Dietro ogni grande segnale radio captato dai radiotelescopi e battezzato frettolosamente come possibile prova di intelligenza extraterrestre si nasconde, quasi sempre, un fenomeno astrofisico estremo o un disturbo molto più terrestre del previsto. Quando gli strumenti puntati verso il cielo registrano anomalie apparentemente inspiegabili, la comunità scientifica si divide tra la prudenza e il fascino della scoperta, prima che mesi o anni di analisi rigorose smontino le ipotesi più fantasiose.

Nel 1967, la giovane astronoma Jocelyn Bell Burnell individuò una serie di impulsi radio regolari provenienti dallo spazio profondo con una precisione tale da spingere il team a scherzare sull’ipotesi di un contatto con una civiltà avanzata, soprannominando informalmente la sorgente LGM-1, ovvero Little Green Men 1. L’entusiasmo durò poco: l’analisi successiva rivelò che si trattava di una pulsar, una stella di neutroni in rotazione rapida capace di emettere fasci di radiazione elettromagnetica con la regolarità di un orologio cosmico. Non erano alieni, ma il residuo ultradenso di una stella esplosa.
Il mistero dei pernotta-segnali e la colpa dei forni a microonde
A volte, però, la sorgente del segnale non si trova a milioni di anni luce, ma nella cucina dell’osservatorio. È il caso dei famososissimi perytons, brevi e intensi scoppi di onde radio registrati dal radiotelescopio di Parkes, in Australia, che per anni avevano confuso i ricercatori. I segnali sembravano provenire dall’atmosfera terrestre, ma nessuno riusciva a classificarli con precisione.
Il mistero fu risolto solo quando gli operatori installarono un sistema di monitoraggio avanzato: i perytons venivano generati quando qualcuno apriva lo sportello del forno a microonde della sala ristoro prima che il ciclo di cottura fosse del completamente terminato. La perdita di radiazione a 2.4 GHz ingannava i ricevitori del telescopio, creando un falso allarme cosmico che durava da anni.
I segnali moderni: i Fast Radio Burst
Negli ultimi anni, l’attenzione si è spostata sui Fast Radio Burst (FRB), potentissimi e brevissimi lampi di onde radio provenienti da galassie lontane. Sebbene la loro natura energetica abbia alimentato speculazioni sulla tecnologia di ipotetiche civiltà galattiche, la ricerca ha progressivamente circoscritto l’origine a magnetar, ovvero stelle di neutroni dotate di campi magnetici smisurati.
La vera difficoltà in questi casi non è trovare una spiegazione fisica, ma distinguere il segnale naturale da interferenze locali sempre più sofisticate, come i segnali dei satelliti in orbita bassa o le trasmissioni terrestri riflesse dalla ionosfera.
Capire questi errori non riduce il fascino dell’esplorazione spaziale, ma dimostra quanto sia sottile il confine tra ciò che non comprendiamo ancora e ciò che scambiamo frettolosamente per qualcos’altro.
- DOMANDE FREQUENTI
Tutti i segnali misteriosi dallo spazio hanno una spiegazione? La stragrande maggioranza dei segnali anomali viene ricondotta a interferenze terrestri o fenomeni naturali noti non appena gli strumenti migliorano. Rimangono rare eccezioni ancora in fase di studio, ma senza prove straordinarie che giustifichino ipotesi extraterrestri.
Come fanno gli scienziati a escludere che un segnale sia artificiale? Vengono analizzate la frequenza, la polarizzazione e la ripetibilità del segnale. Spesso si confrontano i dati con quelli di altri telescopi distanti centinaia di chilometri per verificare se la sorgente sia locale o effettivamente cosmica.
Continua a scoprire curiosità, misteri, tecnologia e storie sorprendenti anche dall'app Veb.
Scarica gratis per Android






