Vai al contenuto
veb.it

veb.it

  • Misteri e insolito
  • Curiosità
  • Mente e Salute
  • Tecnologia
  • Chi Siamo
  • Redazione
  • Contatti
  • Home
  • La vera storia dei Cookie che accettiamo ogni giorno
  • Tecnologia

La vera storia dei Cookie che accettiamo ogni giorno

Angela Gemito Mag 7, 2026

Ti è mai capitato di entrare in un negozio e, prima ancora di salutare, un commesso ti incollasse un piccolo adesivo invisibile sulla giacca? Un adesivo che dice al prossimo negozio cosa hai guardato, quanto tempo sei rimasto davanti alle scarpe rosse e se hai sospirato guardando il portafoglio.

Ecco, ogni volta che atterriamo su un sito web e clicchiamo freneticamente su quel banner azzurro con scritto “Accetta tutti i cookie”, stiamo permettendo a migliaia di questi piccoli “adesivi” di attaccarsi ai nostri vestiti digitali. Ma come siamo passati dal voler rendere il web più semplice a creare il più grande sistema di sorveglianza (gentile) della storia?

L’idea che ha cambiato tutto

Tutto inizia nel 1994, nei laboratori di Netscape, il primo vero browser commerciale. Un programmatore di 24 anni di nome Lou Montulli aveva un problema: il web non aveva memoria. Ogni volta che passavi da una pagina all’altra di un sito, il server ti “dimenticava”. Era come parlare con qualcuno che soffre di amnesia ogni volta che sbatte le palpebre.

📱
Veb è anche su Android Leggi curiosità, misteri e tecnologia direttamente dall’app. Scarica gratis →

Montulli voleva creare un modo per far sì che un sito ricordasse se avevi già messo un oggetto nel carrello. Non voleva spiare nessuno; voleva solo evitare che gli utenti dovessero reinserire i dati ogni trenta secondi. Chiamò questa soluzione “Magic Cookie”, un termine tecnico preso in prestito dai sistemi operativi dell’epoca.

🔥 Potrebbe interessarti anche

Come capire se un sito è affidabile: la guida praticaQuella fastidiosa finestrella che ti insegue ovunque (e cosa c’entra un biscotto del 1994)

L’idea era geniale nella sua semplicità: un minuscolo file di testo salvato sul tuo computer, non sul server del sito. Una briciola di pane che diceva: “Ehi, sono sempre io”.

Come funziona (senza mal di testa)

Immagina il cookie come un biglietto del guardaroba.

  1. Tu arrivi al teatro (il sito web) e lasci il cappotto (i tuoi dati, le tue preferenze).
  2. Il cameriere ti dà un numero (il cookie).
  3. Quando torni a riprendere il cappotto, non devi spiegare chi sei o com’è fatto il tuo cappotto: mostri il numero e il gioco è fatto.

Oggi però, quando clicchiamo “Accetta tutto”, non riceviamo un solo biglietto. Riceviamo un intero blocchetto di ricevute. Esistono infatti due tipi principali di cookie:

  • Cookie di prima parte: Quelli “buoni”. Ricordano la lingua che preferisci o mantengono i prodotti nel carrello.
  • Cookie di terza parte: Quelli “curiosi”. Sono creati da aziende diverse dal sito che stai visitando. Servono a seguirti mentre esci dal negozio e vai in quello accanto, annotando i tuoi gusti per mostrarti, dieci minuti dopo su un altro social, proprio quel paio di scarpe che avevi solo guardato.

Il dettaglio poco conosciuto: il patto della clausola silenziosa

Cosa succede nel momento esatto del clic? In quella frazione di secondo, si scatena un’asta frenetica. Centinaia di aziende pubblicitarie (AdTech) ricevono un segnale: “L’utente X è appena entrato su questo blog di cucina, gli piacciono i cani e vive a Milano. Chi vuole mostrargli un annuncio?”.

Accettando tutto senza leggere, firmiamo un contratto di permuta. Non paghiamo il contenuto del sito con i soldi, ma con la nostra identità granulare. Il dettaglio inquietante è che molti di questi cookie non scadono quando chiudi la pagina; alcuni hanno una “vita” di mesi o anni, continuando a inviare segnali di presenza nel vuoto digitale.

Perché è rimasta importante

Il cookie è diventato l’architrave del web moderno. Senza di esso, l’intera economia di internet crollerebbe. Non potremmo avere account persistenti, non potremmo personalizzare le notizie e, soprattutto, i siti gratuiti non avrebbero modo di sostenersi con la pubblicità mirata.

È un’invenzione rimasta centrale perché è leggera. Non occupa spazio, non rallenta (troppo) la navigazione ed è incredibilmente efficace. È il collante che tiene insieme l’esperienza fluida che diamo per scontata, trasformando un ammasso di pagine isolate in un ecosistema connesso.

Cosa ci racconta ancora oggi

La storia dei cookie ci insegna che in tecnologia non esistono pasti gratis, ma solo scambi di valore. Quello che era nato come un timido strumento di memoria per facilitare lo shopping è diventato uno specchio della nostra vita.

Accettare tutto senza leggere è diventato un riflesso pavloviano. Ci racconta quanto la nostra comodità sia diventata più preziosa della nostra privacy. Siamo disposti a farci seguire da un esercito di piccoli file di testo pur di non dover cliccare tre tasti in più o leggere dieci righe di policy.

Forse, la prossima volta che quel banner apparirà, varrebbe la pena ricordare che stiamo aprendo la porta di casa a degli sconosciuti. Sono educati, restano in un angolo e ci offrono esattamente quello che cerchiamo, ma non dimenticano mai nulla di ciò che facciamo.

Riflessione curiosa: Se potessimo stampare fisicamente ogni cookie che raccogliamo in una sola settimana di navigazione media, probabilmente avremmo abbastanza carta per tappezzare la nostra camera da letto. Eppure, pesano meno di un battito di ciglia digitale.

📱 Ti piace Veb? Portalo con te

Continua a scoprire curiosità, misteri, tecnologia e storie sorprendenti anche dall'app Veb.

Scarica gratis per Android

Angela Gemito
Angela Gemito
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, racconto notizie, tecnologia e curiosità per scoprire il mondo con occhi sempre nuovi, un articolo alla volta.
Tutti gli articoli →
Tags: Cookie privacy online sicurezza informatica

Post navigation

Precedente Perché il telefono sembra leggerti nel pensiero? Viaggio tra algoritmi e segreti
Successivo Il mistero delle porte murate: perché le troviamo in tutto il mondo?

Leggi anche

Napoleone era davvero così basso? La vera statura dell’imperatore e l’origine dell’equivoco
  • Curiosità

Napoleone era davvero così basso? La vera statura dell’imperatore e l’origine dell’equivoco

Ott 14, 2026
Esistono davvero laghi che possono esplodere? La fisica dietro le eruzioni limniche
  • Misteri e insolito

Esistono davvero laghi che possono esplodere? La fisica dietro le eruzioni limniche

Ott 14, 2026
Perché un’attesa senza scadenza sembra durare il doppio: la spiegazione psicologica
  • Curiosità

Perché un’attesa senza scadenza sembra durare il doppio: la spiegazione psicologica

Ott 14, 2026
Perché il telecomando risponde peggio se non lo punti dritto verso la TV
  • Tecnologia

Perché il telecomando risponde peggio se non lo punti dritto verso la TV

Ott 14, 2026
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
  • mappa del sito
Copyright © 2010 - Veb.it - All rights reserved. | DarkNews di AF themes.