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Come si riesce a decifrare la scrittura egizia

Angela Gemito Ott 8, 2025

Decifrare l’antica scrittura egizia: la chiave di volta dei geroglifici

Per secoli, la civiltà egizia è rimasta avvolta in un fitto silenzio. Le meravigliose iscrizioni sui templi e sulle tombe, note come geroglifici, erano indecifrabili, un enigma che sembrava senza soluzione. Tutto è cambiato grazie a un ritrovamento fortuito e alla genialità di un uomo.

Jean-François Champollion esamina la Stele di Rosetta

La Stele di Rosetta: il punto di partenza

Il meccanismo per svelare i segreti della scrittura egizia ha un nome: la Stele di Rosetta. Questa lastra di granodiorite fu scoperta nel 1799, durante la campagna d’Egitto di Napoleone, da un soldato francese nella città di Rashid (Rosetta) sul delta del Nilo. La sua importanza è immensa perché riporta lo stesso testo in tre diverse grafie:

  1. Geroglifici: la scrittura monumentale e sacra usata dagli Egizi.
  2. Demotico: la scrittura popolare e quotidiana dell’epoca tolemaica.
  3. Greco antico: una lingua nota agli studiosi del tempo.

Il testo in questione è un decreto, risalente al 196 a.C., in onore del faraone Tolomeo V Epifane. Avere lo stesso contenuto in una lingua conosciuta (il greco) e in due sconosciute (geroglifici e demotico) ha fornito per la prima volta un riferimento bilingue cruciale per la traduzione.

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Jean-François Champollion: l’uomo che ridiede la parola all’Egitto

Molti studiosi lavorarono sulla Stele, ma la vera svolta arrivò con il francese Jean-François Champollion. Uomo di straordinaria cultura, già a 17 anni aveva intuito che l’antica lingua egizia fosse l’antenata del copto, una forma tarda dell’egizio scritta con l’alfabeto greco. Questa conoscenza si rivelò fondamentale.

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Il 14 settembre 1822 (e la notizia fu annunciata ufficialmente il 27 settembre 1822, in una celebre Lettre à M. Dacier), dopo anni di studi intensi e ostinati, Champollion trovò la chiave per decifrare i geroglifici. La sua intuizione geniale fu che i geroglifici non erano puramente ideografici, cioè simboli che rappresentavano solo un’idea, come si credeva, ma che funzionavano come un sistema misto:

  • Ideogrammi (simboli di idee, es. un cerchio con un punto per “Sole” o “giorno”).
  • Fonogrammi (simboli di suoni, che potevano rappresentare una o più consonanti, es. il segno della civetta per la ‘m’).
  • Determinativi (segni muti che chiarivano la categoria semantica di una parola, ad esempio un uomo seduto per i nomi maschili).

Concentrandosi sui nomi dei faraoni, in particolare quelli racchiusi nei cartigli (le cornici ovali), Champollion confrontò le iscrizioni di Tolomeo e Kleopatra sulla Stele di Rosetta e su un obelisco ritrovato a File, arrivando a isolare e identificare il valore fonetico di diversi segni. Capì che la scrittura geroglifica era essenzialmente consonantica, priva di vocali (un po’ come l’arabo o l’ebraico).

La sua scoperta aprì le porte a un’intera civiltà rimasta muta, permettendo di leggere e tradurre migliaia di testi che documentano oltre tremila anni di storia egizia.


FAQ sulla Decifrazione dei Geroglifici Egizi

Qual è stato il ruolo del copto nella decifrazione?

Il copto, l’ultima fase della lingua egizia parlata, è stato essenziale. Champollion, un linguista poliedrico, conosceva bene il copto. Egli capì che i suoni e la grammatica del copto potevano essere usati per dare un valore fonetico ai geroglifici, fungendo da ponte linguistico tra la lingua antica e le lingue moderne. Questo legame tra i simboli e i suoni del copto permise di pronunciare le parole egizie per la prima volta.

Cosa sono esattamente i geroglifici?

I geroglifici sono la più antica forma di scrittura egizia, usata soprattutto per testi religiosi e monumentali. Si tratta di un sistema grafico composto da centinaia di simboli, un vero e proprio “alfabeto” complesso, in uso dal 3200 a.C. circa fino al IV secolo d.C. Ogni segno, spesso un’immagine stilizzata di persone, animali o oggetti, poteva funzionare come un suono (fonogramma), come un’idea (ideogramma) o come un ausilio per specificare il significato (determinativo).

La Stele di Rosetta è un testo importante di per sé?

Certamente. Al di là del suo ruolo come chiave di decifrazione, la Stele di Rosetta è di per sé un importante documento storico. È un decreto sacerdotale emesso nel 196 a.C. per celebrare l’ascesa al trono e i benefici concessi dal giovane faraone Tolomeo V Epifane. Il fatto che il decreto dovesse essere affisso nei templi di tutto l’Egitto, riportato nelle tre principali scritture, dimostra il tentativo dei Tolomei di legittimare il loro dominio anche attraverso la tradizione egizia.

Champollion è stato l’unico a lavorare sulla decifrazione?

No, ci furono diversi studiosi che diedero contributi parziali. Prima di Champollion, l’inglese Thomas Young riuscì a identificare correttamente i nomi di Tolomeo e Berenice all’interno dei cartigli e a determinare il valore fonetico di alcuni segni demotici. Tuttavia, fu Champollion a compiere il passo decisivo, dimostrando in modo sistematico che il sistema geroglifico era misto, composto da elementi fonetici e non solo simbolici, aprendo così completamente l’accesso alla lingua egizia.

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Angela Gemito
Angela Gemito
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, racconto notizie, tecnologia e curiosità per scoprire il mondo con occhi sempre nuovi, un articolo alla volta.
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Tags: egitto stele di rosetta

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