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Funghi di Chernobyl che assorbono radiazioni: la scoperta

Angela Gemito Dic 2, 2025

Nel cuore della zona di esclusione di Chernobyl, un gruppo di scienziati ha identificato una specie di fungo capace di crescere e prosperare in ambienti altamente radioattivi. Una scoperta che potrebbe cambiare il futuro della medicina e della tecnologia ambientale.

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Un fungo che si nutre di radiazioni: il Cladosporium sphaerospermum

Il protagonista di questa sorprendente scoperta è il Cladosporium sphaerospermum, un fungo nero rinvenuto nei luoghi più contaminati di Chernobyl. Gli studiosi hanno osservato che, invece di essere danneggiato dalla radiazione, questo microrganismo mostra una crescita potenziata in presenza di alti livelli di radiazioni ionizzanti.

La chiave di questa straordinaria adattabilità sembra risiedere nella melanina, il pigmento scuro presente nel fungo. Secondo gli esperti, la melanina agisce come una sorta di scudo naturale e permette ai funghi di trasformare l’energia delle radiazioni in nutrimento, un processo chiamato radiosintesi. Questa capacità ricorda la fotosintesi delle piante, ma avviene con le radiazioni al posto della luce solare.

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Tuttavia, la radiosintesi è ancora un’ipotesi in fase di studio. Non esistono ancora prove definitive sul meccanismo esatto con cui i funghi sfruttano l’energia radioattiva.

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Le potenziali applicazioni scientifiche e mediche

La scoperta del Cladosporium sphaerospermum apre nuove prospettive nella lotta contro il cancro e nella protezione dalle radiazioni. Se la radiosintesi fosse confermata, gli scienziati potrebbero sviluppare nuovi trattamenti basati sulla melanina fungina, in grado di proteggere le cellule umane dagli effetti nocivi della radioterapia.

Inoltre, i funghi radioresistenti potrebbero essere utilizzati per la bonifica ambientale in zone contaminate da incidenti nucleari. Questi microrganismi funzionerebbero come filtri biologici, assorbendo e neutralizzando le particelle radioattive nel suolo o nell’atmosfera.

Le ricerche sono ancora nelle fasi iniziali, ma i primi risultati sono promettenti. Gli scienziati stanno studiando come replicare le proprietà dei funghi in ambienti controllati e se queste capacità possono essere trasferite ad altri organismi o materiali.


Conclusione

Il fungo di Chernobyl non è solo una curiosità scientifica, ma potrebbe rappresentare una risorsa preziosa per il futuro della medicina e della tutela ambientale. La sua capacità di interagire positivamente con le radiazioni sfida le conoscenze attuali sulla biologia e apre scenari affascinanti.

Per saperne di più, si consiglia di approfondire consultando fonti autorevoli come ScienceAlert, Nature e National Geographic.

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Angela Gemito
Angela Gemito
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, racconto notizie, tecnologia e curiosità per scoprire il mondo con occhi sempre nuovi, un articolo alla volta.
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Tags: Chernobyl Funghi radiazioni

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