I nomi dei mesi del nostro calendario derivano quasi interamente dall’antica Roma. Il sistema che utilizziamo oggi, il Calendario Gregoriano, affonda le radici in quello Romuleo e poi Giuliano, dove i nomi celebravano divinità (Marzo, Giugno), numeri d’ordine (Settembre, Dicembre) o imperatori (Luglio, Agosto). In origine, l’anno iniziava a marzo, motivo per cui i nomi numerici oggi sembrano “fuori posto” rispetto alla loro posizione attuale.

In sintesi
- Origine Latina: Tutti i nomi derivano dal latino e dalla cultura religiosa e politica di Roma.
- L’anno di 10 mesi: Inizialmente l’inverno non era conteggiato e l’anno cominciava con la primavera (Marzo).
- Divinità e Imperatori: Gennaio, Marzo, Aprile, Maggio e Giugno omaggiano dèi; Luglio e Agosto celebrano Giulio Cesare e Augusto.
- L’errore numerico: Settembre, Ottobre, Novembre e Dicembre significano letteralmente 7°, 8°, 9° e 10° mese.
La risposta breve: un’eredità romana
Se oggi chiamiamo i mesi con questi nomi, lo dobbiamo alla capacità amministrativa e culturale dell’Impero Romano. Il calendario era uno strumento di potere e di culto: serviva a scandire i riti agricoli e le festività religiose. Mentre noi oggi percepiamo i mesi come semplici unità temporali, per un antico romano ogni nome evocava una protezione divina o un tributo politico.
Perché succede: l’evoluzione dal 753 a.C. a oggi
Il primo calendario romano, attribuito a Romolo, contava solo 10 mesi. Iniziava a Marzo (con l’equinozio di primavera) e terminava a Dicembre. Il periodo invernale, circa 61 giorni di gelo in cui non si combatteva e non si coltivava, non veniva nemmeno nominato: era semplicemente “inverno”.
Fu Numa Pompilio, secondo re di Roma, a introdurre Gennaio e Febbraio per coprire il vuoto invernale e allineare l’anno al ciclo lunare. Tuttavia, l’ordine dei mesi rimase invariato per secoli, finché nel 153 a.C. l’inizio dell’anno venne spostato al 1° gennaio per esigenze militari (l’insediamento dei consoli). Questo spostamento ha creato l’anacronismo che viviamo ancora oggi: chiamiamo “decimo” (Dicembre) quello che in realtà è il dodicesimo mese.
Il significato nascosto di ogni mese
Analizziamo l’etimologia e la storia dietro ogni singolo nome:
- Gennaio (Ianuarius): Dedicato a Giano (Ianus), il dio bifronte del passaggio, delle porte e dei ponti. Ha due volti perché guarda contemporaneamente al passato e al futuro, rendendolo il guardiano perfetto per l’inizio dell’anno.
- Febbraio (Februarius): Deriva da februare, che significa “purificare”. Era il mese dei Februa, riti di purificazione collettiva che preparavano la città all’arrivo della primavera.
- Marzo (Martius): Dedicato a Marte, dio della guerra. Poiché la primavera segnava la fine delle piogge, era il momento in cui riprendevano le campagne militari.
- Aprile (Aprilis): L’origine è dibattuta. Potrebbe derivare dal greco Aphrodite (Venere) o dal latino aperire (aprire), in riferimento ai fiori e alla natura che “apre” il suo ciclo vitale.
- Maggio (Maius): Dedicato a Maia, dea della fecondità e della crescita, associata all’abbondanza dei raccolti primaverili.
- Giugno (Iunius): In onore di Giunone, regina degli dèi e protettrice del matrimonio e del parto.
- Luglio (Iulius): Originariamente si chiamava Quintilis (quinto mese). Fu rinominato in onore di Giulio Cesare, nato in questo mese, dopo la sua riforma del calendario.
- Agosto (Augustus): Originariamente Sextilis (sesto mese). Fu dedicato all’imperatore Ottaviano Augusto, poiché in questo mese ottenne le sue più importanti vittorie.
- Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre: Mantengono i nomi numerici latini (septem, octo, novem, decem), nonostante la loro posizione sia slittata in avanti di due posti.
Cosa spesso viene frainteso
Un errore comune è pensare che Luglio e Agosto siano stati “aggiunti” da Cesare e Augusto, allungando l’anno. In realtà, l’anno aveva già 12 mesi dai tempi di Numa Pompilio; i due leader si limitarono a rinominare mesi già esistenti per fini propagandistici.
Un altro mito riguarda Febbraio. Spesso si pensa che sia il mese più corto per un semplice errore di calcolo. In realtà, nel calendario romano i mesi dovevano avere un numero dispari di giorni per scaramanzia (i numeri pari erano considerati sfortunati). Febbraio, essendo l’ultimo mese dedicato alla purificazione e ai morti, fu lasciato con un numero pari (28) proprio perché considerato un mese “di passaggio” e meno fausto degli altri.
Esempi e curiosità storiche
- L’anno della confusione: Nel 46 a.C., Giulio Cesare dovette aggiungere ben 90 giorni per rimettere in linea il calendario con le stagioni. Quell’anno durò 445 giorni!
- Il tentativo di Caligola: L’imperatore Caligola provò a rinominare Settembre in “Germanico”, mentre Domiziano voleva cambiare Ottobre in “Domiziano”. Fortunatamente, questi cambiamenti non sopravvissero alla loro morte.
- I nomi rivoluzionari: Durante la Rivoluzione Francese, si tentò di eliminare i nomi romani in favore di termini naturali come Brumaio (nebbia) o Termidoro (calore), ma il sistema napoleonico tornò presto alle origini latine.
FAQ: Domande Frequenti sui mesi
Perché l’anno inizia a Gennaio e non a Marzo? La decisione fu presa dai Romani nel 153 a.C. per permettere ai nuovi consoli di entrare in carica in tempo per le campagne militari stagionali, che solitamente partivano in primavera.
Chi ha deciso che i mesi dovessero essere 12? L’introduzione dei 12 mesi è attribuita a Numa Pompilio, che volle adattare l’anno agricolo di 10 mesi al ciclo lunare, aggiungendo Gennaio e Febbraio alla fine del ciclo.
Perché i mesi hanno durate diverse (28, 30, 31)? La struttura attuale deriva dalla Riforma Giuliana e dal successivo perfezionamento del Calendario Gregoriano (1582), necessari per far sì che l’anno del calendario corrispondesse esattamente all’anno solare di circa 365,24 giorni.
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