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Troppo tempo a mollo, ecco perché le dita si raggrinziscono

VEB Feb 5, 2019

Fin da piccoli era la cosiddetta “prova del nove”: quando, in estate, al mare non volevamo uscire dall’acqua, dopo essere rimasti a mollo per diverso tempo, i nostri genitori ci chiedevano di mostrare le mani.

E lì purtroppo arrivava la “condanna” a dover uscire: le dita delle mani apparivano “raggrinzite”, segno che era ora di tornare all’asciutto.

Ma ci siamo mai chiesti il perché di questo “fenomeno” e se è veramente così “pericoloso” come le nostre mamme volevano spingerci a credere?

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In realtà anche gli scienziati si sono interrogati per anni per capire il perché e neppure oggi c’è, a quanto pare, la certezza assoluta ma c’è un’ipotesi, la più accredita, che rinviene una spiegazione nella struttura stratificata della pelle del nostro corpo.

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Secondo questa ipotesi, lo strato corneo, la parte più superficiale della pelle, è costituito da cheratina, una proteina che per sua natura si lega all’acqua e alle sostanze grasse.

Stando a lungo in acqua, questo strato assorbe appunto acqua, gonfiandosi, ma la stessa non accade invece negli strati sottostanti della pelle, che non hanno cheratina.

Il risultato è che lo strato corneo diventa più ampio rispetto alla superficie sottostante, e di conseguenza forma delle pieghe: le tipiche dita raggrinzite, per capirci.

Non mancano neppure però gli studiosi che propendono per una spiegazione “neurale”, secondo cui le dita raggrinziscano perché vasi e capillari del derma si restringono: se il derma perde volume, chiaramente l’epidermide sovrastante si increspa.

L’unica cosa certa, comunque, è che si tratta di un fenomeno assolutamente reversibile: pochi istanti fuori dall’acqua e le dita ritornano come nuove.

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Tags: acqua dita raggrinzite mare

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