protocolli speciali: Mentre il tuo computer usa protocolli standard (come il TCP) che “chiedono conferma” ogni volta che inviano un pezzetto di file, i sistemi NASA sono progettati per sparare dati a raffica continua, dando per scontato che la strada sia libera.

Il dettaglio poco conosciuto: Il protocollo “generoso”

C’è un motivo tecnico curioso per cui noi non andiamo così veloci: l’egoismo dei dati. Normalmente, internet è progettato per essere “equo”. Se dieci persone nella stessa via usano il web, la banda viene divisa. La NASA ha invece sviluppato sistemi che permettono a un singolo trasferimento di “occupare tutta la carreggiata”.

Inoltre, molti dei record di velocità non vengono stabiliti su un unico cavo, ma attraverso una tecnica chiamata “Data Reservoir”. In pratica, si creano dei serbatoi di dati che vengono svuotati simultaneamente attraverso più canali paralleli, che poi si ricongiungono a destinazione come un fiume che si divide in un delta per poi tornare unico nel mare.

Perché è rimasta importante

Potresti pensare: “Bello, ma a me cosa serve?”. In realtà, la velocità della NASA è il laboratorio di prova per il futuro di tutti noi. Ecco perché questa tecnologia è vitale:

  • Previsioni Meteo: Per simulare un uragano servono trilioni di dati. Senza queste reti, sapremmo che sta arrivando un temporale solo quando avremmo già i piedi nell’acqua.
  • Genomica: Mappare il DNA umano significa maneggiare file pesantissimi. Condividerli tra centri di ricerca in secondi invece che in giorni accelera la scoperta di cure.
  • Fisica Quantistica: Il CERN di Ginevra produce una quantità di dati tale che, senza queste autostrade digitali, i dischi fissi dovrebbero essere spediti fisicamente via aereo per essere analizzati in America.

Cosa ci racconta ancora oggi

La velocità di 91 Gbps ci insegna che il limite della tecnologia non è quasi mai fisico, ma infrastrutturale. La luce viaggia sempre alla stessa velocità; ciò che cambia è quanto siamo bravi a non farle perdere tempo tra un connettore e l’altro.

Oggi, mentre si parla già di test che superano i Terabit al secondo (mille volte più di quei 91!), quella vecchia impresa della NASA resta una pietra miliare. Ci ricorda che l’esplorazione non avviene solo verso l’alto, con i razzi, ma anche in orizzontale, attraverso i cavi che corrono sotto gli oceani.

In fondo, la NASA non corre così tanto per vincere una gara di download, ma perché nell’universo tutto è lontano: la velocità della connessione è l’unico modo che abbiamo per sentirci un po’ più vicini alle stelle.


La riflessione curiosa

Se avessi una connessione da 91 Gbps a casa, potresti scaricare l’intero catalogo di videogiochi della tua infanzia in meno di un secondo. Ma il vero paradosso è questo: probabilmente passeresti comunque dieci minuti a fissare lo schermo cercando di decidere a quale giocare. La tecnologia corre, ma l’indecisione umana resta analogica.

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Angela Gemito
Angela Gemito
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, racconto notizie, tecnologia e curiosità per scoprire il mondo con occhi sempre nuovi, un articolo alla volta.
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Tags: 91GB connessione Nasa

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