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Midollo osseo, ecco perché e come si dona

VEB Set 27, 2019

Spesso si sentono appelli disperati di persone che, per sopravvivere, hanno bisogno urgente di un trapianto di midollo osseo, ma purtroppo non si riesce a trovare un donatore compatibile.

In molti casi è la genetica a frapporre ostacoli insormontabili, ma molte volte mancano concretamente anche i donatori disposti a verificare la loro compatibilità, ed il perché è presto detto: c’è ancora troppa ignoranza al riguardo.

Tanti non sanno infatti in cosa consista una donazione di midollo e soprattutto il bene che può fare all’altro.

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Il trapianto di Midollo Osseo permette di curare molte malattie del midollo osseo, del sangue e del sistema immunitario altrimenti incurabili: leucemie, linfomi, mielomi, talassemie, disordini congeniti dell’pediatrica e, in casi particolari, malattie autoimmuni e tumori solidi.

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Purtroppo non basta trovare un donatore, ma bisogna trovare quello “giusto” perché è assolutamente necessario che vi sia una compatibilità tissutale tra paziente e donatore, ovvero la “somiglianza” genetica indispensabile per il buon esito del trapianto.

Per fare il donatore non servono caratteristiche specifiche: basta avere un’età preferibilmente compresa tra 18 e 35 anni ed un peso corporeo superiore a 50 Kg.

Il sesso è indifferente. È opportuno che sia sano o comunque non affetto da malattie croniche ai principali organi o apparati.

E per chi pensa che serva un intervento dolorosissimo o inaffrontabile, il trapianto di midollo osseo è molto simile a una trasfusione di sangue con un catetere in vena. Nei giorni precedenti il paziente viene sottoposto a chemioterapia e, a volte, radioterapia. Questo serve a fare spazio alle nuove cellule staminali sane e a ridurre il rischio che il sistema immunitario del paziente trapiantato respinga le cellule sane del donatore viste come estranei da attaccare.

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Tags: midollo osseo

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