Lo usi ogni giorno per taggare foto o ordinare la pizza al telefono. Eppure, quel piccolo simbolo sulla tua tastiera nasconde un’identità segreta che quasi nessuno conosce.

Un’eredità nascosta tra i tasti del telefono
Tutti lo chiamiamo semplicemente hashtag o, i più tradizionalisti, cancelletto.
Ma la verità è che questo simbolo ha un nome tecnico che sembra uscito da un romanzo di fantascienza.
Per decenni lo abbiamo avuto sotto il naso senza mai interrogarci sulla sua vera origine.
È uno dei simboli più potenti dell’era digitale, eppure la sua storia inizia molto prima dei social media.
Ti sei mai chiesto chi abbia deciso che quel groviglio di linee dovesse avere un posto d’onore sui nostri schermi?
La risposta non si trova nella Silicon Valley, ma nei laboratori di ingegneria degli anni Sessanta.
La nascita dell’Octotorpe nei laboratori Bell
Il termine tecnico corretto per definire il simbolo # è Octotorpe.
Questo nome bizzarro fu coniato dai tecnici dei Bell Labs negli Stati Uniti.
L’esigenza nacque quando dovettero aggiungere nuovi tasti alle tastiere telefoniche a toni.
Il prefisso “octo” si riferisce chiaramente alle otto punte che compongono il simbolo.
Sulla seconda parte del nome, però, aleggia ancora un fitto mistero accademico.
Alcuni sostengono che derivi da Jim Thorpe, un celebre atleta olimpico dell’epoca.
Altri invece pensano a una parola di origine antico-norrena che indicava un piccolo villaggio.
Immagina la scena: ingegneri in camice bianco che cercano di battezzare il futuro delle telecomunicazioni.
Perché non lo chiama così quasi nessuno?
Se l’Octotorpe è il suo nome ufficiale, perché il mondo lo ha dimenticato?
- La parola era troppo difficile da pronunciare per il grande pubblico.
- Il termine “cancelletto” era visivamente più intuitivo per gli utenti comuni.
- L’esplosione di Twitter nel 2007 ha imposto il termine hashtag a livello globale.
Inizialmente, il simbolo serviva solo per indicare il numero o il peso in libbre.
Non era affatto destinato a diventare l’architrave della comunicazione virale.
Oggi l’Octotorpe vive una doppia vita: un nome colto per gli esperti e un soprannome pop per le masse.
È affascinante come un termine così specifico sia stato sepolto dalla praticità quotidiana.
Un simbolo tra leggenda e design moderno
L’Octotorpe non è solo una parola strana, è un capolavoro di design funzionale.
Le sue linee incrociate sono studiate per essere distinguibili anche in condizioni di bassa risoluzione.
Prima di diventare il re dei metadati, veniva usato nelle mappe per indicare le fattorie isolate.
Ecco perché la teoria del “villaggio” (thorpe) è considerata da molti la più attendibile.
Oggi, ogni volta che scrivi un tag, stai rendendo omaggio a quella vecchia fattoria.
È il potere del linguaggio: evolversi fino a perdere memoria delle proprie radici.
Ma la prossima volta che digiterai un hashtag, saprai di avere a che fare con un Octotorpe.
Un piccolo dettaglio tecnico che trasforma un gesto banale in un pezzo di storia della tecnologia.
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