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App di incontri e privacy: sono davvero sicure?

VEB Set 4, 2020

Affidarsi ad un app di incontri per trovare la propria anima gemella o anche solo per conoscere nuove persone è una pratica sempre più diffusa e non solo tra i giovani. La tecnologia ha permesso alla società di realizzare cose un tempo impensabili e si è inserita anche nella ricerca di nuovi amori e conoscenze. Per trovare il partner gli utenti che fanno uso di queste applicazioni devono però rivelare tante informazioni personali, spesso inviando foto piuttosto private e tutto viene fatto senza la minima preoccupazione. Ma la privacy sulle app è davvero al sicuro?

Tramite una analisi delle più utilizzate applicazioni mobile per incontri (tra cui Tinder, Bumble, WeChat, Mamba, etc) si sono identificate varie minacce e problematiche relative alla privacy degli utenti. Molto spesso, dopo che si riscontrano questi “difetti”, vengono comunicati agli sviluppatori stessi per migliorare o correggere le caratteristiche di privacy dell’app, per cui è probabile che in futuro questi aspetti possano essere migliorati.

Dati sensibili e la sicurezza

Molte delle app prese in esame non garantiscono che le informazioni personali, come nome e cognome, non possano essere facilmente rintracciate per scoprire chi si trova davvero dietro ad un nickname. Molto spesso è anche possibile scoprire dove si lavora o studia, se lo si specifica, e tramite un controllo incrociato con i social è molto semplice trovare la persona che possiede quell’account. Addirittura nell’app Paktor era possibile visualizzare gli indirizzi email degli utenti se si intercettava il traffico. Insomma le possibilità di rintracciare l’identità di una persona da un semplice account di app di incontri è molto alta.

Anche il luogo in cui ci si trova non è difficilmente identificabile tramite l’uso di alcune app e solo Bumble, Badoo e OkCupid proteggono attivamente i propri utenti. Indicando infatti la distanza tra la persona e colui che si cerca, inserendo i dati della distanza e osservando altre particolarità (come il numero di volte in cui ci si è incrociati) non sembra così difficile rintracciare i luoghi più frequentati da una persona o la propria casa.

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App di incontri e privacy sono davvero sicure

Il trasferimento dei dati: protetto o no?

Le app di questo tipo trasferiscono i dati sul server tramite un canale SSL cifrato ma spesso vi sono delle eccezioni che portano a meno sicurezza. Non è infatti così complicato, per gli esperti in materia, gestire l’account di un’altra persona tramite una connessione non protetta e dunque i dati non sono impossibili da intercettare. I problemi di questo tipo sono quasi sempre stati risolti, ma ciò non toglie che vi è la possibilità che un hacker possa scoprire i dati e i trasferimenti dei profili visitati.

I protocolli utilizzati dalle app sono generalmente HTTPS per proteggersi dagli attacchi Man-In-The-Middle, tramite i quali si può deviare il traffico di una vittima su un server falso. Molte applicazioni sono però vulnerabili a questo genere di attacchi e gli utenti non risultavano quindi del tutto protetti. Inoltre chiunque goda di accessi da amministratore può bypassare qualsiasi tipo di protezione, soprattutto per Android. Le informazioni fornite risultano eccessive e gli hacker, che possono accedere da amministratore, riescono facilmente a risalire anche alle credenziali. Insomma la sicurezza non risulta sempre garantita nè per le informazioni personali nè per il trasferimento di dati tra utenti.

Come risolvere questi problemi?

Oltre ad attendere una risoluzione da parte dei gestori di queste app è molto importante che l’utente si protegga in maniera attiva. Il modo migliore per minimizzare i rischi è quello di utilizzare una VPN, una rete privata virtuale per privacy e sicurezza che sfrutta un canale di comunicazione riservato. Si può inoltre condividere con app e sconosciuti solo le informazioni strettamente necessarie e limitare al minimo l’invio di foto e posizione. Sarebbe inoltre importante evitare di mettere sui propri social e app il nome reale, il luogo di residenza o di lavoro e mostrare i vari indirizzi email.

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