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Chi si celava dietro le lettere anonime di Circleville?

Angela Gemito Feb 28, 2026

Il Veleno nelle Lettere: L’Enigma Inestricabile di Circleville

Nel 1976, la cittadina di Circleville, in Ohio, appariva come il classico ritratto dell’operosa provincia americana. Un luogo dove i segreti, se esistevano, venivano sepolti sotto strati di cortesia e abitudini consolidate. Eppure, in quell’anno, la tranquillità venne infranta non da un atto di violenza fisica, ma da un’arma molto più sottile e insidiosa: la carta da lettere.

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Centinaia di messaggi anonimi, scritti in uno stampatello incerto e angoloso, iniziarono a piovere nelle cassette postali dei residenti. Non erano semplici scherzi. Erano attacchi mirati, intrisi di dettagli personali che nessuno avrebbe dovuto conoscere, volti a scardinare la facciata pubblica di cittadini rispettabili. Iniziava così quello che oggi è ricordato come uno dei casi di stalking di massa più inquietanti e duraturi della storia degli Stati Uniti.

L’Inizio dell’Incubo

La prima vittima fu Mary Gillispie, un’autista di scuolabus. Le lettere la accusavano di una relazione extraconiugale con il sovrintendente delle scuole locali. Il tono era minaccioso, quasi messianico: lo scrivente sosteneva di osservarla costantemente, di conoscere ogni suo movimento e di essere pronto a punire la sua condotta morale.

Quello che inizialmente sembrò il gesto isolato di un mitomane locale si trasformò rapidamente in una psicosi collettiva. Le lettere non si fermarono a Mary. Familiari, amici e vicini ricevettero missive simili. Il mittente anonimo sembrava onnisciente, capace di scrutare attraverso le pareti delle case. La domanda che tormentava Circleville era una sola: chi, tra le persone incrociate ogni giorno al supermercato o in chiesa, nascondeva un animo così livoroso?

Una Tragedia Annunciata

La tensione esplose nel 1977. Ron Gillispie, il marito di Mary, ricevette una telefonata che lo mandò su tutte le furie. Convinto di aver finalmente identificato l’autore delle lettere, uscì di casa armato di pistola, urlando che avrebbe risolto la faccenda. Poche ore dopo, venne ritrovato morto all’interno del suo pick-up, schiantatosi contro un albero.

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Sebbene la polizia avesse archiviato l’incidente come una guida in stato di ebbrezza, i dubbi rimasero profondi. La pistola di Ron era stata scaricata di un colpo, ma non c’era traccia di proiettili sul luogo dell’impatto, né spiegazioni su chi avesse effettuato quella fatidica telefonata. La morte di Ron, anziché placare lo scrivente, sembrò alimentarne il delirio di onnipotenza. Le lettere continuarono, facendosi beffe del lutto della famiglia e suggerendo che la verità fosse molto più torbida di quanto apparisse.

Il Paradosso di Paul Freshour

La svolta arrivò nel 1983, quando Mary Gillispie, nel percorrere la sua solita rotta con lo scuolabus, notò un cartello stradale che la insultava personalmente. Nel tentativo di rimuoverlo, scoprì una trappola rudimentale ma letale: una scatola contenente una pistola pronta a sparare non appena si fosse tirato un filo.

Le indagini balistiche portarono a Paul Freshour, cognato di Mary e Ron. Nonostante non ci fossero prove dirette della sua presenza sul luogo quel giorno, Freshour venne condannato per tentato omicidio. Il caso sembrava risolto, il “mostro” era dietro le sbarre.

Ma è qui che la vicenda di Circleville abbandona la cronaca nera per entrare nel regno dell’assurdo. Mentre Freshour si trovava in isolamento, senza accesso a carta o penna, le lettere continuarono ad arrivare. Centinaia, migliaia di missive, tutte con il timbro postale di Columbus, Ohio, continuavano a tormentare la cittadina. Molte di queste lettere erano firmate “The Circleville Writer” e deridevano le autorità per aver arrestato l’uomo sbagliato. Paul Freshour rimase in prigione per un decennio, mentre il vero colpevole – o forse un intero gruppo di persone – continuava indisturbato la propria opera di demolizione sociale.

L’Impatto sulla Comunità

L’effetto psicologico su Circleville fu devastante. La fiducia interpersonale, collante fondamentale di ogni piccola comunità, svanì. Ogni vicino divenne un sospettato. Le lettere non si limitavano a riportare fatti, ma seminavano il dubbio, manipolando le percezioni e distruggendo reputazioni costruite in una vita intera.

Si trattava di una forma di “terrorismo informativo” ante litteram. Prima dei social media, prima dei leak e del doxing, il mittente di Circleville aveva capito che l’arma più potente non è il piombo, ma l’informazione privata resa pubblica. Il segreto, una volta svelato, non appartiene più a chi lo custodisce, ma diventa uno strumento di controllo nelle mani di chi lo diffonde.

Scenario Futuro e Analisi Moderna

Oggi, a distanza di decenni, il caso rimane ufficialmente irrisolto. Paul Freshour è morto professando la propria innocenza e le lettere sono cessate improvvisamente nel 1994, proprio come erano iniziate. Gli appassionati di true crime e gli analisti forensi continuano a studiare la grafia e i timbri postali, cercando un pattern che possa finalmente dare un nome a quell’ombra.

L’eredità di Circleville ci interroga profondamente sulla natura della sorveglianza e sulla fragilità della privacy. In un’epoca in cui siamo costantemente monitorati, la figura del “Circleville Writer” appare quasi come un oscuro precursore di certe dinamiche digitali moderne. Ci ricorda che l’anonimato può essere un rifugio per la verità, ma anche un laboratorio per la crudeltà più pura.

Chi era veramente il mittente? Era un cittadino comune consumato dall’invidia? Un gruppo coordinato di individui che volevano ripulire la città dai propri peccati? O forse qualcuno che sedeva nelle alte sfere dell’amministrazione locale, capace di manipolare le indagini a proprio piacimento? Le prove raccolte negli anni suggeriscono una rete di connessioni molto più complessa di quanto una singola mente possa aver tessuto.

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Tags: circleville mistero

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